La somministrazione, sia sistemica che a livello dell’osso, di cellule staminali mesenchimali (MSCs) esogene sembra inibire lo sviluppo di patologie ossee associate al mieloma multiplo. E’ quanto emerso da uno studio appena pubblicato sul Journal of Bone and Mineral Research.

Come spiegato dagli esperti, il mieloma multiplo è associato allo sviluppo di lesioni osteolitiche che spesso non vengono riparate, se non dopo molto tempo dalla remissione. Tali lesioni ossee sono determinate da un'aumentata attività di un particolare tipo di cellule ossee, chiamate osteoclasti, che erodono l’osso. Tali cellule sono attivate da una serie di citochine, prodotte dalle plasmacellule neoplastiche.

Le MSCs sono cellule immature con la capacità di autorinnovarsi e differenziarsi continuamente in cellule specializzate tessuto specifiche. Sono cellule di origine midollare ma si ritrovano anche nel tessuto adiposo, nel sangue periferico, nel cordone ombelicale, nel derma, nel pancreas, nel fegato, nel polmone ed in altri tessuti fetali. Nel midollo osseo, in particolare, svolgono un importante ruolo come cellule della nicchia ematopoietica. Queste cellule sono state studiate in varie patologie incluse quelle infiammatorie, autoimmuni, nel cancro e per la rigenerazione del tessuto osseo.
Lo scopo dello studio pubblicato sul JBMR era quello di valutare gli effetti della somministrazione sistemica e intraossea di MSCs sul mieloma multiplo in modelli animali della patologia e la capacità di queste cellule di migrare in corrispondenza dell’osso quando somministrate per via sistemica.

Dallo studio è emerso che l’iniezione intraossea di MSCs ha inibito lo sviluppo di patologie ossee associate al mieloma multiplo, ha favorito la formazione di tessuto osseo e ha inibito la crescita delle cellule mielomatose. Dopo la remissione indotta dalla terapia con melfalan, l’iniezione intraossea di MSCs ha promosso la formazione dell’osso e ritardato la crescita di cellule di mieloma. Molte delle MSCs somministrate sia a livello dell’osso che in modo sistemico sono state individuate dopo 2-4 settimane dall’iniezione.

Gli effetti delle MSCs sulla produzione di tessuto osseo erano dovute all’attivazione degli osteoblasti endogeni e alla soppressione dell’attività degli osteoclasti.
Anche se la singola iniezione endovena di MSCs non ha avuto effetti sul mieloma multiplo, la somministrazione settimanale di cellule staminali mesenchimali per via sistemica ha inibito lo sviluppo di patologie ossee associate al mieloma. Comunque, la somministrazione endovena di MSCs non ha avuto effetti diretti sul tumore.

Come spiegato dai ricercatori, le MSCs esprimono livelli elevati di molecole antinfiammatorie(es. HMOX1) e implicate nel rimodellamento osseo (es, decorina). In vitro, le MSCs promuovono la maturazione degli osteoblasti e bloccano la crescita degli osteoclasti. Nei modelli animali, una parte delle MSCs somministrate endovena o con iniezione intracardiache era in grado di migrare nel tessuto osseo mieloma toso.

Per la prima volta, questa ricerca ha dimostrato che la somministrazione di MSCs per via sistemica porta alla migrazione delle cellule staminali nell’osso, in corrispondenza del quale le cellule sopravvivono per un breve periodo di tempo inibendo lo sviluppo di patologie ossee associate al mieloma.

Le MSCs sono cellule immature con la capacità di autorinnovarsi e differenziarsi continuamente in cellule specializzate tessuto specifiche. Sono cellule di origine midollare ma si ritrovano anche nel tessuto adiposo, nel sangue periferico, nel cordone ombelicale, nel derma, nel pancreas, nel fegato, nel polmone ed in altri tessuti fetali. Per via del loro elevato potenziale proliferativo, le MSCs possono essere rapidamente espanse in vitro e questo consente di superare una delle prime limitazioni nel loro impiego terapeutico: le MSCs prelevate dal midollo, infatti, non sono spesso numericamente sufficienti. E' stata sfruttata la capacità proliferativa di queste cellule in presenza di quelle maligne in modo da inserirle nell'architettura del tessuto come dei fibroblasti nel caso della terapia anti-tumorale. Un altro utilizzo da questo punto di vista è sottoforma di MSCs ingegnerizzate nel ruolo di farmaco chemioterapico. Infine, un traguardo importante è stato raggiunto sicuramente nel caso dei trapianti: una scoperta sensazionale è stata, infatti, la capacità immunosoppressiva delle MSCs nei confronti dei linfociti T; sono state utilizzate così per evitare la Graft Versus Host Disease (GVHD). Si è aperta così la strada verso lo studio dell'attività immunoregolatoria che le MSCs possano avere nei confronti dei linfociti B, in particolare sulla proliferazione e la produzione di Ig che possono indurre.

Li X, et al "Therapeutic effects of intrabone and systemic mesenchymal stem cell cytotherapy on myeloma bone disease and tumor growth" J Bone Miner Res 2012; 27: 1635-1648.
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