Combatte il melanoma attivando il sistema immunitario contro le cellule tumorali. Parlimo di ipilimumab, un anticorpo monoclonale di nuova generazione sviluppato da Bristol-Myers Squibb,che in uno studio di Fase III ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza del 34% in pazienti colpiti dalla malattia in fase metastatica rispetto a quelli trattati con un'altra terapia sperimentale, la vaccinazione peptidica.

I dati sono stati presentati al 46° Congresso ASCO (American Society of Clinical Oncology), il più importante congresso mondiale di oncologia in corso a Chicago fino all'8 giugno, con la partecipazione di oltre 30.000 specialisti.

Il melanoma, che fa registrare in Italia 7mila nuovi casi e 1500 decessi ogni anno, è un tumore estremamente aggressivo per il quale finora vi sono state scarse opzioni di trattamento: progredisce in stadio metastatico nel 20% dei pazienti, con una prognosi infausta, caratterizzata da una sopravvivenza mediana di soli 6-9 mesi (dopo un anno la sopravvivenza è del 25-35%).

Lo studio presentato all'ASCO e appena pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha coinvolto 676 persone con melanoma metastatico provenienti da 125 centri di tutto il mondo. A  un anno il 46% dei pazienti trattati con ipilimumab era vivo (rispetto al 25% di quelli che hanno ricevuto l'altra terapia sperimentale), e a due anni la percentuale di sopravvivenza è risultata del  24% (rispetto al 14% del braccio di controllo).

"È la prima volta in 30 anni che si evidenziano miglioramenti significativi nella sopravvivenza da uno studio di Fase III - afferma il dott. Steven J. O'Day, capo della ricerca e direttore del ‘Programma Melanoma' presso il The Angeles Clinic and Research Institute (California). Proprio a fronte di questi dati, da oggi il farmaco è disponibile in Italia per uso compassionevole.

Ipilimumab agisce al livello delle cellule del sistema immunitario, attraverso un  meccanismo target che rimuove  i ‘blocchi' della risposta immunitaria antitumorale. Lo studio presentato all'ASCO conferma l'importanza della ricerca in un'area estremamente critica come quella del melanoma metastatico dove, grazie agli studi su ipilimumab, cambieranno i criteri di valutazione dell'efficacia e della risposta al trattamento, a beneficio dei pazienti colpiti da una patologia così grave.

Il melanoma infatti è un tumore in constante crescita. Secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità nel mondo vi sono ogni anno 132.000 nuove diagnosi. La sua incidenza è cresciuta ad un ritmo superiore a qualsiasi altro tipo di cancro, ad eccezione delle neoplasie maligne del polmone nelle donne, con un aumento di 10 volte negli ultimi cinquant'anni, e un incremento annuo del 6% dagli anni Settanta. E cala anche l'età dei malati: colpisce persone giovani, infatti in più del 50% dei casi la diagnosi avviene entro i 59 anni.

Studio del NEJM