Mieloma multiplo, all'orizzonte possibile impiego della biopsia liquida anziché convenzionale

La biopsia liquida è un tema di grande attualità nella cura dei tumori perché rappresenta un'alternativa non invasiva alla biopsia tissutale standard. Sia la misurazione delle cellule tumorali circolanti sia quella del DNA libero circolante sono tipi importanti di biopsia liquida, ma accade di rado che siano eseguite entrambe in contemporanea. Ora uno studio apparso di recente su Nature Communications suggerisce che i due tipi di biopsia liquida possono essere usati in modo intercambiabile per avere una profilazione genomica completa del mieloma multiplo.

La biopsia liquida è un tema di grande attualità nella cura dei tumori perché rappresenta un'alternativa non invasiva alla biopsia tissutale standard. Sia la misurazione delle cellule tumorali circolanti sia quella del DNA libero circolante sono tipi importanti di biopsia liquida, ma accade di rado che siano eseguite entrambe in contemporanea. Ora uno studio apparso di recente su Nature Communications suggerisce che i due tipi di biopsia liquida possono essere usati in modo intercambiabile per avere una profilazione genomica completa del mieloma multiplo.

Inoltre, utilizzare assieme le due metodiche potrebbe potenzialmente ampliare l'applicabilità della biopsia liquida nei pazienti con mieloma multiplo, con la speranza che in futuro possa sostituire la biopsia tradizionale del midollo osseo, che è dolorosa e attualmente necessaria per monitorare la malattia.

L’autrice senior dello studio, Irene Ghobrial, del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, ha spiegato in un’intervista che lei e i colleghi sperano di portare la biopsia liquida nella pratica clinica, "ma non siamo ancora arrivati a quel punto. Si sta lavorando sodo per renderla disponibile per i pazienti e speriamo che ciò accada tra un paio d'anni".

Secondo l’oncologa, potrebbero essere utilizzati sia la misurazione delle cellule tumorali circolanti sia quella del DNA libero circolante. "Entrambe le metodiche ci danno buone informazioni, ma questa è la prima volta che le analizziamo in modo comparativo e abbiamo visto che possiamo usare l'una o l'alta" ha detto l’autrice.

Il fatto che i risultati di entrambi i metodi siano globalmente commisurati l'uno con l'altro rende praticabile la profilazione genetica delle neoplasie ematologiche.

Nello studio appena pubblicato, i risultati ottenuti sono apparsi paragonabili con quelli della biopsia del midollo osseo. "Al momento la biopsia liquida non sostituisce la biopsia convenzionale, ma la speranza è che se facciamo uno studio abbastanza ampio, dimostrando che può davvero sostituire la biopsia del midollo osseo, allora in futuro potrà farlo " ha sottolineato la Ghobrial.

Il mieloma multiplo si evolve da stadi pre-maligni verso una malattia sintomatica. Attualmente è incurabile a causa della resistenza intrinseca e acquisita alla terapia e servono modalità migliori per monitorare l'evoluzione clonale e aiutare nella gestione clinica del paziente.

Per il loro studio, la Ghobrial e i colleghi hanno utilizzato prima il sequenziamento dell'intero genoma ‘ultra-low-pass’, un metodo di screening rapido, e poi l’hanno combinato con l’ichorCNA, un approccio efficace dal punto di vista economico che il team ha sviluppato di recente per stimare la frazione tumorale del DNA tumorale circolante. Usando entrambe le tecniche, i ricercatori sono riusciti a stimare la frazione tumorale nel DNA libero circolante di 107 pazienti e in un pool di cellule tumorali circolanti CD138+ di 56 pazienti.

Analizzare sia le cellule tumorali circolanti sia il DNA libero circolante ha portato a trovare una frazione più alta di pazienti aventi almeno un campione con un contenuto tumorale sufficiente (da ≥ 5% al 10%) per il sequenziamento dell'intero genoma, che è stato poi eseguito su 24 campioni che comprendevano campioni bioptici del midollo osseo abbinati con il DNA libero circolante di nove pazienti e campioni bioptici del midollo osseo abbinati con il DNA libero circolante e le cellule tumorali circolanti di altri quattro pazienti.

Complessivamente, i ricercatori hanno trovato un'alta concordanza delle mutazioni somatiche clonali (~ 99%) e delle alterazioni del numero di copie (~ 81%) tra la biopsia liquida e quella sul tessuto tumorale.
"I nostri dati indicano che il sequenziamento sia del DNA libero circolante sia delle cellule tumorali circolanti potrebbe evidenziare il panorama mutazionale dei tumori del midollo osseo e fornire un profilo completo dell’eterogeneità clonale nel mieloma multiplo" scrivono gli autori nella discussione del lavoro. A sua volta, ciò potrebbe consentire una profilazione non invasiva dell'evoluzione del tumore mediante la biopsia liquida.

Questi risultati devono ora essere confermati in coorti di pazienti più ampie, che si stanno attualmente studiando. In futuro, la Ghobrial e il suo gruppo intendono sviluppare metodi che forniscano informazioni genetiche più dettagliate e clinicamente appropriate e affinare le tecniche che funzionino su campioni di sangue con basse frazioni di DNA tumorale.

"Il nostro obiettivo finale è quello di utilizzare tutti i campioni per monitorare la progressione della malattia" ha detto infine Jihye Park, uno dei collaboratori della Ghobrial al Dana Farber.
S. Manier, et al. Whole-exome sequencing of cell-free DNA and circulating tumor cells in multiple myeloma. Nat Commun. 2018; doi:10.1038/s41467-018-04001-5.
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