Melanoma e immunoterapia, i beta-bloccanti possono aiutare i pazienti metastatici

I beta-bloccanti sembrano influenzare le cellule del sistema immunitario e migliorare la funzione immunitaria, ma non solo. Potrebbero giocare un ruolo importante anche nel potenziare l'effetto dell'immunoterapia nei pazienti con melanoma metastatico sottoposti a questo trattamento.

I beta-bloccanti sembrano influenzare le cellule del sistema immunitario e migliorare la funzione immunitaria, ma non solo. Potrebbero giocare un ruolo importante anche nel potenziare l’effetto dell'immunoterapia nei pazienti con melanoma metastatico sottoposti a questo trattamento.

A suggerirlo è uno studio retrospettivo della University of Pennsylvania (UPenn) di Philadelphia, in cui si è visto che pazienti con un melanoma che hanno fatto l'immunoterapia mentre assumevano un pan-beta bloccante sono sopravvissuti più a lungo rispetto ai pazienti che hanno fatto solo l'immunoterapia.

I risultati, pubblicati sulla rivista OncoImmunology, hanno indotto i ricercatori ad avviare una nuova sperimentazione clinica in cui si valuta una combinazione di propranololo e pembrolizumab in pazienti con melanoma metastatico.

"Speriamo che il trial mostri in modo prospettico che un farmaco economico, sicuro e facilmente disponibile come il propranololo può aggiungere valore in termini di risposta e sopravvivenza a costose immunoterapie ", ha detto uno degli autori, Joseph Drabick, professore di medicina alla UPenn.

Questi nuovi risultati, ha aggiunto Drabick, suggeriscono che il sistema immunitario è molto complesso e interagisce con molti altri sistemi del corpo, come il sistema nervoso autonomo. Nello studio appena pubblicato, i ricercatori della UPenn hanno analizzato i dati di 195 pazienti con melanoma metastatico trattati con l’immunoterapia tra il 2000 e il 2015; di questi, 62 stavano assumendo anche beta-bloccanti. Gli autori, coordinati da Kathleen Kokolus, hanno confrontato la sopravvivenza nei pazienti che assumevano beta bloccanti selettivi, pan-beta bloccanti e nessun beta-bloccante.

Mentre si è trovata poca differenza nella durata della sopravvivenza dei pazienti trattati con beta bloccanti selettivi e quelli non trattati con beta-bloccanti, quelli trattati con pan-beta-bloccanti hanno mostrato una sopravvivenza a 5 anni significativamente più lunga: circa 70% contro circa 25% in quelli trattati con beta bloccanti selettivi o non trattati con alcun beta bloccante.

Il team ha anche eseguito un esperimento parallelo su topi con melanoma, trattando gli animali con l’immunoterapia abbinata o meno a un pan-beta bloccante (propranololo). I ricercatori hanno così scoperto che il propranololo ritardava in modo significativo la crescita del tumore e aumentava la sopravvivenza quando combinato con l'immunoterapia. "I nostri risultati suggeriscono che la somministrazione di pan beta-bloccanti potrebbe migliorare i benefici a lungo termine dell’immunoterapia nei pazienti con melanoma in stadio avanzato" ha detto la Kokolus in un’intervista.

Queste nuove scoperte sono particolarmente incoraggianti perché mostrano che un agente già approvato dalle agenzie regolatorie e di comprovata sicurezza potrebbe essere rapidamente introdotto nella pratica clinica.

I pazienti con melanoma metastatico hanno spesso una prognosi sfavorevole. L’immunoterapia si è dimostrata estremamente promettente, ma anche caratterizzata da percentuali di risposta non elevate, a volte inferiori al 35%. Ora, tuttavia, si intravede la possibilità di migliorare tali percentuali di risposta grazie a un farmaco generico. "Questo lavoro convalida l'idea che i vecchi agenti possano essere riproposti per nuove indicazioni che sono totalmente diverse dagli stati patologici per cui sono stati progettati" ha commentato, infine, Drabick.

K.M. Kokolus, et al. Beta blocker use correlates with better overall survival in metastatic melanoma patients and improves the efficacy of immunotherapies in mice.
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