Obinutuzumab (GA101), un anticorpo monoclonale sperimentale sviluppato da Genentech in collaborazione con Biogen Idec come trattamento contro il linfoma non-Hodgkin, ha dato buona prova di sé in uno studio randomizzato di fase II, chiamato GAUSS, in cui è stato messo a confronto con rituximab, uscendone vincente. I risultati preliminari dello studio, in aperto, sono appena stati presentato a San Diego, all’ultimo congresso della dell’American Society of Hematology (ASH), dove hanno destato grande interesse.

Rituximab, sul mercato ormai da un decennio, è stato finora un farmaco di grande successo e ha regnato incontrastato come unico anticorpo diretto in modo specifico contro l’antigene CD20 espresso sulla superficie dei linfociti B. Grazie al suo meccanismo d’azione, è ampiamente usato in diversi linfomi e leucemie, e di recente ha iniziato a essere impiegato anche contro l’artrite reumatoide. Il suo primato potrebbe però essere messo presto in discussione da uno sfidante quale obinutuzumab.

Come rituximab, anche il nuovo agente è diretto contro la proteina CD20, ma si tratta di un anticorpo umanizzato, e non chimerico, che nei test preclinici ha mostrato di essere meno soggetto a reazioni immunitarie e in nei primi studi clinici si è dimostrato molto promettente.

In particolare, obinutuzumab è un anticorpo monoclonale anti-CD20 di seconda generazione, umanizzato e glicoingegnerizzato, progettato in modo da legarsi selettivamente e con alta affinità al dominio extracellulare della proteina CD20 sulla superficie dei linfociti B al fine di aumentare la citotossicità cellulo-mediata. Grazie a queste caratteristiche anticorpali, il legame tra antigene e obinutuzumab porta a una maggiore induzione diretta della morte cellulare nei tumori con linfociti B CD20-positivi, nonché a una minore attivazione del complemento. Inoltre, la modificazione degli zuccheri della regione Fc dell’anticorpo gli permette di legarsi più fortemente alle cellule effettrici del sistema immunitario, come le cellule natural killer, che si legano alle cellule tumorali per distruggerle.

Obinutuzumab non è l’unico nuovo anticorpo anti-CD20 in sviluppo, ma è il primo ad essere confrontato testa a testa con rituximab, che ora è un punto fermo nella cura dei pazienti affetti da linfomi a cellule B.

Nello studio GAUSS, presentato al congresso ASH da Laurie Sehn, della University of British Columbia di Vancouver, in Canada, la molecola è stata testata su 175 pazienti con una recidiva di linfoma non-Hodgkin a cellule B CD20-positivo indolente, la maggior parte dei quali (149) con un linfoma follicolare. Ed è su questi ultimi che gli autori del lavoro hanno concentrato la loro attenzione.

I partecipanti sono stati sottoposti a una terapia di induzione con obinutuzumab oppure rituximab una volta alla settimana per 4 settimane. Dopo di che, i pazienti che hanno risposto al trattamento o hanno mostrato una stabilizzazione della malattia hanno continuato per 2 anni una terapia di mantenimento con lo stesso farmaco assegnato inizialmente, somministrato una volta ogni 2 mesi.

La percentuale di risposta tra i pazienti con linfoma follicolare assegnati al trattamento con rituximab è stata del 33,3%, contro il 44,6% ottenuto nel gruppo obinutuzumab. Le percentuali di remissione completa sono state rispettivamente del 5,3 e 12,2%.
La tollerabilità dei due farmaci è apparsa "abbastanza simile", ha riferito la Sehn, ma si è osservato un notevole aumento delle reazioni nella sede di infusione e della tosse nel gruppo obinutuzumab. Tuttavia, ha tranquillizzato l’autrice, la maggior parte di questi effetti sono stati lievi e non hanno portato a un aumento dei tassi di drop-out.

Finora non si è osservata alcuna differenza nella sopravvivenza libera da progressione ma lo studio non è ancora terminato.
La Sehn ha anche detto che lo studio GAUSS è un trial relativamente piccolo, ma che i risultati ottenuti meritano di essere approfonditi in studi di fase III, alcuni dei quali sono già partiti.

L.H. Sehn, et al. Randomized phase II trial comparing GA101 (Obinutuzumab) with rituximab in patients with relapsed CD20+ indolent B-Cell nonHodgkin lymphoma: preliminary analysis of the GAUSS study. ASH 2011; abstract 269.