Melanoma, combinazione nivolumab-radioterapia promettente nei pazienti con metastasi cerebrali

Combinare nivolumab con la radioterapia può fornire un migliore controllo della malattia e prolungare la sopravvivenza globale (OS) nei pazienti con melanoma che hanno sviluppato metastasi cerebrali rispetto al trattamento standard attuale. Lo evidenzia un'analisi retrospettiva del Moffitt Cancer Center pubblicata di recente su Annals of Oncology.

Combinare nivolumab con la radioterapia può fornire un migliore controllo della malattia e prolungare la sopravvivenza globale (OS) nei pazienti con melanoma che hanno sviluppato metastasi cerebrali rispetto al trattamento standard attuale. Lo evidenzia un’analisi retrospettiva del Moffitt Cancer Center pubblicata di recente su Annals of Oncology.

L’anticorpo anti-PD-1 nivolumab ha un’attività clinica significativa contro il melanoma metastatico. Tuttavia, si sa poco sulla sicurezza del trattamento e sugli outcome dei pazienti trattati col farmaco e con la radioterapia stereotassica per il trattamento delle metastasi cerebrali.

Per saperne di più, i ricercatori dell’H. Lee Moffitt Cancer Center di Tampa (in Florida) hanno analizzato retrospettivamente i dati provenienti da 26 pazienti con 73 metastasi cerebrali che avevano partecipato a due diversi studi prospettici presso il loro centro. La radioterapia è stata somministrata prima, durante e dopo il trattamento con nivolumab rispettivamente in 33 lesioni (45%), cinque lesioni (7%) e 35 lesioni (48%).

Le stime di Kaplan-Meier di controllo delle metastasi cerebrali dopo la radioterapia sono risultate del 91% dopo 6 mesi e 85% dopo 12 mesi. L’OS mediana a partire dalla data di inizio della radioterapia stereotassica e del trattamento con nivolumab è stata rispettivamente di 11,8 e 12 mesi nei pazienti trattati con nivolumab per la malattia non resecata. Invece, l’OS mediana non è stata raggiunta nei pazienti trattati con nivolumab e con malattia resecata.

"Questo è il primo studio a valutare gli outcome del trattamento con nivolumab e la radioterapia stereotassica per la gestione delle metastasi cerebrali" ha detto il primo firmatario dello studio, Kamran A. Ahmed, del Dipartimento di Radioterapia Oncologica del Moffitt Cancer Center, in un'intervista. "Abbiamo scoperto che la sopravvivenza globale e il controllo locale in questa coorte di pazienti sono migliorati rispetto ai controlli storici, a suggerire che nivolumab e la radioterapia potrebbero avere un effetto sinergico nella gestione delle metastasi cerebrali del melanoma".

Questi risultati sono importanti, perché c’è molto bisogno di migliorare la gestione dei pazienti con melanoma e metastasi cerebrali, ha detto Ahmed. Storicamente, infatti, questi soggetti sopravvivono in media 4-5 mesi.

"Circa la metà dei pazienti con melanoma avanzato finisce per sviluppare metastasi cerebrali; perciò, migliorare i risultati in questi soggetti che hanno la prognosi più sfavorevole è molto importante" ha sottolineato il ricercatore.

Nello studio, tutte le metastasi cerebrali erano state trattate con la radiochirurgia stereotassica (SRS) in una sola seduta tranne 12, trattate con la radioterapia stereotassica frazionata, 9 delle quali nel setting post-operatorio. 
Un paziente ha manifestato cefalea di grado 2 dopo l’SRS, alleviata con un trattamento con steroidi. Non sono state segnalate nessun altra tossicità neurologica correlata al trattamento né reazioni del cuoio capelluto.

Nello studio, sono stati registrati otto fallimenti locali (l’11%) a livello delle metastasi cerebrali, con un aumento di oltre il 20% in termini di volume. In queste lesioni, si sono osservati quattro casi di emorragia e sette di edema.

"Nivolumab combinato con la radioterapia prima, durante o dopo il trattamento è stato molto ben tollerato" ha detto Ahmed. "Non ci sono stati neurotossicità o effetti collaterali cutanei, che non ci si aspetteremmo con la sola terapia radiante. Sulla base di questo studio ora sappiamo che i due trattamenti possono essere combinati in modo sicuro” ha aggiunto l’autore.

L'attuale standard di cura per le metastasi cerebrali del melanoma è il la radioterapia focale per i pazienti con malattia limitata e quella panenecefalica per i pazienti con malattia avanzata. Dato che nivolumab e altre immunoterapie sono sempre più utilizzate nel melanoma, è importante capire come funzioneranno in combinazione con la radioterapia, ha poi sottolineato Ahmed.

Trattare le metastasi cerebrali richiede un approccio multidisciplinare, soprattutto nel melanoma. Pertanto, ha rimarcato il ricercatore, oncologi cutanei, radio-oncologi e neurochirurghi devono lavorare insieme per definire piani di trattamento ottimali.

"Vari agenti sistemici hanno dimostrato di offrire un beneficio di sopravvivenza nel melanoma avanzato ed è importante vedere in che modo queste terapie interagiscono con la radioterapia e la chirurgia" ha osservato poi Ahmed. "Quello che abbiamo visto nel nostro centro è che l'immunoterapia e la radioterapia possono essere combinate tranquillamente, ottenendo un migliore controllo cerebrale locale e a distanza, nonché una maggiore sopravvivenza globale nei pazienti che hanno metastasi cerebrali".

Alla luce dei risultati di questa analisi retrospettiva, i ricercatori hanno ora in programma di valutare nivolumab e la radioterapia in modo prospettico, allo scopo di comprendere meglio i potenziali effetti sinergici dei due trattamenti.

"C’è ancora molto lavoro da fare per vedere come si possono migliorare gli outcome nella gestione delle metastasi cerebrali del melanoma, ma quel che abbiamo imparato con questo studio è un buon inizio" ha dichiarato Ahmed.

Nivolumab è attualmente approvato dall’Fda e dall’Ema per il trattamento del cancro al polmone non a piccole cellule, del carcinoma a cellule renali e del melanoma.

K.A. Ahmed, et al. Clinical outcomes of melanoma brain metastases treated with stereotactic radiation and anti-PD-1 therapy. Ann Oncol. 2015doi:10.1093/annonc/mdv622.
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