Mieloma multiplo, con elotuzumab possibile migliorare gli outcome senza minare la qualitÓ di vita

Nei pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario, il trattamento con l'anticorpo monoclonale anti-SLAMF7 elotuzumab in aggiunta a desametasone e lenalidomide pu˛ migliorare la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la percentuale di risposta complessiva (ORR) senza impattare negativamente in modo significativo sulla qualitÓ di vita correlata alla salute. Questo il risultato di un'analisi dello studio di fase III ELOQUENT-2, appena pubblicata su Annals of Hematology.

Nei pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario, il trattamento con l’anticorpo monoclonale anti-SLAMF7 elotuzumab in aggiunta a desametasone e lenalidomide può migliorare la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la percentuale di risposta complessiva (ORR) senza impattare negativamente in modo significativo sulla qualità di vita correlata alla salute. Questo il risultato di un’analisi dello studio di fase III ELOQUENT-2, appena pubblicata su Annals of Hematology.

Lo studio ELOQUENT-2, uno studio multicentrico pubblicato nel 2015 sul New England Journal of Medicine, ha dimostrato che l’aggiunta di elotuzumab a lenalidomide e desametasone migliora la PFS e i tassi di risposta rispetto ai soli lenalidomide e desametasone, ma finora non si sapeva quale fosse il suo impatto sulla qualità di vita e su altre misure cliniche come il dolore, che è un sintomo frequente del mieloma multiplo.

Per questo studio, i ricercatori hanno valutato le misure di outcome riportati dai pazienti (PRO) nei 646 pazienti arruolati nello studio ELOQUENT-2, utilizzando come strumenti il Brief-Pain Inventory-Short Form (BPI-SF), lo European Organization for Research and Treatment of Cancer (EORTC) QoL Questionnaire-Core 30 module (QLQ-C30) e il myeloma-specific module (QLQ-MY20) per valutare i PRO al momento dello screening, all'inizio di ogni ciclo di trattamento e alla fine del trattamento stesso. I punteggi basali di questi questionari erano simili nel gruppo trattato con la tripletta di farmaci e in quello trattato con i soli lenalidomide e desametasone.

I punteggi medi del dolore al basale erano bassi e sono rimasti bassi durante tutto il corso della terapia in tutti i pazienti e anche quelli della qualità di vita legata alla salute sono rimasti in linea con i valori basali.

Miglioramenti clinicamente significativi del dolore peggiore si sono osservati in due cicli consecutivi in percentuale significativamente più alta tra i pazienti che hanno avuto una risposta obiettiva al trattamento rispetto a quelli che non l’hanno avuta (12% contro 29%) (P < 0,001).

I pazienti che hanno ottenuto una risposta parziale molto buona o migliore hanno mostrato un miglioramento dei punteggi della gravità del dolore e del peggior dolore; quelli che hanno avuto, invece, una progressione della malattia hanno riportato un peggioramento della gravità del dolore e del peggior dolore, oltre a un aumento dell’interferenza del dolore.

I risultati dello studio dimostrano, quindi, che il beneficio di PFS e ORR fornito dal trattamento con elotuzumab più desametasone e lenalidomide può essere ottenuto senza un peggioramento della qualità di vita legata alla salute e del dolore tra i pazienti con mieloma multiplo recidivato/refrattario.

Gli autori concludono, inoltre, che i pazienti responder al trattamento hanno mostrato più benefici sul fronte della qualità di vita legata alla salute e del dolore rispetto ai non responder, convalidando così la rilevanza clinica dei PRO nella cura dei pazienti con mieloma multiplo.

D. Cella, et al. Impact of elotuzumab treatment on pain and health-related quality of life in patients with relapsed or refractory multiple myeloma: results from the ELOQUENT-2 study. Ann Hematol. 2018; doi: 10.1007/s00277-018-3469-4.
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