Malnutrizione: a rischio il 40% dei malati di cancro. #ESMO18

La malnutrizione è sicuramente un problema di enorme impatto in ambito oncologico. L'efficacia delle cure, anche con i farmaci più innovativi, è infatti vanificata o ridotta a causa di uno stato generale di malnutrizione a cui è soggetto mediamente il 30% dei pazienti oncologici al momento del ricovero, con punte del 45% in caso di medio-lungo degenze o di tumori che presentano impedimenti funzionali all'alimentazione naturale, come nel caso di neoplasie della testa e del collo, e di stomaco, esofago e intestino.

La malnutrizione è sicuramente un problema di enorme impatto in ambito oncologico. L’efficacia delle cure, anche con i farmaci più innovativi, è infatti vanificata o ridotta a causa di uno stato generale di malnutrizione a cui è soggetto mediamente il 30% dei pazienti oncologici al momento del ricovero, con punte del 45% in caso di medio-lungo degenze o di tumori che presentano impedimenti funzionali all’alimentazione naturale, come nel caso di neoplasie della testa e del collo, e di stomaco, esofago e intestino.

L’esito della malnutrizione è pesante, fino a essere letale per circa 35mila pazienti italiani ogni anno.

Sono questi alcuni dei dati emersi da uno studio presentato al meeting annuale della European Society for Medical Oncology (ESMO), a Monaco di Baviera, che fornisce una fotografia dello stato di malnutrizione dei pazienti oncologici italiani.



Cause di malnutrizione nei pazienti oncologici
I pazienti oncologici risultano essere quelli che più di frequente presentano problemi nutrizionali, anche in fasi di malattia estremamente precoci, come accade subito dopo un intervento chirurgico attuato con intento radicale e, quindi, in assenza di metastasi. Tra coloro che perdono peso, il 20-30% muore per le conseguenze dirette e indirette della malnutrizione.

Frequenza e gravità della perdita di peso variano a seconda del tipo di tumore: l’80% dei pazienti con neoplasia del tratto gastrointestinale superiore e il 60% di quelli con neoplasia polmonare presentano perdita di peso già al momento della diagnosi. Inoltre, la perdita di peso si verifica nel 72% delle neoplasie pancreatiche, nel 69% delle neoplasie esofagee, nel 67% delle neoplasie gastriche, nel 57% dei tumori del distretto testa-collo, nel 34% delle neoplasie del colon-retto e nel 31% dei casi di linfoma non-Hodgkin.

I fattori che incidono sullo sviluppo della malnutrizione e sul calo ponderale spesso associato alla patologia neoplastica possono essere plurimi e riconducibili sia alla stessa patologia oncologica (malassorbimento o localizzazione della neoplasia, oppure presenza di metastasi) sia all’intervento terapeutico (chemioterapia, radioterapia, chirurgia), che può comportare frequentemente una sintomatologia contraddistinta da anoressia, nausea, vomito, disfagia, odinofagia, che può determinare un’alterazione dello stato di nutrizione o un peggioramento dello stesso. Anche i fattori psicologici possono incidere in maniera negativa sull’assunzione di cibo, peggiorando l’eventuale stato di malnutrizione del paziente.

Conseguenze della malnutrizione nei pazienti oncologici
Le conseguenze della malnutrizione sono molteplici. Un alterato stato nutrizionale risulta essere associato a immunodepressione, aumentato rischio di tossicità dei trattamenti, peggioramento della qualità di vita, maggiori probabilità di infezioni, ricoveri prolungati, ricoveri ripetuti, ritardo nella guarigione delle ferite, fino ad arrivare alla riduzione dell’aspettativa di vita e al relativo aumento dei costi assistenziali che ciascuno di questi fattori comporta.

«Un malato malnutrito ha maggiori difficoltà nel sopportare le cure, maggiori probabilità di sviluppare infezioni, necessita di un tempo più lungo per la guarigione delle ferite chirurgiche ed è a maggior rischio di riospedalizzazione per l’indebolimento del sistema immunitario; inoltre, come mostrano chiaramente i dati presentati al congresso ESMO, la malnutrizione può arrivare ad essere la causa stessa del decesso del malato oncologico» ha spiegato Elisa Giommoni, della Struttura Complessa di Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze.

Questi rischi possono essere prevenuti o anche evitati con la programmazione di un “piano nutrizionale” impostato al momento della presa in cura del paziente, su misura delle necessità individuali e del tipo di malattia, e che ha una doppia finalità: da un lato, fornire un adeguato approccio nutrizionale e, dall’altro, supportare la fattibilità delle cure oncologiche, anche per periodi prolungati, e potenziare l’efficacia delle terapie intraprese.

«È importante che la malnutrizione nel paziente oncologico non sia considerata un effetto ineluttabile della malattia stessa, ma che sia vista, invece, come una condizione prevenibile ed evitabile attraverso una diagnosi precoce e la pianificazione di cure adeguate, che siano parte integrante del piano terapeutico del malato» ha proseguito l’oncologa.

«In tutte le diverse situazioni, l’intervento nutrizionale deve essere tempestivo e costituire, sin dal primo contatto del paziente con le strutture sanitarie, una parte integrante del percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale che costituisce l’insieme delle cure oncologiche, nonché essere personalizzato, dinamico e sempre finalizzato a prevenire e correggere la malnutrizione» ha concluso la specialista.

Per questo motivo, la Carta dei diritti dei pazienti oncologici, un documento promosso dalla European Cancer Patient Coalition (ECPC) e dalla European Society of Surgical Oncology (ESSO), ha incluso i servizi di nutrizione clinica come parte integrante della cura.

In Italia, già da 2 anni è stata pubblicata la Carta dei diritti del paziente oncologico promossa e realizzata dal gruppo di lavoro FAVO-AIOM e SINPE, che si concentra proprio sul tema della nutrizione clinica e sull’importanza della diagnosi precoce dello stato di malnutrizione nei pazienti oncologici.

F. Di Costanzo, et al. Current use of clinical nutrition in oncology patients – real-world evidence from big data in Italy. Annals of Oncology (2018)