Melanoma metastatico, possibile correlazione tra risposta all'immunoterapia e microbioma intestinale

Nei pazienti con melanoma metastatico, specifici batteri del miocrobioma intestinale sembrano essere in qualche modo legati all'entitÓ della risposta agli inibitori dei checkpoint immunitari anti-PD1 e maggiore Ŕ la diversitÓ dei microrganismi del microbioma intestinale, maggiore Ŕ la risposta alla terapia, forse grazie a un miglioramento dell'immunitÓ

Nei pazienti con melanoma metastatico, specifici batteri del miocrobioma intestinale sembrano essere in qualche modo legati all’entità della risposta agli inibitori dei checkpoint immunitari anti-PD1 e maggiore è la diversità dei microrganismi del microbioma intestinale, maggiore è la risposta alla terapia, forse grazie a un miglioramento dell’immunità.

A suggerirlo sono i risultati di una ricerca presentata di recente a Orlando in occasione del Clinical Immuno-Oncology Symposium organizzato congiuntamente dall’ASCO e dalla SITC

I risultati hanno implicazioni di vasta portata e suggeriscono che modificazioni del microbioma intestinale potrebbero migliorare le risposte terapeutiche al blocco dei checkpoint immunitari.
Il primo firmatario dello studio, Vancheswaran Gopalakrishnan, dell’MD Anderson Cancer Center di Houston, ha spiegato che in letteratura vi sono sempre più dati che evidenziano il ruolo del microbioma nello sviluppo di diversi tumori. Inoltre, evidenze crescenti suggeriscono che il microbioma intestinale può influenzare la risposta alla terapia antitumorale e, quindi, gli outcome. Studi su modelli murini hanno mostrato che la modulazione del microbioma intestinale può aumentare i benefici dell’immunoterapia. Tuttavia, ha rimarcato il ricercatore, finora non c’erano dati che indicassero se la correlazione tra microbioma e risposta all’immunoterapia valga anche per l’uomo.

Per valutarlo, Gopalakrishnan e i colleghi hanno raccolto 222 campioni del microbioma buccale e 113 campioni del microbioma intestinale da 228 pazienti con melanoma metastatico, 110 dei quali erano stati trattati con un farmaco anti-PD1. I partecipanti sono stati classificati come responder o non responder sulla base dei criteri RECIST.

Per caratterizzare la diversità e la composizione dei microbiomi, gli autori hanno eseguito il sequenziamento dei geni dell’rRNA 16S nei tumori disponibili al basale e una profilazione immunitaria utilizzando un pannello di immunoistochimica a sette marker.

Le analisi dei campioni hanno messo in luce differenze significative al basale nella diversità e nella composizione del microbioma intestinale tra responder e non responder al blocco di PD1, ma non chiare differenze per quanto riguarda il microbioma orale. In particolare, i responder hanno mostrato una diversità alfa significativamente maggiore rispetto ai non responder (P = 0,017).

La profilazione immunitaria ha evidenziato un aumento significativo degli infiltrati immunitari nei campioni tumorali basali dei responder, con una correlazione positiva tra densità delle cellule T CD8, CD3, PD1 e FoxP3 e abbondanza di batteri specifici (per esempio Faecalibacterium) nei responder.

Nel loro lavoro, gli autori hanno dimostrato che vi sono “firme” batteriche differenti nel microbioma intestinale dei responder e in quello dei non responder alla terapia anti-PD1 per il melanoma metastatico e queste indicazioni potrebbero essere utilizzate per in futuro per delineare strategie utili per migliorare le risposte.

Durante la discussione, Shridar Ganesan, del Rutgers Cancer Institute del New Jersey, ha sottolineato che la risposta all’immunoterapia dipende non solo dalle caratteristiche del tumore, ma anche dal microambiente immunitario, che può certamente essere influenzato da fattori dell'ospite.

V. Gopalakrishnan, et al. Association of diversity and composition of the gut microbiome with differential responses to PD-1 based therapy in patients with metastatic melanoma.J Clin Oncol 35, 2017 (suppl 7S; abstract 2).
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