Ricercatori dell’Università di Montreal hanno scoperto un nuovo meccanismo molecolare con cui la ‘vecchia’ metformina, ampiamente usata come terapia di prima linea nel diabete e anche per il trattamento della sindrome dell'ovaio policistico (PCOS), sarebbe in grado, potenzialmente, di rallentare l'invecchiamento e prevenire la progressione di alcuni tumori.

In un articolo appena pubblicato sulla rivista Aging Cell, gli autori canadesi spiegano di aver scoperto che l’antidiabetico riduce la produzione di citochine infiammatorie, sostanze che normalmente attivano il sistema immunitario, ma, in caso di sovrapproduzione, possono portare a un’infiammazione cronica patologica che può danneggiare i tessuti, accelerare l’invecchiamento cellulare e favorire la crescita tumorale.

Un dato interessante emerso dallo studio è che i pathway molecolari utilizzati per la riduzione della produzione di citochine non sono gli stessi implicati nell’azione della metformina nel diabete o nella sindrome dell'ovaio policistico.

Già altri studi, in precedenza, hanno evidenziato le potenzialità della metformina come farmaco antinvecchiamento e antitumorale. Tra gli ultimi, uno studio uscito nel dicembre scorso su Cancer che dimostra un possibile ruolo nel trattamento del carcinoma ovarico, con un miglioramento della sopravvivenza nelle donne trattate con l’antidiabetico mentre facevano la chemioterapia rispetto a quelle trattate con la sola chemio.

All’ultimo congresso dell’American Association for Cancer Research sono stati presentati studi che hanno dimostrato un beneficio della metformina anche nel tumore alla prostata, al fegato e al pancreas. Inoltre, sono attualmente in corso studi che la stanno valutando nel trattamento del cancro al seno in stadio iniziale. Tuttavia, nessuno studio, prima d’ora, era arrivato al punto di identificare il meccanismo alla base del possibile effetto antitumorale.

Gli autori canadesi, coordinati da Gerardo Ferbeyre, hanno scoperto, invece, che la metformina può impedire la sintesi delle citochine direttamente a livello della regolazione genica. "I geni che codificano per le citochine sono normali, ma la metformina impedisce la traslocazione nel nucleo della proteina NF-kB, un fattore di trascrizione, e inibisce la fosforilazione di IκB e IKKα/β, eventi necessari per l’attivazione del pathway dell’NF-kB” spiegano i ricercatori..

In un comunicato stampa diffuso dall’Università di Montreal, Ferbeyre sottolinea che "si tratta di una scoperta che ha implicazioni importanti per la nostra comprensione di come l'organismo normalmente si difende dalla minaccia del cancro e di come un farmaco molto usato e sicuro potrebbe essere utile per il trattamento di alcuni tumori e, forse, per rallentare l'invecchiamento”.

“Capire quali sono gli obiettivi specifici del metformina ci darebbe la possibilità di ottenere il massimo vantaggio dai suoi effetti ed è ciò che intendiamo fare in futuro” conclude il ricercatore.

O. Moiseeva, et al. Metformin inhibits the senescence-associated secretory phenotype by interfering with IKK/NF-κB activation. Aging Cell 2013; doi: 10.1111/acel.12075.
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Alessandra Terzaghi