Oncologia ed Ematologia

Melanoma, con l’immunoterapia metà dei pazienti cronicizza la malattia; un cortometraggio per informare i cittadini

Ogni anno in Italia quasi 15mila casi. Paolo Ascierto, Presidente di Fondazione Melanoma: "Vogliamo sensibilizzare il maggior numero di individui sui progressi della ricerca. Prima dell'immuno-oncologia, meno del 10% delle persone colpite dalla neoplasia era vivo a 5 anni. La sfida č aumentare l'efficacia delle terapie"

Gabriele Murgolo aveva 17 anni quando un anno fa il melanoma se lo è portato via. Per strapparlo alla morte non sono servite le terapie più innovative. Gabriele appartiene a quel 50 per cento di pazienti che per la scienza rappresenta ancora un fallimento. L’immunoterapia salva un paziente su due. Un risultato eccezionale se si considera che fino a 10 anni fa i pazienti affetti da melanoma metastatico erano condannati a morire tutti.

Nasce da questa storia, drammaticamente vera, il cortometraggio “Amici per la pelle”, presentato questa mattina al cine teatro Posillipo, a Napoli. Un’operazione che parte da un’idea dell’oncologo di fama internazionale Paolo Ascierto e da un suo assunto: “La sopravvivenza di un paziente su due non può bastarci. La morte di Gabriele a 17 anni, e quella di tutti gli altri pazienti che non ce la fanno, resta una morte ingiusta e, pertanto, inaccettabile”.

Un’operazione subito abbracciata dal duo di attori Gigi e Ross, al secolo Luigi Esposito e Rosario Morra, condivisa dal direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi, dalla Fondazione Melanoma, di cui Ascierto è presidente, realizzata dal direttore artistico Romano Montesarchio, dalla produzione Bronx Film, dalla regista Angela Bevilacqua e dal contributo non condizionato di Bristol Myers Squibb.

Accade così che quando la fantasia corre in soccorso della realtà, perché questa è troppo dura da raccontare, due pazienti, interpretati da Gigi e Ross, si affidano alle cure di Paolo Ascierto, famoso e soprattutto reale oncologo dell’Istituto Pascale di Napoli. Nella sceneggiatura di Chiara Macor i due attori sono malati di melanoma metastatico, entrambi si devono sottoporre a immunoterapia, ma soltanto uno dei due resta in vita. Nel finale, lieto a metà, sta tutto il significato dell’iniziativa.

I casi di melanoma, in Italia sono passati da 12.300 nel 2019 a quasi 14.900 nel 2020, con un incremento del 20%. Nessun’altra neoplasia ha fatto registrare un aumento così elevato in 12 mesi.

“Prima dell’immunoterapia, la speranza di vita dei pazienti con melanoma metastatico era di circa 6 mesi e meno del 10% era vivo a 5 anni – spiega Paolo Ascierto, direttore del dipartimento di Melanoma Immunoterapia e Terapie Innovative dell’Istituto dei tumori ‘Pascale’ di Napoli -. Grazie alla ricerca, oggi si può dire che il melanoma si sia trasformato in una malattia cronica che si può tenere sotto controllo ma solo per il cinquanta per cento. Le nuove terapie e le combinazioni di farmaci in sperimentazione fanno sperare di poter offrire soluzioni curative a un numero sempre maggiore di malati. L’attenzione della ricerca adesso deve essere rivolta all’altro cinquanta per cento che purtroppo non ha ancora i benefici sperati dalle terapie disponibili. La sfida immediata è aumentare l’efficacia dei trattamenti per superare la resistenza all’immuno-oncologia, che impedisce a circa la metà dei pazienti di beneficiarne”.

I due protagonisti si chiamano Tony e Flavio, il corto dura poco più di dieci minuti, tra gli attori anche un altro compagno di Made in Sud, Alessandro Bolide, le comparse tutti infermieri veri.

“Amici per la pelle – dicono Gigi & Ross – è un progetto che ci ha emozionato molto sin dall’inizio. Sia perché quando il dottor Paolo Ascierto, a cui siamo molto legati, ha deciso di coinvolgerci, non abbiamo esitato a dire di sì, sia perché il titolo era perfettamente aderente a ciò che noi due siamo. È una piccola favola che parla di amicizia, speranza e amore. Tre sentimenti fondamentali destinati a vivere per sempre”.

Le scene del corto, che ambisce a solcare le sale dei festival nazionali del cinema, sono state girate nel reparto di Ascierto, al primo piano della palazzina degenze del Pascale, e negli ambulatori dell’Ascalesi, la struttura da due anni accorpata all’IRCCS partenopeo.

In sala anche i genitori di Gabriele e i rappresentanti delle associazioni malati. Commovente il loro abbraccio con Ascierto.

“La fiducia nella terapia e nei progressi quotidiani della ricerca rappresenta il modo migliore per combattere la paura e incrementare la coscienza della prevenzione. Prevenzione, ricerca e terapie innovative sono i drivers entro cui si muovono le strategie messe in atto dal Pascale. Voglio esprimere la mia profonda gratitudine per la partecipazione a questa nostra campagna di sensibilizzazione agli attori, al regista, al produttore”, sottolinea il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi.