Mieloma multiplo: daratumumab sottocute non inferiore all'endovena nelle forme recidivanti e/o refrattarie

Abbattimento dei tempi di somministrazione del farmaco dalle 4-7 ore attuali a soli 5 minuti, azzeramento quasi totale dei potenziali effetti collaterali associati a una terapia a infusione, facilitÓ di somministrazione, grazie al passaggio da una modalitÓ standard via endovenosa a una iniezione sottocutanea.

Abbattimento dei tempi di somministrazione del farmaco dalle 4-7 ore attuali a soli 5 minuti, azzeramento quasi totale dei potenziali effetti collaterali associati a una terapia a infusione, facilità di somministrazione, grazie al passaggio da una modalità standard via endovenosa a una iniezione sottocutanea.

Sono questi i dati più significativi della nuova formulazione dell’anticorpo monoclonale anti CD-38 daratumumab annunciati ad Amsterdam al congresso europeo di ematologia nel corso del quale sono stati presentati i risultati dello studio fase 3 COLUMBA, che ha investigato la somministrazione di questo farmaco in formulazione sottocutanea, co-formulata con ialuronidasi umana ricombinante PH20 (rHuPH20) in pazienti con mieloma multiplo recidivante e/o refrattario.

I risultati mostrano la non inferiorità di efficacia e farmacocinetica della formulazione sottocutanea (SC) di daratumumab in rapporto alla somministrazione endovenosa (IV). Si tratta della sola formulazione attualmente approvata di daratumumab.

Questi dati li ha sottolineati il prof. Mario Boccadoro, ematologo di fama internazionale, segretario generale dell'European Myeloma Network e direttore dell'Ematologia all’AOU Città della Scienza di Torino.
 "Lo studio COLUMBA - ha detto Boccadoro - ha evidenziato che la formulazione sottocutanea a dose fissa di daratumumab, ha farmacocinetica ed efficacia non inferiore alla formulazione endovenosa attuale con tempi di infusione più rapidi e un tasso minore di effetti collaterali. Daratumumab è un farmaco che sta rivoluzionando il trattamento del mieloma multiplo. La nuova formulazione offre sostanziali vantaggi pratici. Passare da una infusione che ha un range di 3,4-7 ore a 5 minuti rappresenta un enorme vantaggio pratico per il paziente che davvero impatta sulla sua qualità di vita”.

 Non dimentichiamo che il mieloma multiplo – per quanto considerato malattia rara – vede circa 5.600 nuovi casi ogni anno in Italia, prevalentemente nella fascia anziana della popolazione. In Italia si stimano oggi circa 30 mila pazienti in trattamento o sotto controllo.

 Dunque a parità di efficacia, dimostrata eleva, daratumumab a somministrazione sottocutanea rivoluziona l’approccio alla cura e migliora drasticamente la qualità di vita del paziente, migliorando anche la possibilità di assistenza da parte del caregiver.

Al follow-up mediano a 7,5 mesi, il tasso di risposta globale (ORR) è risultato del 41% per la formulazione SC di daratumumab rispetto al 37% di daratumumab IV. L'ORR era sovrapponibile in tutti i sottogruppi considerati più rilevanti, compreso il peso corporeo. La sopravvivenza libera da progressione è risultata paragonabile tra la formulazione SC di daratumumab e l'attuale formulazione IV (Hazard Ratio [HR] = 0,99; 95% CI, 0,78-1,26; P <0,0001). La durata mediana per ciascuna iniezione SC era di 5 minuti, rispetto alle oltre tre ore che richiede l’infusione endovenosa.

Gli eventi avversi (TEAE) più comuni emersi durante il trattamento hanno riguardato: anemia, neutropenia, trombocitopenia e diarrea. È stata registrata una percentuale più bassa di reazioni correlate all'infusione in pazienti che hanno ricevuto la formulazione SC di daratumumab rispetto alla somministrazione di daratumumab IV (13% vs 35%, rispettivamente) (P <0,0001).

Le cause principali di discontinuità nel trattamento sono state riferibili a progressione di malattia (43% nel gruppo di pazienti in terapia SC vs. 44% del gruppo di daratumumab IV) mentre gli eventi avversi sono stati rispettivamente del 7% per SC vs. 8% per IV (1). La morte dovuta a TEAEs è risultata bassa in entrambe i gruppi, pari a 5% nel braccio SC vs. 7% nel braccio IV.

Lo Studio COLUMBA
Lo studio randomizzato, in aperto, multicentrico di fase 3 ha incluso 522 pazienti con mieloma multiplo sottoposti ad almeno 3 precedenti linee di trattamento comprendenti un inibitore del proteasoma (PI) e un farmaco immunomodulatore (IMiD), o con malattia refrattaria sia a PI e IMiD (età media di 67 anni).

Nel gruppo sottoposto a formulazione SC di daratumumab (n = 263), i pazienti hanno ricevuto una dose fissa di daratumumab, 1.800 milligrammi (mg) co-formulati con ialuronidasi umana ricombinante (rHuPH20), 2.000 unità per millilitro (U/mL), somministrati settimanalmente per via sottocutanea nei cicli 1 - 2, ogni due settimane nei cicli 3 - 6 e ogni quattro settimane nel ciclo 7 e successi.

Nel gruppo con daratumumab IV (n = 259), i pazienti hanno ricevuto daratumumab per infusione endovenosa, 16 milligrammi per chilogrammo (mg/kg) a settimana nei cicli 1 - 2, ogni due settimane nei cicli 3 - 6 e ogni quattro settimane nel ciclo 7 e successivi. Ogni ciclo era di 28 giorni. Nel gruppo daratumumab SC, la formulazione è stata somministrata in 15 mL in 3-5 minuti in sedi addominali alternando sinistra e destra. I pazienti in entrambi i gruppi hanno continuato il trattamento fino a progressione di malattia o a tossicità inaccettabile.