L’aggiunta dell’anticorpo monoclonale daratumumab alle tradizionali terapie combinate di fondo utilizzate per il trattamento del mieloma multiplo si è dimostrata sicuro e ben tollerato, oltre che associata ad alte percentuali di risposta, stando ai risultati di uno studio di fase Ib presentato all’ultimo congresso annuale dell’American Society of Hematology (ASH) a San Francisco.

Daratumumab appartiene a una nuova classe di farmaci, quella degli anticorpi monoclonali diretti contro la proteina di superficie CD38. Presentando lo studio, Maria-Victoria Mateos, della clinica universitaria di Salamanca, in Spagna, ha spiegato che finora daratumumab ha dimostrato un’attività promettente in monoterapia nei pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario ai trattamenti, con un profilo di sicurezza gestibile.

La Mateos e i suoi colleghi hanno quindi provato a testare la sicurezza e la tollerabilità di questo anticorpo in combinazione con diversi regimi comunemente utilizzati nei pazienti con mieloma multiplo,

Nello studio presentato al conresso ASH, i ricercatori hanno arruolato 16 pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi e li hanno suddivisi in quattro bracci con sei pazienti ciascuno, tutti trattati con 16 mg/kg di daratumumab in combinazione con uno dei seguenti quattro regimi: bortezomib/desametasone (VD) ) per 18 cicli di 3 settimane; bortezomib-talidomide/desametasone (VTD) ) per 18 cicli di 3 settimane; bortezomib/melfalan/prednisone (VMP) per 9 cicli di 6 settimane; pomalidomide/desametasone (POM-D) a cicli di 4 settimane fino alla progressione della malattia.

In particolare, al terzo braccio sono stati assegnati solo pazienti non idonei a subire il trapianto, mentre il quarto braccio era costituito da pazienti che avevano recidivato o che erano risultati refrattari ad almeno due linee di terapia con due cicli consecutivi di lenalidomide e bortezomib.

L'età mediana dei pazienti assegnati a ciascun braccio variava da 57 anni in quello trattato con daratumumab più VTD a 72,5 anni in quello trattato con daratumumab più VD. Inoltre, i partecipanti hanno completato una mediana di 9 infusioni nel braccio VD, 12,5 infusioni nel braccio VMP, 8 infusioni nel braccio VTD e 11 infusioni nel braccio POM-D.

La durata mediana del trattamento con daratumumab è stata di 44 giorni (range 1-113)

 Il 100% dei pazienti dei primi tre bracci di trattamento ha risposto al trattamento con una remissione parziale o una remissione parziale molto buona. Nel braccio assegnato a daratumumab più POM-D, invece il 50% dei pazienti ha risposto al trattamento e uno ha raggiunto una remissione completa, mentre due hanno conseguito ottime remissioni parziali.

La Mateos ha detto che il tempo mediano di risposta è stato breve in tutti i bracci, in linea con quanto già osservato con i regimi di fondo utilizzati.

Le uniche tossicità associate all'aggiunta di daratumumab ai regimi di fondo sono state le reazioni correlate all’infusione, verificatesi in quattro pazienti. La maggior parte è stata di grado 1, si è verificata il primo giorno di trattamento e si è risolta con il trattamento. Ci sono stati due casi di eruzioni cutanee e un caso di broncospasmo.

Gli altri eventi avversi sono stati probabilmente legati ai regimi di fondo, che hanno mostrato profili di sicurezza diversi dall’uno all’altro, ha spiegato la Mateos. L'evento avverso più comune di qualsiasi grado è stato la tossicità ematologica, mentre gli eventi avversi più comuni di grado 1 e grado 2 sono stati neuropatia sensoriale periferica, mal di testa, astenia, febbre e stipsi.

Nei primi tre bracci di trattamento ci sono stati tre casi di neutropenia di grado 3 e uno di anemia di grado 3, mentre nel quarto braccio cinque pazienti hanno manifestato neutropenia di grado 3 o superiore e due anemia di grado 3.

“L'aggiunta di daratumumab 16 mg/kg ai diversi regimi di fondo è risultata ben tollerata in tutti i pazienti valutabili e non ha comportato una tossicità supplementare significativa”; inoltre, daratumumab in combinazione con i diversi regimi di backbone si è associato ad alte percentuali di risposta" ha concluso la Mateos.

M.V. Mateos, et al. An Open-Label, Multicenter, Phase 1b Study of Daratumumab in Combination with Backbone Regimens in Patients with Multiple Myeloma. ASH 2014; abstract 176.
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