Oncologia-Ematologia

Melanoma metastatico, accoppiata ipilimumab e fotemustina efficace anche a lungo termine

La combinazione di ipilimumab e fotemustina ha dimostrato di essere efficace anche a lungo termine nei pazienti con melanoma metastatico. Il dato arriva dai risultati del follow-up prolungato dello studio di fase II NIBIT-M1, un trial tutto italiano pubblicato di recente su Annals of Oncology.

Lo studio NIBIT-M1 ha valutato la combinazione di ipilimumab e fotemustina come prima o seconda linea di trattamento per i pazienti con melanoma metastatico.

I primi risultati avevano evidenziato un’attività promettente della combinazione in questa popolazione di pazienti, compresi quelli con o senza metastasi cerebrali.

Nell'analisi pubblicata ora su Annals, Anna Maria Di Giacomo, del dipartimento di oncologia medica e immunoterapia dell’Università di Siena, e altri autori hanno valutato gli outcome del trattamento a 3 anni.

Gli outcome misurati comprendevano la sopravvivenza globale (OS), la sopravvivenza a 3 anni, la sopravvivenza libera da progressione (PFS) immuno-correlata, la PFS cerebrale e la durata della risposta. immuno-correlata.

I ricercatori hanno correlato i risultati clinici con i livelli circolanti dei linfociti T CD3+, CD4+, ICOS+, CD45RO+ o CD45RA+, i rapporti neutrofili/linfociti (N/L) e lo stato della mutazione BRAF V600.

L'analisi è stata fatta sui dati di 86 pazienti con melanoma metastatico, tra cui 20 con metastasi cerebrali asintomatiche. Tra i pazienti con metastasi cerebrali asintomatiche, sette erano stati pretrattati con la radioterapia.

Il follow-up mediano è stato di 39,9 mesi.

L’OS mediana è risultata di 12,9 mesi (IC al 95% 7,1-18,7) nell'intera popolazione di pazienti e 12,7 mesi (IC al 95% 2,7-22,7) in quelli con metastasi cerebrali, mentre le rispettive percentuali di sopravvivenza a 3 anni sono state del 28,5% e 27,8%.

Il 21% per cento dei pazienti ha manifestato eventi avversi immuno-correlati a lungo termine, tra cui prurito.

Gli autori hanno evidenziato un’associazione tra aumento assoluto dal basale alla settimana 12 dei linfociti T “della memoria" e migliore sopravvivenza dei pazienti (P = 0,002), mentre l'aumento assoluto delle cellule T "naive" in quel lasso di tempo non è risultato un fattore predittivo di sopravvivenza.

Inoltre, è stata evidenziata una correlazione tra rapporto neutrofili/linfociti e miglioramento significativo della sopravvivenza nei momenti iniziali, mentre non è stata osservata alcuna correlazione tra lo stato di BRAF e il risultato clinico.

"Le analisi a lungo termine dello studio NIBIT-M1 continuano a dimostrare l'efficacia di ipilimumab combinato con fotemustina nei pazienti con melanoma metastatico" scrivono la Di Giacomo e i colleghi. I ricercatori concludono, inoltre, che fotemustina non sembra compromettere l'attività immunologica di ipilimumab.

A.M. Di Giacomo. Three-year follow-up of advanced melanoma patients who received ipilimumab plus fotemustine in the Italian Network for Tumor Biotherapy (NIBIT)-M1 phase II study Ann Oncol. 2014;doi:10.1093/annonc/mdu577.
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