Mieloma multiplo recidivato/refrattario, sicura l'esposizione a pomalidomide

Oncologia-Ematologia

La combinazione pomalidomide e desametasone ha favorito un'esposizione prolungata e sicura al trattamento in una buona percentuale di pazienti con mieloma multiplo recidivato/refrattario pesantemente trattati e in fase terminale, in uno studio francese uscito da poco online sulla rivista Annals of Oncology.

La combinazione pomalidomide e desametasone ha favorito un’esposizione prolungata e sicura al trattamento in una buona percentuale di pazienti con mieloma multiplo recidivato/refrattario pesantemente trattati e in fase terminale, in uno studio francese uscito da poco online sulla rivista Annals of Oncology.

Nello studio IFM 2009-02, i ricercatori dell’Intergroupe Francophone du Myélome hanno valutato la combinazione pomalidomide più desametasone in questo setting evidenziando che il 40% dei pazienti ha ottenuto una sopravvivenza libera da progressione (PFS) e una sopravvivenza globale (OS) prolungate. Pertanto, i ricercatori hanno cercato di analizzare le caratteristiche di questi pazienti e valutare l'impatto di un’esposizione prolungata a pomalidomide sui risultati.

Il team transalpino ha classificato i pazienti in due gruppi: uno trattato con pomalidomide e desametasone per un periodo compreso tra 3 mesi e meno di un anno e l’altro trattato con la combinazione in studio per più di un anno, sulla base del giudizio clinico e degli studi sui controlli storici.

Le percentuali di risposta e la sopravvivenza (sia PFS sia OS) sono risultate molto diverse nei due gruppi e molto migliori in quello trattato con i due farmaci per più di un anno.

La percentuale di risposta complessiva per il gruppo trattato per meno di un anno è stata, infatti, del 43% contro 83% nel gruppo trattato per più di un anno, mentre la PFS mediana è stata di rispettivamente di 4,6 mesi (IC al 95% 3,8-6,4) contro 20,7 mesi (IC al 95% 14,7-35,4).

L’OS mediana è stata di 15 mesi (IC al 95% 11,7 - 20,3) nel gruppo trattato per meno di un anno e non è non è ancora stata raggiunta in quello esposto per oltre un anno, mentre l’OS a 18 mesi è risultata rispettivamente del 40% e 91%.

Il fatto che nel 40% dei pazienti con mieloma multiplo recidivato/refrattario pesantemente trattato e in fase terminale la somministrazione prolungata di pomalidomide e desametasone abbia dato risultati migliori rappresenta un cambio di paradigma nella storia naturale della malattia, caratterizzata da una successione di intervalli liberi da malattia sempre più brevi e, in ultima analisi, una sopravvivenza più breve.

“Anche se è auspicabile un’ottimizzazione del regime a base di pomalidomide e desametasone per i pazienti con mieloma multiplo recidivato/refrattario avanzato, crediamo che pomalidomide abbia dimostrato una volta di più di cambiare la storia naturale del mieloma in questa casistica” concludono gli autori, sottolineando, tuttavia, che il dato dovrebbe ora essere confermato in uno studio più ampio.

G. Fouquet, et al. Safe and prolonged survival with long-term exposure to pomalidomide in relapsed/refractory myeloma. Ann Oncol. 2016; doi: 10.1093/annonc/mdw017. 
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