Mieloma multiplo, galinpepimut-S promettente per i pazienti ad alto rischio

Il farmaco immunoterapico galinpepimut-S ha dimostrato di offrire un beneficio clinico in pazienti con mieloma multiplo ad alto rischio già sottoposti al trapianto autologo di cellule staminali in uno studio di fase II, di cui Sellas Life Sciences ha appena comunicato nuovi risultati aggiornati.

Il farmaco immunoterapico galinpepimut-S ha dimostrato di offrire un beneficio clinico in pazienti con mieloma multiplo ad alto rischio già sottoposti al trapianto autologo di cellule staminali in uno studio di fase II, di cui Sellas Life Sciences ha appena comunicato nuovi risultati aggiornati.

Galinpepimut-S è costituito da quattro catene peptidiche appositamente modificate per indurre una forte risposta immunitaria innata contro l'antigene WT1, una proteina che appartiene alla categoria dei fattori di trascrizione e che è ampiamente espressa in vari tipi di tumore. Il farmaco è in grado di stimolare la reazione di cellule immunitarie come i linfociti T CD4+ o CD8+, spingendo le difese dell'organismo a combattere le formazioni tumorali caratterizzate dalla presenza dell'antigene WT1.

In virtù del suo particolare meccanismo d'azione, galinpepimut-S è potenzialmente indicato per il trattamento di più di 20 tipi di tumore oltre al mieloma multiplo, tra cui il mesotelioma pleurico maligno e la leucemia mieloide acuta.

Nello studio in questione, iniziato nel giugno 2014, il farmaco è stato testato in 20 pazienti con mieloma multiplo che avevano ancora una malattia minima residua dopo il trapianto autologo di cellule staminali, di cui 15 caratterizzati da un profilo citogenetico ad alto rischio al momento della diagnosi.

L'88% dei partecipanti ha ottenuto una sopravvivenza globale (OS) di almeno 18 mesi e la sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana è risultata di 23,6 mesi, mentre l’OS mediana non è stata ancora raggiunta.

I pazienti trattati con galinpepimut-S hanno mostrato un aumento di 2,5 volte della PFS mediana e aumento di 2,6 volte della PFS a 18 mesi rispetto a una coorte di pazienti sottoposti a una terapia di mantenimento continuativa con talidomide nello studio mieloma IX.

"Questo trattamento ha dimostrato la capacità di prolungare notevolmente la durata della vita dei pazienti con mieloma multiplo ad alto rischio, che rimane una sfida clinica" afferma l’autore principale dello studio, Guenther Koehne, del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, nel comunicato diffuso da Sellas.

"Sulla base di questi risultati, galinpepimut-S continua a fornire un forte segnale di beneficio clinico significativo dopo il trapianto allogenico nei pazienti con mieloma multiplo ad alto rischio, in particolare quelli con un profilo citogenetico sfavorevole. La necessità di terapie innovative, efficaci e tollerabili per i pazienti affetti da mieloma multiplo è indiscussa e siamo entusiasti della possibilità di applicare una nuova immunoterapia anti-WT1 attiva nel mieloma" aggiunge l’ematologo.

I dati iniziali dello studio saranno presentati a fine marzo a Marsiglia durante il convegno annuale della European Society for Blood and Marrow Transplantation.
Galinpepimut-S, si legge nel comunicato, ha anche dato risultati positivi in fase II nel trattamento della leucemia mieloide acuta e del mesotelioma pleurico maligno, e quest’anno dovrebbe entrare in fase III per queste indicazioni.

"Questi nuovi dati evidenziano ulteriormente le potenzialità di galinpepimut-S di colpire una vasta gamma di tipi di tumore” sottolinea Angelos Stergiou, vice presidente e amministratore delegato di Sellas, nella nota aziendale. Inoltre, aggiunge il manager, "i dati convalidano il nostro focus sul colpire tumori maligni con malattia subclinica con galinpepimut-S in monoterapia e nel contempo giustificano l’ampliamento del nostro programma di studi clinici in modo da comprendere terapie di combinazione per affrontare una vasta gamma di tumori".