La combinazione di lenalidomide e desametasone a basso dosaggio (LD) ha migliorato in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sopravvivenza globale (OS) rispetto alla terapia standard nei pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi che hanno partecipato allo studio di fase III FIRST ((Frontline Investigation Of Lenalidomide + Dexamethasone Versus Standard Thalidomide), di cui sono stati presentati i risultati iniziali durante il congresso dell’American Society of Hematology (ASH), a New Orleans.

Secondo gli autori, la doppietta LD dovrebbe diventare il nuovo standard terapeutico, al momento rappresentato, invece, dalla tripletta contenente melfalan, prednisone e talidomide (MPT).

In questo studio, i pazienti trattati con lenalidomide e desametasone a basso dosaggio hanno mostrato una riduzione del 28% del rischio di progressione o decesso rispetto ai pazienti trattati con la tripletta MPT.

Nella conferenza stampa in cui è stato presentato lo studio, il primo autore Thierry Facon, del Service des Maladies du Sang dell’Hôpital Claude Huriez di Lille, in Francia ha detto che lo studio FIRST dimostra come lenalidomide più desametasone a basso dosaggio dovrebbe diventare il nuovo standard di cura nei pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi non adatti al trapianto.

Il miglioramento consistente sia della PFS sia dell’OS ottenuto con la doppietta LD rispetto al regime MPT, ha specificato l’autore, si è visto nella maggior parte dei sottogruppi e la percentuale di risposta è stata del 75%, con una durata mediana di 35 mesi.

Inoltre, ha aggiunto Facon, il regime LD ha dato risultati superiore alla tripletta MPT anche in tutti gli altri endpoint secondari di efficacia.

La tripletta MPT e quella formata da bortezomib, melfalan e prednisone (VMP) hanno dimostrato entrambe di essere superiori alla doppietta melfalan più prednisone nei pazienti ritenuti non idonei al trapianto di cellule staminali.

Pertanto, MPT e VMP sono i regimi di scelta raccomandati dal National Comprehensive Cancer Network, così come da altre linee guida nazionali, per il trattamento di questa popolazione di pazienti.

Lo studio FIRST dimostra anche che la doppietta LD aumenta anche l’OS con minori effetti collaterali, rispetto a lenalidomide e desametasone ad alte dosi di in questa popolazione.

Questo studio rafforza le evidenze a sostegno dell’utilizzo di questa combinazione, che i medici in realtà hanno già iniziato a impiegare in questa popolazione di pazienti. ha commentato Saad Usmani, direttore della ricerca clinica sulle neoplasie ematologiche presso il Levine Cancer Institute/Carolinas Healthcare System di Charlotte, nella Carolina del Nord, non coinvolto nel trial.

"Una prima lezione che si può trarre dallo studio è che il regime LD è sicuro ed efficace" ha detto Usmani. "L'altra, estremamente importante, è che se si raggiungere una certa risposta con questo regime, non bisogna interrompere il trattamento. Se si continua il trattamento, ciò si tradurrà in una migliore sopravvivenza sia globale sia libera da progressione".

L’esperto ha aggiunto che potrebbe essere necessario ridurre il dosaggio col tempo per ridurre la tossicità , ma una delle lezioni apprese nel corso degli ultimi anni è proprio quella di continuare il trattamento coi farmaci, a prescindere dal fatto che i pazienti siano idonei al trapianto oppure no. “Ci sono le prove che ciò migliora la sopravvivenza globale e quella libera da progressione" ha affermato Usmani.

Lo studio FIRST è un trial multicentrico a tre bracci al quale hanno partecipato 246 centri di 18 Paesi, che hanno arruolato complessivamente 1623 pazienti con mieloma multiplo non idonei al trapianto di cellule staminali. I partecipanti sono stati trattati in rapporto 1:1:1 con LD in cicli di 28 giorni fino alla progressione della malattia (braccio 1), LD in cicli di 28 giorni per 72 settimane (per un totale di 18 cicli, braccio 2) o MPT in cicli di 42 giorni per 72 settimane (per un totale di 12 cicli, braccio 3). I pazienti sono stati valutati dopo ogni ciclo secondo i criteri dell’International Myeloma Working Group.

Tuttavia, al congresso dell’ASH sono stati presentati solo i risultati di confronto tra il braccio 1 (trattato con LD fino alla progressione della malattia) e braccio 3 (trattato con MPT).

L'età mediana dei pazienti in questa coorte era di 73 anni e circa un terzo (il 35%) era al di sopra dei 75 anni. Inoltre , il 41% aveva un mieloma in stadio 3 secondo l’International Staging System.

Al congresso ASH, Facon ha presentato i dati dell’analisi finale pianificata in origine, relativa agli eventi legati alla progressione (decesso o progressione della malattia) nei bracci 1 e 3, analisi condotta dopo 960 eventi. All'interno di questa coorte, 121 pazienti del braccio 1 continuano ad assumere la doppietta LD.

Dopo un follow-up mediano di 37 mesi, il trial ha raggiunto il suo endpoint primario, dimostrando una riduzione del 28% del rischio di progressione o morte nel gruppo trattato con LD rispetto a quello trattato con MPT (HR = 0,72; P = 0,00006).

Anche l’analisi ad interim complessiva sull’OS ha dimostrato la superiorità del regime LD, ha spiegato Facon. L’OS a 4 anni è risultata, infatti, del 59,4% nel braccio 1 contro 51,4% nel braccio MPT.

Anche tutti gli altri endpoint secondari hanno mostrato costantemente un miglioramento significativo con il regime LD rispetto al regime MPT: sia la percentuale di risposta complessiva ( 75% contro 62%; P < 0,00001) sia la durata della risposta (HR 0,63; P < 0,00001) sia il rischio di un secondo evento (HR 0,78; P = 0,0051).

I profili di sicurezza dei due regimi di trattamento sono risultati simili, ma i pazienti del braccio trattato con LD hanno avuto meno neoplasie ematologiche secondarie rispetto a quelli trattati con MPT. Gli eventi avversi rilevanti di grado 3/4 sono stati neutropenia (con un’incidenza rispettivamente del 28% contro 45%), trombocitopenia (8% contro 11%), neutropenia febbrile (1% contro 3%) , infezioni (29% contro 17%) , neuropatia (5% contro 15%) e trombosi venosa profonda (5% contro 3%). L'incidenza complessiva dei tumori solidi è risultata identica nei due gruppi (2,8%).

T. Facon, et al. Initial Phase 3 Results Of The First (Frontline Investigation Of Lenalidomide + Dexamethasone Versus Standard Thalidomide) Trial (MM-020/IFM 07 01) In Newly Diagnosed Multiple Myeloma (NDMM) Patients (Pts) Ineligible For Stem Cell Transplantation (SCT). ASH 2013; abstract 2.
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