Al Congresso dell’American Society of Hematology di Atlanta sono stati presentati i risultati definitivi dello studio di fase III MM-003 che ha confrontato l’efficacia della combinazione di pomalidomide e desametasone a basse dosi con il solo desametasone ad alte dosi in pazienti con mieloma multiplo recidivato o che non avevano risposto ad almeno due terapie precedenti comprendenti sia lenalidomide sia bortezomib.  I risultati dello studio indicano che la combinazione dei farmaci migliora la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sopravvivenza globale rispetto alla monoterapia con desametasone ad alte dosi. 


Lo studio ha randomizzato pazienti pretrattati che non avevano risposto alle terapie precedenti a ricevere 4 mg di pomalidomide nei giorni 1-21 più desametasone 40 mg (20 mg per i pazienti con età superiore ai 75 anni) nei giorni 1, 8, 15 e 22 di cicli di trattamento di 28 giorni o il solo desametasone nei giorni 1-4, 9-12 e 17-20 di cicli di 28 giorni. Il trattamento è stato continuato fino alla progressione o alla comparsa di eventi indesiderati inaccettabili.


Il tasso di risposta generale era del 16,6% con la combinazione dei medicinali, rispetto al 3,9% del solo desametasone ad alte dosi. La PFS con il solo desametasone ad alte dosi era di 8 mesi, rispetto ai 15,7 mesi della combinazione dei medicinali. La sopravvivenza generale media per desametasone ad alte dosi era di 34 mesi. Tale valore di sopravvivenza era già stato raggiunto con la combinazione dei farmaci al momento della presentazione dei dati. A 18 mesi la PFS e la sopravvivenza generale erano significativamente superiori con la combinazione dei farmaci (P<0,001).


Gli eventi avversi erano più frequenti nel gruppo assegnato a pomalidomide e desametasone. Gli effetti collaterali più comuni con la combinazione dei farmaci erano neutropenia di grado ¾ e neutropenia febbrile (42% e 7%, rispettivamente, rispetto al 15% e 0% con il solo desametasone ad alte dosi).


Pomalidomide appartiene alla stessa classe di talidomide e lenalidomide, due farmaci già approvati e commercializzati da Celgene per il trattamento del mieloma. L’azienda sta ora sviluppando questo nuovo agente come nuovo potenziale trattamento per il mieloma multiplo e anche per la mielofibrosi, malattia nella quale il midollo osseo viene sostituito da tessuto fibroso cicatriziale.


Celgene ha già chiesto sia all’Fda sia all’Ema l’indicazione per il trattamento dei pazienti con mieloma multiplo recidivato e refrattario, già sottoposti ad almeno due linee di terapia, in associazione con desametasone. La decisione dell’agenzia americana è attesa per il 10 febbraio 2013, mentre l’Ema dovrebbe pronunciarsi più avanti, verso la metà o la fine del prossimo anno.


Fino a quando l’Fda non si pronuncerà, il farmaco sarà comunque disponibile negli Stati Uniti attraverso il programma di accesso allargato di Celgene chiamato PEXIUS per i pazienti con mieloma multiplo recidivante e refrattario che non dispongono di altre opzioni di trattamento.


Pomalidomide in Combination With Low-Dose Dexamethasone Demonstrates a Significant Progression-Free Survival and Overall Survival Advantage, in Relapsed/Refractory MM: A Phase 3, Multicenter, Randomized, Open-Label Study. Abstract LBA-6