Mieloma multiplo recidivato, secondo trapianto autologo di staminali puņ allungare la vita

Un trapianto autologo di cellule staminali di salvataggio puņ migliorare la sopravvivenza globale (OS) dei pazienti con mieloma multiplo recidivato dopo un primo trapianto autologo rispetto al trattamento con ciclofosfamide per os. Lo rivelano i risultati finali del trial BSBMT/UKMF Myeloma X Relapse, recentemente pubblicato su The Lancet Haematology.

Un trapianto autologo di cellule staminali di salvataggio può migliorare la sopravvivenza globale (OS) dei pazienti con mieloma multiplo recidivato dopo un primo trapianto autologo rispetto al trattamento con ciclofosfamide per os. Lo rivelano i risultati finali del trial BSBMT/UKMF Myeloma X Relapse, recentemente pubblicato su The Lancet Haematology.

Lo studio BSBMT/UKMF Mieloma X è un trial multicentrico inglese di fase 3, randomizzato, in aperto, che ha già dimostrato come  un trapianto autologo di cellule staminali di salvataggio sia in grado di migliorare la durata della risposta, aumentando il tempo alla progressione della malattia, rispetto alla ciclofosfamide per via orale nei pazienti con mieloma multiplo recidivato dopo un primo trapianto autologo di staminali. I dati di OS, tuttavia, inizialmente non erano stati pubblicati.

Tra l’aprile 2008 e il novembre 2012, riferiscono Gordon Cook, dell’Università di Leeds, e gli altri autori, sono stati arruolati 297 pazienti e randomizzati 174, di cui 89 assegnati al trattamento con melfalan ad alte dosi e il trapianto autologo di cellule staminali e 85 a un trattamento settimanale con ciclofosfamide.

Dei 297 pazienti arruolati, 173 (il 58%) sono ricaduti dopo più di 24 mesi dal primo trapianto di staminali e 75 (il 43%) dei 174 randomizzati sono morti durante il follow-up, di cui 31 (il 35%) nel gruppo sottoposto al trapianto autologo di salvataggio e 44 (il 52%) in quello trattato con ciclofosfamide orale.

I dati aggiornati relativi al tempo alla progressione hanno continuato a mostrare un vantaggio del trapianto di salvataggio rispetto alla ciclofosfamide: 19 mesi (IC al 95% 16–26) contro 11 mesi (IC al 95% 9–12; HR 0,45; IC al 95% 0,31-0,64; log-rank P < 0,0001).

Anche l’OS mediana è risultata superiore nel gruppo sottoposto al trapianto di salvataggio rispetto al gruppo trattato con la ciclofosfamide: 67 mesi contro 52 mesi (P = 0,0169).

Superiore nel gruppo sottoposto al trapianto anche il tempo alla seconda progressione obiettiva della malattia: 67 mesi (IC al 95% 52–not stimabile) contro 35 mesi (IC al  31-43; HR 0,37; IC al 95% 0,24-0,57; log-rank P< 0,0001).

Durante il follow-up più esteso non sono emersi nuovi eventi avversi legati o meno al trattamento, ma in 12 pazienti - di cui sette nel gruppo sottoposto al trapianto di salvataggio e cinque in quello trattato con ciclofosfamide - si sono sviluppate 15 seconde neoplasie primarie. L’incidenza cumulativa di secondi tumori primari 60 mesi dopo l’entrata nello studio è risultata de 5,2% (2,1-8,2).

Cook ei colleghi concludono che il trapianto autologo di cellule staminali di salvataggio migliora l’OS dei pazienti con mieloma multiplo alla prima recidiva dopo il trapianto, anche se il trapianto di salvataggio dovrebbe essere effettuato durante il consolidamento del trattamento di re-induzione. Invece, aggiungono i ricercatori, ritardare il trapianto di salvataggio al trattamento di terza linea non è vantaggioso e non offre lo stesso vantaggio, che si ottiene effettuando il trapianto di salvataggio alla prima recidiva.

Alessandra Terzaghi

G. Cook, et al. The effect of salvage autologous stem-cell transplantation on overall survival in patients with relapsed multiple myeloma (final results from BSBMT/UKMF Myeloma X Relapse [Intensive]): a randomised, open-label, phase 3 trial. Lancet Haematol. 2016. doi: 10.1016/S2352-3026(16)30049-7.
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