Mieloma multiplo, minor rischio di neuropatia periferica con lenalidomide

I pazienti affetti da mieloma multiplo hanno risultati di sopravvivenza simili se vengono trattati con talidomide o con lenalidomide, ma il rischio di neuropatia periferica inferiore con lenalidomide. Lo evidenzia uno studio osservazionale da poco pubblicato sulla rivista European Journal of Cancer.

I pazienti affetti da mieloma multiplo hanno risultati di sopravvivenza simili se vengono trattati con talidomide o con lenalidomide, ma il rischio di neuropatia periferica è inferiore con lenalidomide. Lo evidenzia uno studio osservazionale da poco pubblicato sulla rivista European Journal of Cancer.

Gli autori, guidati da Jing Luo, del Brigham and Women's Hospital presso la Harvard University di Boston, hanno effettuato uno studio su una coorte di 1264 pazienti con mieloma multiplo che erano stati sottoposti a un trattamento con lenalidomide e talidomide tra il 2004 e il 2013, analizzando i dati amministrativi relativi alle richieste di rimborso forniti da una grossa assicurazione sanitaria statunitense, UnitedHealth, al fine di confrontare  i risultati di sopravvivenza, oltre che il rischio di neuropatia periferica.

I ricercatori non hanno trovato differenze nei tassi di mortalità tra il gruppi di pazienti trattati con talidomide e quello trattati con lenalidomide (HR 1,00; IC al 95% 0,71-1,41).

Su un totale di 406 pazienti trattati con talidomide, 142 (il 35%) hanno sviluppato neuropatia periferica durante un follow-up medio di 499 giorni-persona, mentre degli 858 che sono stati trattati con lenalidomide, quelli che hanno sviluppato la neuropatia durante un follow-up medio di 587 giorni-persona sono stati 244 (il 29%). Questa differenza si traduce in una riduzione del 29% del rischio di neuropatia periferica nel gruppo trattato con lenalidomide rispetto a quello trattato con talidomide (HR 0,71; IC al 95% 0,56-0,92).

Sulla base di questi risultati, gli autori concludono che, in accordo con i risultati di studi pubblicati di recente, i due immunomodulatori sono equivalenti per quanto riguarda gli outcome di sopravvivenza; tuttavia, i loro dati suggeriscono che in un setting di pratica clinica sono diversi in termini di neurotossicità e che i pazienti trattati con lenalidomide hanno un minor rischio di sviluppare neuropatia periferica rispetto a quelli trattati con talidomide.

J. Luo, et al. Comparative effectiveness and safety of thalidomide and lenalidomide in patients with multiple myeloma in the United States of America: a population-based cohort study. Eur J Cancer. 2016 Nov 17. doi: 10.1016/j.ejca.2016.10.018.
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