Gli uomini anziani che prendono ogni giorno un integratore multivitaminico hanno un rischio lievemente, ma significativamente, ridotto di sviluppare un tumore. È questa la conclusione di un ampio trial made in Usa, lo studio PHS II (Physicians' Health Study II), appena presentato al meeting dell’American Association for Cancer Research Frontiers in Cancer Prevention Research e pubblicato in contemporanea sul Journal of the American Medical Association (Jama).


Nello studio, gli uomini che hanno preso quotidianamente un supplemento multivitaminico hanno mostrato un rischio di cancro inferiore dell'8% rispetto a quelli trattati con un placebo. Inoltre, la mortalità oncologica è risultata del 12% più bassa nel braccio trattato con l’integratore, ma in questo caso la differenza rispetto al controllo non ha raggiunto la significatività statistica.


Gli uomini che hanno già avuto un cancro sembrano beneficiare ancora di più dell’integrazione, visto che in questo sottogruppo l’incidenza di tumori è risultata inferiore del 27% nei pazienti che prendevano le vitamine rispetto ai controlli trattati con il placebo.


Inoltre, anche se il trial non aveva la potenza statistica necessaria per poter mostrare un effetto su specifici tipi di cancro, si sono osservate delle tendenze a favore del braccio trattato con l’integratore.


"Il nostro messaggio principale è che la prima ragione per prendere un integratore multivitaminico è quella di prevenire le carenze, ma sembra che possa esserci anche un leggero effetto in termini di prevenzione dei tumoiri negli uomini di età superiore ai 50 anni" ha detto J. Michael Gaziano, del Brigham and Women Hospital di Boston, durante una conferenza stampa nel corso del congresso.


Studi randomizzati su larga scala su specifiche vitamine o gruppi selezionati di vitamine e minerali non hanno generalmente mostrato alcun effetto sul rischio di cancro. Tuttavia, sottolineano gli autori nel lavoro, si è pensato che gli integratori multivitaminici contenenti vitamine e minerali potrebbero offrire una migliore approssimazione di una dieta sana, ricca di frutta e verdura, che ha dimostrato di avere una lieve correlazione inversa con il rischio di cancro in alcuni studi.


I ricercatori fanno anche notare che gli integratori multivitaminici sono gli integratori più diffusi e negli Stati Uniti li prende almeno una persona su tre. Tuttavia, gli studi osservazionali a lungo termine sull'uso di questi prodotti hanno fornito risultati inconsistenti riguardo all'effetto sul rischio di cancro. 


Il Physicians' Health Study II (PHS II) è l’unico studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo su larga scala ad aver valutato gli effetti a lungo termine del consumo quotidiano di un integratore multivitaminico, della vitamina E, della vitamina C e del beta-carotene sulla prevenzione delle malattie croniche. Il lavoro pubblicato su Jama presenta i risultati dell’uso dell’integratore multivitaminico sul rischio di cancro, mentre quelli relativi agli effetti sugli eventi cardiovascolari, sulle malattie oculari e sul declino cognitivo sono già stata pubblicati precedentemente.


Lo studio ha coinvolto 14.641 medici americani di sesso maschile al di sopra dei 50 anni (con un’età media di 64,3), di cui 1.312 avevano già avuto un cancro al momento della randomizzazione. I partecipanti sono stati trattati ogni giorno con un integratore multivitaminico commerciale o un placebo oppure con vitamina E (400 UI di alfa-tocoferolo o il suo placebo a giorni alterni), vitamina C (500 mg/die di ascorbico acido o il suo placebo) e beta-carotene (50 mg o il suo placebo a giorni alternati). Il trattamento è iniziato nel 1997 e i medici sono stati seguiti fino all’1 giugno 20111.


Il braccio beta carotene del processo si è concluso nei tempi previsti nel 2003. Il follow-up dei bracci vitamina E e vitamina C è continuato fino al 2007 e non ha mostrato alcuna associazione con il rischio cardiovascolare o quello di cancro.


L'outcome primario dell’analisi ora pubblicata su Jama era l’incidenza complessiva dei tumori (esclusi i tumori cutanei diversi dal melanoma), mentre quelli secondari erano l’incidenza del cancro alla prostata, del colon-retto e di altri tumori specifici.


Durante il follow-up, è stato diagnosticato un tumore a 2.669 uomini, tra cui 1.373 casi di cancro alla prostata e 210 casi di cancro del colon-retto. Nei partecipanti del braccio trattato con l’integratore multivitaminico l’incidenza complessiva del cancro è risultata pari a 17 per 1000 anni-persona contro 18 per 1000 anni-persona nei controlli, una differenza che si è tradotta in un hazard ratio di 0,92 (P = 0,04).


L’incidenza del tumore alla prostata non ha mostrato differenze significative tra i due gruppi (9,1 contro 9,2 per 1000 anni-persona; HR 0,98; P = 0,76), così come quella del cancro del colon-retto (1,1 contro 1,4 per 1000 anni-persona; HR 0,89; P = 0,39).


Anche l’incidenza di altri tumori sito-specifici non ha mostrato differenze significative tra integratore e placebo, ma si è osservata una tendenza a favore della supplementazione con le vitamine.


Nel 1.312 partecipanti che avevano già avuto un cancro al momento dell'arruolamento, la riduzione del 27% del rischio di tumori si è rivelata, invece, statisticamente significativa (P = 0,02). Tuttavia, un test di interazione ha mostrato l'effetto non era significativamente differente da quello dei 13.329 uomini che non avevano tumori al momento dell'arruolamento.


Durante la discussione seguita alla presentazione, Gaziano e un altro degli autori Howard Sesso, sempre del Brigham and Women's Hospital, hanno sottolineato i fattori che distinguono i risultati del trial PHS II da quelli di altri studi. In particolare, hanno rimarcato che la maggior parte degli altri studi erano osservazionali, e non trial randomizzati e controllati con placebo. Inoltre, i partecipanti sono stati tutti trattati con la stessa marca e formulazione dell’integratore multivitaminico (Centrum Silver). I due autori hanno anche fatto notare che i due gruppi erano ben bilanciati per quanto riguarda il numero di fumatori e altri fattori che potrebbero avere influenzato i risultati.


Infine, Graziano e Sesso hanno fatto rilevare che il trattamento con un integratore multivitaminico rappresenta un approccio molto più ad ampio spettro rispetto ai trial precedenti che avevano utilizzato megadosi di una data vitamina o uno specifico minerale. 'La nostra sensazione” hanno detto gli autori per spiegare il risultato “è che sia più la combinazione delle vitamine e dei minerali a poter essere responsabile dell'effetto, più di qualunque componente specifico”.


J.M. Gaziano, et al. Multivitamins in the prevention of cancer in men. The Physicians Health Study II randomized controlled trial. JAMA 2012;doi:10.1001/jama.2012.14641
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