Linfoma mantellare, mantenimento con rituximab ritarda la progressione nei giovani

Oncologia-Ematologia
Il mantenimento con rituximab dopo il trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche è risultato associato a un prolungamento della sopravvivenza libera da eventi (EFS) e della sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto a una strategia di sola osservazione e attesa (‘watch-and-wait’) in pazienti giovani con linfoma a cellule del mantello non trattati in precedenza. Lo si evince dai risultati di un’analisi ad interim dello studio di fase III LyMa, presentata all’ultimo congresso annuale dell’American Society of Hematology (a San Francisco).

In questo studio, coordinato da Steven Le Gouill, del dipartimento di ematologia del CHU de Nantes, i ricercatori hanno analizzato i dati di 299 pazienti al di sotto dei 66 anni (età mediana 57 anni; range 27-65), tre quarti dei quali circa (il 78,9%) erano di sesso maschile.

Più della metà dei partecipanti (il 53,2%) aveva un punteggio basso del Mantle Cell Lymphoma International Prognostic Index, mentre il 27,4% aveva un punteggio intermedio e il 19,4% un punteggio elevato.

Tutti i pazienti sono stati sottoposti a quattro cicli di rituximab, desametasone, citarabina e cisplatino (regime R-DHAP) e 257 hanno fatto in seguito il trapianto autologo di cellule staminali. La percentuale di risposta completa confermata e non confermata è aumentata dall’81,4% prima del trapianto al 92% dopo il trapianto.

I 238 pazienti che hanno ottenuto una risposta completa o parziale dopo il trapianto sono stati assegnati in rapporto 1:1 a una terapia di mantenimento per 3 anni con rituximab 375 mg/m2 ogni 2 mesi oppure alla sola osservazione e attesa. Dal momento della randomizzazione, il follow-up è stato di 29,7 mesi.

Al momento in cui è stata fatta l’analisi, l’EFS mediana e la PFS mediana non erano ancora stati raggiunte.

L’EFS a 2 anni è risultata significativamente maggiore nel sottoposto al mantenimento con rituximab rispetto a quello sottoposto alla sola osservazione (93,2% contro 81,5%; HR 2,1; P = 0,015); inoltre, il mantenimento con rituximab è risultato anche associato a un prolungamento significativo sia della PFS sia dell’EFS rispetto alla strategia di confronto (P = 0,015 per entrambi i parametri)).

L’OS a 2 anni, invece, non ha mostrato una differenza statisticamente significativa tra i due bracci (93,4% contro 93,9%).

"Questa analisi ad interim programmata dello studio LyMa mostra che una terapia di mantenimento con rituximab per 3 anni dopo la chemioterapia con il regime R-DHAP più il trapianto autologo di staminali come trattamento di prima linea per i pazienti giovani con linfoma a cellule del mantello migliora significativamente sia l’EFS sia la PFS" scrivono gli autori.

Inoltre, "così, come riportato negli anziani con linfoma a cellule del mantello, lo studio LyMa dimostra che rituximab dovrebbe essere usato come terapia di mantenimento dopo il trapianto autologo e fornisce il razionale per un nuovo standard di cura nel linfoma a cellule del mantello” concludono Le Gouill e i colleghi.

“Questo studio, nel quale si è valutata l’efficacia di una terapia di mantenimento con rituximab nei pazienti che si sottopongono a un trapianto di cellule staminali per il linfoma a cellule del mantello, è destinato a cambiare il modo in cui affrontiamo il trattamento di questo gruppo di pazienti” ha commentato Jonathon B. Cohen, del Winship Cancer Institute della Emory University di Atlanta.

“Tradizionalmente, non abbiamo sempre usato la terapia di mantenimento nei pazienti con linfoma a cellule del mantello che sono trattati in modo molto aggressivo, ma questo studio mostra che anche in questo setting la terapia di mantenimento potrebbe avere un ruolo simile a quello evidenziato per il mieloma multiplo e altri tumori maligni” ha concluso Cohen.

S. Le Gouill, et al. Rituximab Maintenance Versus Wait and Watch after Four Courses of R-DHAP Followed By Autologous Stem Cell transplantation in Previously Untreated Young Patients with Mantle Cell Lymphoma: First Interim Analysis of the Phase III Prospective Lyma Trial, a Lysa Study. ASH 2014; abstract 146.
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