Melanoma avanzato, al follow-up a 3 anni, dabrafenib + trametinib dimostra un superiore beneficio in termini di sopravvivenza complessiva

Oncologia-Ematologia

Presentati al Congresso ESMO 2016 i dati dello studio di Fase III COMBI-v, i quali dimostrano un beneficio in termini di sopravvivenza complessiva (OS, overall survival) e di sopravvivenza libera da progressione (PFS, progression-free survival) nei pazienti con melanoma avanzato in presenza di mutazione BRAF V600, se trattati in prima linea con la combinazione dabrafenib + trametinib rispetto a vemurafenib in monoterapia.

Presentati al Congresso 2016 della European Society for Medical Oncology (ESMO), tenutosi a Copenhage i dati dello studio di Fase III COMBI-v, i quali dimostrano un beneficio in termini di sopravvivenza complessiva (OS, overall survival) e di sopravvivenza libera da progressione (PFS, progression-free survival) nei pazienti con melanoma avanzato in presenza di mutazione BRAF V600, se trattati in prima linea con la combinazione dabrafenib + trametinib rispetto a vemurafenib in monoterapia.

“I dati di follow-up a tre anni sulla sopravvivenza complessiva dello studio COMBI-V sono notevoli, perché questo è il secondo studio di Fase III che quest’anno dimostra un beneficio significativo in termini di sopravvivenza a lungo termine per i pazienti con melanoma positivo per la mutazione BRAF trattati con la terapia di combinazione dabrafenib + trametinib rispetto a un inibitore di BRAF in monoterapia”, ha dichiarato Caroline Robert, MD, PhD, Head of Dermatology, Institute Gustave-Roussy. “I risultati di questo studio continuano a confermare la combinazione dabrafenib + trametinib come lo standard terapeutico e stabiliscono un nuovo punto di riferimento per il trattamento dei pazienti con melanoma avanzato positivo per la mutazione BRAF V600”.

 Secondo i risultati dello studio COMBI-Vendor, il tasso stimato di sopravvivenza a tre anni è stato del 45% per i pazienti trattati con la combinazione dabrafenib + trametinib (IC 95%, 39,1%-49,8%), rispetto al 31% dei pazienti trattati con vemurafenib in monoterapia (IC 95%, 26,1%-36,4%).

34 pazienti sono passati dal braccio vemurafenib in monoterapia al braccio di combinazione dopo che quest’ultima aveva dimostrato un significativo beneficio in termini di OS in un’analisi precedente1. Inoltre, il tasso stimato di sopravvivenza libera da progressione a tre anni è stato del 24% (IC 95%, 19,4%-28,8%) per il braccio di combinazione e del 10% (IC 95%, 5,9% -14,5%) per il braccio vemurafenib in monoterapia1.

Al follow-up a tre anni, la combinazione dabrafenib + trametinib ha continuato a dimostrare un beneficio sui parametri di durata della risposta (DoR, duration of response) e tasso di risposta complessiva (ORR, overall response rate), in linea con i risultati osservati alle analisi di follow-up a due anni.

I risultati di sicurezza sono stati coerenti con il profilo osservato fino a oggi per la combinazione e coerenti con il profilo osservato per vemurafenib in monoterapia; non sono stati osservati nuovi problemi di sicurezza.

Studio COMBI-v
Condotto su 704 pazienti, COMBI-v è uno studio di Fase III a due bracci, condotto in aperto, che confronta la combinazione dabrafenib + trametinib con vemurafenib in monoterapia nei pazienti con melanoma non resecabile o metastatico positivo per la mutazione BRAF V600E/K. L’endpoint primario di questo studio era la OS. L’Independent Data Monitoring Committee (IDMC) ha interrotto la sperimentazione in anticipo sulla base di risultati di efficacia osservati nel braccio di studio dabrafenib + trametinib come parte di un’analisi ad interim pianificata.

Melanoma metastatico
Il melanoma metastatico è la forma di tumore cutaneo più grave e pericolosa per la vita e solo un paziente su 5 circa sopravvive per cinque anni in seguito alla diagnosi di una malattia in stadio terminale. Ogni anno in tutto il mondo vengono diagnosticati circa 200.000 nuovi casi di melanoma, circa la metà dei quali con mutazioni BRAF. I test genetici sono in grado di determinare se un tumore ha una mutazione BRAF, e i risultati possono svolgere un ruolo chiave nella determinazione della prognosi e del trattamento appropriato.