L'aggiunta di trametinib a dabrafenib migliora la qualità di vita correlata alla salute e riduce il dolore nei pazienti con melanoma metastatico con la mutazione BRAF V600. Lo dimostrano i risultati di uno studio randomizzato di fase III, pubblicati di recente sullo European Journal of Cancer.

La combinazione dei due farmaci è stata approvata con procedura accelerata da parte dell’Fda nel 2014 sulla base dei risultati di uno studio di fase I/II che ha confrontato la combinazione con dabrafenib in monoterapia. I risultati di un successivo trial di fase III, lo studio COMBI-d, hanno dimostrato poi che l’associazione dei due agenti migliora notevolmente la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la percentuale di risposta obiettiva rispetto al solo dabrafenib nei pazienti con melanoma metastatico portatori della mutazione BRAF V600.

Nel lavoro ora pubblicato, un gruppo di ricercatori guidato da Dirk Schadendorf, dell’Ospedale Universitario di Essen, in Germania, ha cercato di valutare l'effetto della combinazione sulla qualità di vita connessa alla salute tra i pazienti dello studio COMBI-d.

L'analisi ha riguardato 423 pazienti con melanoma in stadio IIIC o stadio IV storicamente resecabile portatori della mutazione BRAF V600E o V600K. I partecipanti sono stati trattati con dabrafenib 150 mg due volte al giorno da solo (212 pazienti) o in combinazione con trametinib 2 mg/die (211 pazienti).

Per la valutazione della qualità di vita connessa alla salute, gli autori hanno utilizzato l’EORTC Quality of Life Questionnaire-C30 al basale, ogni 8 settimane fino alla settimana 56 e poi ogni 12 settimane fino alla progressione della malattia. All’inizio dello studio, la qualità della vita correlata alla salute era paragonabile nei due bracci.

I pazienti trattati con l’associazione dabrafenib-trametinib hanno mostrato un miglioramento della qualità di vita correlata alla saluta vita rispetto a quelli trattati con il solo dabrafenib in monoterapia sia dopo 8 settimane  (p = 0,049), sia dopo 16 (P = ‘,035) e 24 (P = 0,045,.

La combinazione è risultata associata a miglioramenti significativi nel funzionamento fisico alle settimane 16 e 40, al funzionamento di ruolo alle settimane 24 e 32, al funzionamento sociale alle settimane 32 e 40 e al funzionamento cognitivo alla settimana 40. Inoltre, si sono osservati miglioramenti clinicamente significativi nel funzionamento di ruolo alle settimane 24, 32 e 40 e al momento della progressione della malattia, nel funzionamento cognitivo alla settimana 40 e nel funzionamento sociale alle settimane 32 e 40.

La combinazione si è associata a miglioramenti statisticamente e clinicamente significativi nei punteggi del dolore in tutte le valutazioni di follow-up (con un miglioramento compreso tra 6 a 13 punti). Tuttavia, i punteggi dei sintomi come nausea e vomito, diarrea, dispnea e stipsi hanno mostrato una tendenza a favore di dabrafenib in monoterapia.

"Oltre ai benefici clinici, come il ritardo della progressione, le alte percentuali di risposta e il prolungamento della sopravvivenza, anche la qualità di vita connessa alla salute è un fattore importante da tenere in considerazione per i pazienti con melanoma avanzato, specie perché nella maggior parte dei casi il trattamento non è curativo" scrivono Schadendorf e i colleghi.

"Questi dati supportano ulteriormente il beneficio clinico già dimostrato dalla combinazione di dabrafenib e trametinib rispetto al solo dabrafenib in termini di miglioramento della PFS" concludono i ricercatori.

D. Schadendorf, et al. Health-related quality of life impact in a randomised phase III study of the combination of dabrafenib and trametinib versus dabrafenib monotherapy in patients with BRAF V600 metastatic melanoma. Eur J Cancer. 2015;doi:10.1016/j.ejca.2015.03.004.
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