L’aggiunta di bortezomib al trattamento con melfalan e prednisone migliora la sopravvivenza generale nei pazienti con mieloma multiplo. E’ il risultato di uno studio, denominato VISTA, presentato in occasione dell’ASH, il Congresso dell’American Society of Hematology.

Il trial ha randomizzato 344 pazienti con mieloma, di età media pari a 71 anni, a ricevere la terapia costituita da bortezomib 1,3 mg/m2 al giorno 1, 4, 8, 11, 22, 25, 25, 29 e 32 per quattro cicli e successivamente al giorno 1, 8, 22 e 29 per 5-9 cicli, più melfalan 9,mg/m2 nei giorni 1-4 per ogni ciclo, più prednisone 60 mg/m2 nei giorni 1-4 per ogni ciclo o alla sola terapia con melfalan e prednisone nelle stesse modalità.

La sopravvivenza dei pazienti trattati con tutti e tre i farmaci era di 56,4 mesi, rispetto ai 43,1 mesi dei controlli (P=0,0004). Circa il 46% dei pazienti che avevano ricevuto anche bortezomib era ancora in vita dopo 5 anni, rispetto al 34,4% dei soggetti trattati con melfalan più prednisone. Inoltre, non è stata osservata alcuna differenza nell’incidenza di un secondo tumore primario tra i due gruppi.

In entrambi i gruppi si sono verificati tre casi di tumori ematologici, nel gruppo assegnato ai tre medicinali si sono verificati 16 tumori non ematologici e 10 lesioni dello stesso tipo sono state osservate nel gruppo di controllo. La differenza non era statisticamente significativa.  In ogni gruppo si sono verificati sei tumori non ematologici fatali.

L’incidenza di tumore nei pazienti assegnati a bortezomib era di 1,66 per 100 pazienti/anno, rispetto a 1,30 per 100 pazienti/anno dei controlli. L’incidenza nella popolazione generale degli Stati Uniti è di 1,98 per 100 persone/anno.

Bortezomib, un acido dipeptil-boronico modificato, è un inibitore reversibile dell'attività chimotripsina-simile del proteasoma 26S. Il proteasoma è un complesso proteico che degrada le proteine ubiquinate. Il pathway ubiquitina-proteasoma svolge un importante ruolo nel regolare la concentrazione intracellulare di specifiche proteine, mantenendo pertanto l'omeostasi all'interno della cellula. L'inibizione del proteasoma 26S altera i meccanismi normali di omeostasi, portando alla morte cellulare.

San Miguel J, et al "Continued overall survival benefit after 5 years' follow-up with bortezomib-melphalan-prednisone (VMP) versus melphalan-prednisone (MP) in patients with previously untreated multiple myeloma, and no increased risk of second primary malignancies: final results of the phase 3 VISTA trial" ASH 2011; Abstract 476.