Il Chmp dell’Ema ha dato parere favorevole all’approvazione della combinazione di dabrafenib e trametinib  per il trattamento di pazienti adulti con melanoma non resecabile o metastatico che presentano la mutazione V600 del gene BRAF. La decisione definitiva dell’Ema è attesa entro i prossimi tre mesi e sarà applicata ai 28 stati membri dell’Unione Europea più Islanda, Norvegia e Liechtenstein.

Si tratta della prima combinazione di inibitori di BRAF/MEK a dimostrare un beneficio statisticamente significativo in termini di sopravvivenza globale per questa popolazione di pazienti in due studi di Fase III.

La decisione degli esperti dell’agenzia regolatoria europea si basa, infatti, sui dati dello studio di fase III COMBI-d e COMBI-v, presentati al Congresso ASCO lo scorso giugno. Il primo studio ha mostrato che la combinazione dei farmaci aumenta significativamente la sopravvivenza generale dei pazienti con melanoma rispetto al solo dabrafenib (25,1 mesi con la combinazione dei farmaci vs 18,7 mesi con dabrafenib). Nello studio, la sopravvivenza generale era pari al 74% a un anno e del 51% a due anni con dabrafenib più trametinib rispetto al 68% e al 42% rispettivamente a un anno e due anni con il solo dabrafenib.

Lo studio COMBI-v ha mostrato che la combinazione dei farmaci aumenta la sopravvivenza generale dei pazienti con melanoma rispetto a vemurafenib, con una sopravvivenza generale a un anno del 72% con dabrafenib più trametinib rispetto al 65% con vemurafenib.
In entrambi gli studi il profilo di sicurezza della combinazione dei farmaci era consistente con quello degli studi precedenti. Gli eventi avversi più frequenti erano piressia, fatigue, nausea, emicrania, diarrea, rash, artralgia, vomito e ipertensione. Gli eventi avversi e la tossicità erano generalmente maneggiabili con interventi appropriati.

La combinazione dabrafenib e trametinib
L’uso della combinazione di dabrafenib e trametinib nei pazienti con melanoma non resecabile o metastatico in presenza di mutazione BRAF V600E/K è approvato negli Stati Uniti e in Australia, Cile e Canada.
Dabrafenib e trametinib hanno come bersaglio due diverse serina/treonina chinasi, rispettivamente BRAF e MEK, nella via RAS/RAF/MEK/ERK, che è coinvolta nel NSCLC e nel melanoma, tra gli altri tipi di tumore. Quando trametinib viene utilizzato con dabrafenib, la combinazione ha dimostrato di rallentare la crescita del tumore in modo più efficace rispetto a entrambi i trattamenti in monoterapia. La combinazione di dabrafenib e trametinib è attualmente in fase di sperimentazione nell’ambito di un programma di studi clinici condotti presso centri di tutto il mondo.
Nel 2015 Novartis, come successore degli interessi di GlaxoSmithKline, ha acquistato i diritti esclusivi mondiali per lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di trametinib da Japan Tobacco Inc. (JT). JT mantiene i diritti di co-promozione in Giappone.