La società biofarmaceutica americana Tesaro ha annunciato che il farmaco sperimentale rolapitant, sviluppato per il trattamento di nausea e vomito indotti da chemioterapia (CINV), ha raggiunto l’endpoint principale di due studi di fase III ma, non si è dimostrato superiore al placebo in altri importanti endpoint secondari.
Rolapitant è un antagonista del recettore della neurochinina 1 (NK-1).

Il farmaco impedisce a un elemento chimico presente nell’organismo (sostanza P) di legarsi ai recettori NK. Quando la sostanza P si lega a questi recettori, insorgono nausea e vomito. Bloccando i recettori, rolapitant può prevenire nausea e vomito, che spesso insorgono dopo la chemioterapia.

Nel 2010, Tesaro ha acquisito i diritti di sviluppo e commercializzazione di rolapitant da Opko Health, per un valore complessivo di 121 milioni di dollari.

Il primo trial ha arruolato 1.369 pazienti con tumore, sottoposti a chemioterapia moderatamente emetogenica. Il 50% dei partecipanti era in terapia con un regime a base di antracicline per il trattamento del carcinoma della mammella. Il secondo studio ha arruolato 555 pazienti con tumore, sottoposti a chemioterapia altamente emetogenica costituita da un regime a base di cisplatino a una dose uguale o superiore a 60 mg/m2. In entrambi i trial, i partecipanti sono stati randomizzati a ricevere un antagonista del recettore 5-HT3 più desametasone, in combinazione con 200 mg di rolapitant o placebo somministrati per via orale.

In entrambi gli studi, l’endpoint principale, che è stato raggiunto dal farmaco, era il tasso di risposta completa, definita come assenza di CINV e terapia rescue nelle 24-120 ore dopo l’inizio della chemioterapia (fase ritardata di CINV). Per quanto riguarda gli endpoint secondari, ovvero la percentuale di pazienti che avevano ottenuto una risposta completa nella fasi acuta e generale di CINV, non è stata osservata una differenza significativa tra il farmaco e il placebo.

I dati sulla sicurezza del farmaco erano consistenti con gli studi precedenti e non sono state riscontrate differenze significative tra il medicinale e placebo per quanto riguarda gli eventi avversi. Gli effetti collaterali più frequenti erano, fatigue, alopecia e perdita dell’appetito.

I risultati completi degli studi saranno presentati in occasione in uno dei prossimi incontri medico scientifici su questo tema.
Tesaro ha fatto sapere che sta iniziando un nuovo studio di fase III sul farmaco e, se i risultati saranno positivi, prevede di inviare la richiesta di approvazione del farmaco all’Fda entro la metà del 2014. 

Le tossicità ematologiche, la nausea e il vomito indotte da chemioterapia, la neurotossicità, e le dermotossicità sono tra gli aspetti più invalidanti per la qualità di vita del paziente con tumore.
CINV è l’acronimo di Chemoterapy Induced Nausea and Vomiting, e cioè la nausea e il vomito indotti dalla chemioterapia. La CINV è causata da 2 meccanismi fisiopatologici: uno stimolo centrale in cui sono coinvolti i recettori NK1 e uno stimolo periferico che vede coinvolti i recettori 5-HT3.

La frequenza e la gravità della CINV sono condizionate da diversi fattori di rischio, come il tipo di chemioterapico somministrato e le caratteristiche del singolo paziente, tra cui i fattori psicologici. È stato sviluppato un sistema di classificazione dei farmaci secondo il loro potenziale emetogenico basato sulla dose, sulla frequenza, sulla via di somministrazione e sulla emetogenicità intrinseca della molecola, evidenziate dalla pratica clinica. Per esempio farmaci come il cisplatino somministrati ad un determinato dosaggio sono considerati altamente emetogeni, e senza l’utilizzo degli antiemetici, più del 90% dei pazienti andrà incontro a episodi di vomito; altri chemioterapici sono stati classificati come moderatamente emetogeni, altri ancora a basso potenziale o clinicamente non emetogenici (meno del 10% dei pazienti lamenterà la comparsa di vomito senza gli antiemetici).

Poiché i farmaci chemioterapici vengono spesso somministrati in associazione, farmaci come le antracicline e la ciclofosfamide, che se considerati in monoterapia sono moderatamente emetizzanti, quando somministrati in associazione, sviluppano un potenziale altamente emetizzante.

Di qui l’importanza di disporre di farmaci validi per contrastare la CINV.
Le principali categorie di farmaci utilizzati nel trattamento di nausea e vomito da chemioterapia sono:
- gli antagonisti della dopamina che bloccano gli impulsi al centro del vomito ma possono causare sedazione e reazioni extrapiramidali;
- gli antagonisti della serotonina (5-HT3), ben tollerati dai pazienti;
- i corticosteroidi utilizzati nella gestione di nausea e vomito acuti;
- gli antagonisti dei recettori della neurochinina-1 (NK-1), in genere associati al desametasone, usati per la gestione dell’emesi acuta e tardiva indotta da chemioterapie ad alto rischio emetogeno.