Mieloma multiplo, pomalidomide più desametasone a basso dosaggio attiva nei pazienti con danno renale

La combinazione di pomalidomide e desametasone a basso dosaggio si è dimostrata efficace tra i pazienti con mieloma multiplo recidivato/refrattario e insufficienza renale moderata-severa nello studio MM-013, un trial europeo di fase 2 pubblicato da poco sul Journal of Clinical Oncology. La combinazione dei due agenti è apparsa anche ben tollerata.

La combinazione di pomalidomide e desametasone a basso dosaggio si è dimostrata efficace tra i pazienti con mieloma multiplo recidivato/refrattario e insufficienza renale moderata-severa nello studio MM-013, un trial europeo di fase 2 pubblicato da poco sul Journal of Clinical Oncology. La combinazione dei due agenti è apparsa anche ben tollerata.

"L'insufficienza renale è una comorbidità frequente nel mieloma multiplo. Dal 20% al 30% circa dei pazienti con mieloma multiplo presenta insufficienza renale alla diagnosi e circa il 10% ha bisogno della dialisi" spiegano gli autori, coordinati da Meletios Dimopoulos, dell’Università di Atene. Inoltre, aggiungono i ricercatori, i pazienti con mieloma multiplo possono sviluppare col tempo insufficienza renale, che è associata a una prognosi infausta e una sopravvivenza di breve durata, con una sopravvivenza globale (OS) mediana di 2 anni.

Lo studio MM-013 è un trial non di confronto al quale hanno preso parte 81 pazienti con mieloma multiplo recidivato/refrattario, con un’età mediana di 72 anni, già trattati in precedenza con una mediana di quattro regimi anti-mieloma.

I ricercatori hanno suddiviso i pazienti in tre coorti: soggetti con insufficienza renale moderata (velocità di filtrazione glomerulare stimata compresa fra 30 ml/min/1,73 m2 e 45 ml/min/1,73 m2), con insufficienza renale grave (velocità di filtrazione glomerulare stimata inferiore a 30 ml/min/1,73 m2) e con insufficienza renale grave richiedente l’emodialisi.

I partecipanti sono stati trattati con pomalidomide 4 mg al giorno nei giorni da 1 a 21 e desametasone 20 mg o 40 mg una volta alla settimana in cicli di 28 giorni. L’endpoint primario era la percentuale di risposta complessiva (ORR).

Il follow-up mediano è stato di 8,6 mesi e l’ORR è risultata del 39,4% tra i pazienti con insufficienza renale moderata, 32,4,4% tra quelli con compromissione grave e il 14,3% tra quelli che necessitavano dell’emodialisi.
Inoltre, si è osservata una risposta renale completa nel 18,2% dei pazienti con compromissione moderata.

La durata mediana della risposta è risultata di 14,7 mesi nel primo gruppo, 4,6 mesi nel secondo e non è risultata stimabile tra coloro che necessitavano dell’emodialisi.
Tutti i pazienti con insufficienza renale moderata hanno ottenuto il controllo della malattia, mentre la percentuale di controllo della malattia è risultata del 79,4% tra i pazienti con insufficienza renale grave e 78,6% tra quelli con insufficienza renale grave che avevano bisogno dell’emodialisi.

L’OS mediana è risultata rispettivamente di 16,4 mesi, 11,8 mesi e 5,2 mesi.

Nessun paziente che richiedeva l'emodialisi al basale è diventato indipendente dalla dialisi durante lo studio.
Al momento del cutoff dei dati, riferiscono gli autori, 13 pazienti erano ancora in trattamento.

Quanto alla sicurezza e tollerabilità della doppietta, il 16% dei pazienti ha manifestato effetti avversi che hanno richiesto una riduzione della dose.

I più comuni effetti avversi correlati al trattamento di grado 3 o 4 sono stati neutropenia (53,1%), anemia (35,8%), infezioni (32,1%), trombocitopenia (27,2%), affaticamento (6,2%), iperkaliemia (6,2%), insufficienza renale (6,2%), ipocalcemia (4,9%), piressia (2,5%) ed edema periferico (1,2%).

"Lo studio MM-013 è il primo a dimostrare che questi pazienti possono trarre beneficio dal trattamento con pomalidomide più desametasone a basso dosaggio e i risultati supportano l'impiego di questo regime in pazienti con mieloma multiplo recidivato/refrattario e grave insufficienza renale, compresi quelli in emodialisi” scrivono Dimopoulos e i colleghi, aggiungendo che "raggiungere il controllo e la stabilizzazione della malattia ha vantaggi clinici significativi, in particolare per i pazienti che necessitano di emodialisi”.

Infine, sottolineano i ricercatori, “i risultati presentati qui vanno ad aggiungersi al numero finora limitato di evidenze sulle opzioni terapeutiche possibili per i pazienti con mieloma multiplo in stadio avanzato e compromissione renale, e aiuteranno gli operatori sanitari a fare scelte di trattamento appropriate per questa popolazione di pazienti”.

M. Dimopoulos, et al. Pomalidomide Plus Low-Dose Dexamethasone in Patients With Relapsed/Refractory Multiple Myeloma and Renal Impairment: Results From a Phase II Trial. J Clin Oncol. 2018; doi:10.1200/JCO.2017.76.1742.
http://ascopubs.org/doi/abs/10.1200/JCO.2017.76.1742