Minor rischio di tumori con uso prolungato di aspirina

Un utilizzo regolare e prolungato di aspirina è risultato associato a una riduzione sia del rischio relativo di decesso per qualsiasi causa sia di quello di decesso dovuto ai tumori in un ampio studio osservazionale che ha coinvolto più di 130.000 operatori sanitari seguiti per una mediana di 32 anni. La ricerca è stata presentata da poco al congresso dell'American Association for Cancer Research (AACR) a Washington.

Un utilizzo regolare e prolungato di aspirina è risultato associato a una riduzione sia del rischio relativo di decesso per qualsiasi causa sia di quello di decesso dovuto ai tumori in un ampio studio osservazionale che ha coinvolto più di 130.000 operatori sanitari seguiti per una mediana di 32 anni. La ricerca è stata presentata da poco al congresso dell’American Association for Cancer Research (AACR) a Washington.

In particolare, il rischio complessivo di mortalità in coloro che utilizzavano regolarmente l’aspirina, rispetto a chi non ne faceva uso regolare, è risultato inferiore del 7% per le donne e dell’11% per gli uomini, mentre quello di mortalità dovuto ai tumori è risultato più basso rispettivamente del 7% e 15%.
L'aspirina è risultata utile a dosaggi pari ad almeno 0,5 -1,5 compresse normali alla settimana sia per gli uomini sia per le donne e la durata minima di utilizzo regolare associata a una riduzione della mortalità dovuta ai tumori è risultata di 6 anni.
"Le riduzioni del rischio di decesso dovuto al cancro possono sembrare modeste, ma la dimensione dell'effetto è paragonabile all'aumento del rischio di decesso dovuto al cancro associato con l'obesità" ha commentato la prima autrice dello studio Yin Cao, del Massachusetts General Hospital di Boston.
La Cao e i colleghi hanno analizzato 86.206 donne arruolate nel Nurses' Health Study tra il 1980 e il 2012 e 43.977 uomini arruolati nell’Health Professionals Follow-Up Study tra il 1986 e il 2012. In ognuno dei due studi, gli autori hanno valutato l'uso di aspirina al basale e ogni 2 anni.
Manish Shah, oncologo del Weill Cornell Medicine and New York-Presbyterian Hospital di New York, non coinvolto nello studio, ha definito i dati convincenti, ha anche rimarcato che il gold standard delle evidenze è rappresentato dagli studi prospettici e randomizzati. "Questo tipo di studi di coorte può avere bias significativi" e "una parte dell’effetto potrebbe essere dovuta al fatto che i consumatori dell’aspirina potrebbero essere nel complesso più consapevoli e più attenti alla propria salute" ha detto l’esperto.
La Cao ha spiegato che la nuova ricerca ha preso le mosse da una serie di risultati ed eventi degli ultimi anni.
Ad esempio, un fatto importante nell’ambito della medicina preventiva si è verificato nel settembre del 2015, quando la US Preventive Services Task Force (USPSTF) ha diffuso una raccomandazione in base alla quale gli adulti tra i 50 e i 69 anni dovrebbero assumere quotidianamente basse dosi di aspirina per almeno 10 anni per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e di cancro del colon-retto.
Tale raccomandazione, tuttavia, è basata sui risultati di trial clinici, che non rivelano il potenziale effetto dell’utilizzo di aspirina sul cancro a livello di popolazione.
Per questo, nel 2016, la Cao e i colleghi hanno pubblicato uno studio sull’incidenza del cancro utilizzando le stesse due ampie coorti del lavoro presentato ora al congresso AACR, che ha evidenziato come l'uso prolungato di aspirina sia associato a una riduzione modesta, ma significativa, del rischio complessivo di cancro.
Nel nuovo studio, i ricercatori hanno cercato di ancora una volta di valutare gli effetti a livello della popolazione, ma in questo caso sulla mortalità (non sull’incidenza), affrontando una questione che scaturisce dalla raccomandazione della USPSTF.
"La domanda è: se si utilizza aspirina per la prevenzione delle malattie cardiovascolari e del cancro del colon-retto, si ottiene qualche beneficio aggiuntivo in futuro in termini di riduzione del rischio di mortalità legata ad altri tipi di tumore?" ha detto l’oncologa. Il nuovo studio suggerisce che, in effetti, potrebbe esserci un vantaggio ulteriore.
Durante il follow-up, sono morti di cancro 8271 donne e 4591 uomini. Rispetto al consumo non regolare di aspirina, l'utilizzo regolare del farmaco è risultato associato a un rischio inferiore del 30% di morire a causa di un tumore del colon-retto (in entrambi i sessi), più basso dell’11% di morire per un tumore al seno, più basso del 23% di morire per un tumore alla prostata e più basso del 14% di morire per un tumore al polmone negli uomini.
Utilizzare l'aspirina per la prevenzione delle malattie cardiovascolari e del cancro del colon-retto comporta, notoriamente, anche alcuni rischi, oltre che benefici, tra cui quello di sanguinamento gastrointestinale e quello di ictus emorragico.
La Yao ha anche sottolineato che la raccomandazione dell’USPSTF sull'aspirina si è basata su analisi decisionali in cui si sono valutati i rischi e i benefici dimostrati nel caso del cancro del colon-retto e delle malattie cardiovascolari.
La Cao ha detto, infine, che vorrebbe vedere ulteriori analisi in cui si tenti di evidenziare “ulteriori benefici associati all’uso di aspirina, che a loro volta dovrebbero essere bilanciati con i potenziali rischi di emorragia gastrointestinale, ictus e altri eventi avversi”.
Y. Cao, et al. Long-term aspirin use and total and cancer-specific mortality. AACR 2017; abstract 3012.
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