Mieloma multiplo: valutare presto e spesso il danno renale, parola di linee guida

In tutti i pazienti affetti da mieloma , sia al momento della diagnosi sia durante il follow up si dovrebbe valutare la status renale. Il messaggio arriva forte e chiaro dalle nuove linee guida dell'International Myeloma Working Group, pubblicate di recente online sul Journal of Clinical Oncology.

In tutti i pazienti affetti da mieloma , sia al momento della diagnosi sia durante il follow up si dovrebbe valutare la status renale. Il messaggio arriva forte e chiaro dalle nuove linee guida dell’International Myeloma Working Group, pubblicate di recente online sul Journal of Clinical Oncology.

Il danno renale colpisce fino a metà dei pazienti affetti da mieloma multiplo, e un danno renale grave è predittivo di decesso precoce. Le nuove terapie hanno aumentato notevolmente la sopravvivenza per i pazienti colpiti da mieloma che hanno una malattia renale meno grave, il che sottolinea l'importanza di un trattamento precoce, come spiegano nell’introduzione gli autori, coordinati da Meletios Dimopoulos dell’Università di Atene.

Per sviluppare queste linee guida, Dimopoulos e i colleghi hanno passato in rassegna tutte le evidenze disponibili fornite da studi randomizzati, revisioni sistematiche, metanalisi e studi prospettici e osservazionali pubblicati fino al dicembre 2015.

Dopo un’attenta analisi dei dati di letteratura, il team ha stilato diverse raccomandazioni di grado A (quello attribuito a evidenze ottenute da metanalisi di diversi studi randomizzati e controllati, ben progettati).

Gli esperti raccomandano di valutare la creatinina sierica, la velocità di filtrazione glomerulare stimata e gli elettroliti al momento della diagnosi iniziale e durante le valutazioni di follow-up, nonché di eseguire il test delle catene leggere libere nel siero, se disponibile, e l’elettroforesi di un campione di urina nelle 24 ore.

Nei pazienti con valori stabilizzati di creatinina sierica, è bene valutare la velocità di filtrazione glomerulare utilizzando le formule del Chronic Kidney Disease Epidemiology Collaboration (preferita) o del Modification of Diet in Renal Disease.

Sulla base della velocità di filtrazione glomerulare, il medico deve determinare lo stadio della malattia renale cronica (che va da 1, caratterizzato da danno renale con velocità di filtrazione glomerulare normale o elevata, a 5, caratterizzato da insufficienza renale).

Bortezomib rimane il trattamento fondamentale per i pazienti con danno renale associato al mieloma, sottolineato gli autori. Questo inibitore del proteasoma 26S andrebbe iniziato alla dose standard di 1,3 mg/m2 nei giorni 1, 4, 8, e 11 di un ciclo di 3 settimane.

Un'altra opzione per i pazienti con clearance della creatinina superiore a 15 ml/min è carfilzomib, che non necessita di alcuna modifica della dose e produce risultati simili indipendentemente dallo stato del danno renale. Tuttavia, specificano Dimopoulos e i colleghi, occorrono ulteriori dati sulla sua sicurezza a livello renale.

I pazienti con clearance della creatinina superiore a 30 ml/min possono tranquillamente ricevere ixazomib in combinazione con lenalidomide e desametasone.

Quelli con clearance della creatinina superiore a 45 ml/min, invece, dovrebbero essere trattati con pomalidomide alla dose di 4 mg/die, ma non è ancora chiaro se la dose debba essere ridotta nei casi con danno renale più grave.

L'ipercalcemia può essere trattata con bifosfonati, ma i pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min non dovrebbero essere trattati con pamidronato o acido zoledronico,avvertono gli esperti.

Infine, raccomanda il gruppo, in tutti i pazienti affetti da mieloma multiplo che presentano danno renale sono da evitare gli agenti nefrotossici, come ad esempio gli aminoglicosidi, la furosemide e i mezzi di contrasto.

M.A. Dimopoulos, et al. International Myeloma Working Group Recommendations for the Diagnosis and Management of Myeloma-Related Renal Impairment. J Clin Oncol. 2016; doi: 10.1200/JCO.2015.65.0044.
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