Melanoma con NRAS mutato, binimetinib allontana la progressione

L'inibitore di MEK binimetinib ha migliorato la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto a dacarbazina in pazienti affetti da un melanoma con NRAS mutato nello studio di fase III NEMO, da poco pubblicato su The Lancet Oncology.

L’inibitore di MEK binimetinib ha migliorato la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto a dacarbazina in pazienti affetti da un melanoma con NRAS mutato nello studio di fase III NEMO, da poco pubblicato su The Lancet Oncology.

Inoltre, il miglioramento della PFS è stato osservato anche in pazienti trattati in precedenza senza successo con l’immunoterapia, il trattamento attualmente raccomandato dalle linee guida come prima linea.

“I futuri algoritmi di trattamento per il melanoma metastatico potrebbero incorporare la terapia con binimetinib nei pazienti con melanoma avanzato con NRAS mutato, anche dopo il fallimento dell’immunoterapia” scrivono Reinhard Dummer, dello Skin Cancer Center dell’Università di Zurigo, e gli altri autori.

I pazienti con melanoma con NRAS mutato sembrano avere una malattia più aggressiva rispetto a quelli con mutazioni di BRAF e al momento non ci sono terapie consolidate per questo sottotipo di melanoma, nel quale ad oggi non si sono visto con l’immunoterapia i progressi ottenuti, invece, in altri sottotipi.

In questo studio, Dummer e i colleghi hanno confrontato l'efficacia di binimetinib con quella del chemioterapico dacarbazina in pazienti naïve al trattamento oppure sottoposti in precedenza all’immunoterapia, assegnati in modo casuale in rapporto 2:1 al trattamento con binimetinib 45 mg per os due volte al giorno o dacarbazina 1000 mg/m2 per via endovenosa ogni 3 settimane.

“La sopravvivenza libera da progressione è stata più lunga per i pazienti trattati con binimetinib rispetto a quelli trattati con dacarbazina e il risultato è stato coerente in quasi tutti i sottogruppi analizzati, anche nei pazienti già trattati in precedenza con l’immunoterapia e in quelli con caratteristiche associate a una prognosi non favorevole, come una malattia in stadio M1c o con livelli elevati di lattico deidrogenasi” scrivono i ricercatori.

Dopo un follow-up mediano di 1,7 mesi, la PFS mediana è stata di 2,8 mesi per i pazienti assegnati a binimetinib contro 1,5 mesi per i pazienti assegnati a dacarbazina (HR 0,62; IC al 95% 0,47-0,80; P < 0,001).

Il follow-up per la sopravvivenza globale (OS) è stato di 9,2 mesi e l’OS mediana è stata di 11 mesi per binimetinib contro 10,1 mesi per dacarbazina.
Il trattamento con binimetinib è risultato associato anche a una percentuale di risposta globale più alta rispetto a dacarbazina (41% contro 9%; P = 0,015) e la durata mediana della risposta obiettiva è stata di 6,9 mesi nel gruppo trattato con binimetinib, mentre non si è potuta stimare in quello trattato con dacarbazina.

In ognuno dei due bracci un numero simile di pazienti era stato trattato in precedenza con un farmaco immunoterapico. Tra questi pazienti, la PFS mediana libera è stata di 2,8 mesi per quelli assegnati a binimetinib e 1,5 mesi per quelli assegnati a dacarbazina.

Gli eventi avversi di grado 3/4 osservati in entrambi i gruppi sono stati l’aumento della creatinfosfochinasi (19% con binimetinib contro 0% con dacarbazina), l’ipertensione (7% contro 2%), l’anemia (2% contro 5%) e la neutropenia (1% contro 9%). I pazienti che hanno manifestato un evento avverso grave di qualsiasi grado sono stati il 34% nel braccio trattato con binimetinib contro 22% in quello trattato con dacarbazina.

In un editoriale di commento allo studio, Michael A. Postow, e Paul B. Chapman, entrambi del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, scrivono che “nel complesso, lo studio NEMO dovrebbe essere considerato come un successo nel campo il melanoma” e che si tratta del primo trial randomizzato su pazienti selezionati in base alla presenza di mutazioni di NRAS, una popolazione di pazienti poco studiata e che necessita di nuove terapie.

Inoltre, aggiungono i due esperti, dopo l’immunoterapia iniziale, l’inibizione di MEK potrebbe in ultima analisi avere un ruolo nel trattamento del melanoma con NRAS mutato. Tuttavia, per consolidare il ruolo dell’inibizione di MEK nel trattamento del melanoma con NRAS mutato, probabilmente sarà necessario combinare gli inibitori di MEK con altri inibitori molecolari e con l’immunoterapia”.

R. Dummer, et al. Binimetinib versus dacarbazine in patients with advanced NRAS-mutant melanoma (NEMO): a multicentre, open-label, randomised, phase 3 trial. The Lancet Oncology 2017; http://dx.doi.org/10.1016/S1470-2045(17)30180-8.
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