Gli uomini che assumono inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE5) per il trattamento della disfunzione erettile potrebbero essere esposti a un aumento piccolo, ma significativo, dell'incidenza del melanoma maligno. A suggerirlo è uno studio caso-controllo pubblicato da poco su JAMA.

Tuttavia, sottolineano gli autori, potrebbe non esserci un nesso causale fra il trattamento con questi farmaci e aumento del rischio di melanoma.

"Quello che mostrano i nostri risultati è che gli uomini con più probabilità di sviluppare un melanoma maligno sono quelli con un reddito più elevato e con un maggior grado di istruzione, uomini che probabilmente possono anche permettersi più vacanze al sole e che hanno anche i mezzi per acquistare i farmaci contro la disfunzione erettile " afferma l'autrice principale dello studio Stacy Loeb, del dipartimento di urologia del NYU Langone Medical Center di New York, in un comunicato stampa.

Per arrivare a tali conclusioni, la Loeb e gli altri autori hanno analizzato le cartelle cliniche di uomini inclusi nello Swedish Prescribed Drug Register che avevano utilizzato sildenafil, tadalafil o vardenafil. In questo gruppo sono stati diagnosticati in totale 4065 casi di melanoma. Tra questi pazienti, a 435 (l’11%) era stato prescritto un inibitore della PDE5. Tra i 20.325 uomini nel gruppo di controllo, a cui non era stato diagnosticato alcun melanoma, era stata fatta almeno una prescrizione di questi farmaci nell’8% dei casi.

Tra gli uomini che avevano assunto un inibitore della PDE5, i ricercatori hanno calcolato un aumento del 21% del rischio di melanoma rispetto a coloro che non avevano preso questi farmaci. Il rischio è risultato più alto, con un incremento del 32%, tra coloro ai quali era stata fatta una sola prescrizione di un inibitore della PDE5; tra i pazienti ai quali erano state fatte più prescrizioni, il rischio è risultato più basso e compreso tra il 14% e il 17%, a seconda del numero di prescrizioni. Il rischio è risultato simile per tutti e tre i gli inibitori della PDE5 attualmente disponibili.

Dato che i risultati non mostrano un rischio più alto negli uomini esposti maggiormente a questi farmaci, secondo gli autori l’associazione osservata potrebbe non dipendere da una relazione causa-effetto, ma essere legata ad altri fattori, tra cui lo stile di vita. Deporrebbe a favore di quest’interpretazione anche il fatto che un livello di istruzione superiore e un reddito annuo più elevato sono risultati associati a un aumento del rischio di melanoma.

In questo stesso studio, i ricercatori hanno anche evidenziato un aumento del 19% del rischio di carcinoma basocellulare associato all'uso degli inibitori della PDE5. In origine, la preoccupazione che gli inibitori della PDE5 possono contribuire al rischio di melanoma è scaturita dalla constatazione che la PDE5 è coinvolta nel pathway della MAP chinasi, che è sovraregolato nel melanoma. Tuttavia, non è stato dimostrato che questo pathway sia importante nel carcinoma basocellulare.

"Se utilizzati in modo appropriato, i farmaci per la disfunzione erettile sono molto efficaci e migliorano la qualità della vita di molti uomini, perciò i pazienti devono essere consapevoli che il pattern dell’associazione emerso solleva qualche dubbio sul fatto vi sia un nesso causale tra assunzione di questi farmaci e aumento del rischio di melanoma" conclude l’autrice.

S. Loeb, et al. Use of Phosphodiesterase Type 5 Inhibitors for Erectile Dysfunction and Risk of Malignant Melanoma. JAMA. 2015; 313(24):2449-2455. doi: 10.1001/jama.2015.6604.
leggi