Nerviano Medical Sciences presenta 3 nuovi inibitori che agiscono su 5 target molecolari. #AACR2018

Al prossimo AACR Annual Meeting di Chicago i ricercatori del Campus di Nerviano presenteranno l'attività antitumorale ottenuta da tre nuove molecole proprietarie, in grado di colpire cinque diversi importanti bersagli terapeutici e da una nuova tecnologia dall'elevata e mirata attività.

Al prossimo AACR Annual Meeting di Chicago i ricercatori del Campus di Nerviano presenteranno l’attività antitumorale ottenuta da tre nuove molecole proprietarie, in grado di colpire cinque diversi importanti bersagli terapeutici e da una nuova tecnologia dall’elevata e mirata attività.

I nuovi risultati ottenuti sono in aree di ricerca per le quali il Centro ha sviluppato un’expertise di primo piano per la ricerca e lo sviluppo di farmaci mirati e selettivi.

Si tratta, in particolare, dell’approccio che considera come bersagli terapeutici le chinasi (una famiglia di proteine che normalmente regola diversi processi cellulari fisiologici, spesso anche determinante per la crescita “impazzita” della cellula tumorale) e del campo degli immunoconiugati (Antibody Drug Conjugates, ADC), nel quale il Centro è stato in grado di identificare e brevettare diverse tossine proprietarie.

Al meeting di Chicago i ricercatori descriveranno i traguardi raggiunti su tre candidati farmaci, potenzialmente in grado di soddisfare gli attuali medical needs:
- un potente inibitore di tre chinasi (FLT3, anche in presenza di una mutazione che dà resistenza alle altre terapie, KIT e CSF1R), target rilevanti per i pazienti con patologie onco-ematologiche;
- un inibitore di RET, un target molecolare attivato in alcuni tumori tra cui quello del polmone, del colon e della tiroide, caratterizzato da una potente attività di inibizione delle cellule tumorali ed da un’elevata selettività verso VEGFR2, fondamentale per la tollerabilità a livello cardiovascolare;
- un inibitore di PARP potenzialmente efficace per il trattamento dei tumori al seno e all'ovaio, delle metastasi cerebrali e del glioblastoma, caratterizzato da un’alta tollerabilità, anche in associazione con la chemioterapia.

Oggetto delle presentazioni sarà anche una nuova molecola proprietaria della classe dei tienoindoli, efficace ed adatta a creare nuovi farmaci immunoconiugati nei quali, grazie agli anticorpi che riconoscono specificamente le cellule tumorali, si veicola ed internalizza il farmaco nella cellula bersaglio. Si tratta quindi di una nuova tecnologia, versatile ed in grado di colpire diversi bersagli terapeutici con altissima precisione, limitando gli effetti collaterali indesiderati.

Questo approccio rappresenta una delle piattaforme del centro nervianese dedicate alle nuove terapie mirate, che comprendono un insieme di tecnologie, conoscenze, molecole, modelli sperimentali e brevetti e che permettono di sviluppare farmaci innovativi e altamente efficaci.

I ricercatori di Nerviano partecipano alla costruzione dell’atlante mondiale degli inibitori delle chinasi
A conferma dell’expertise degli scienziati di Nerviano nell’area degli inibitori delle chinasi, sulla rivista Science è stata pubblicata  un'analisi completa di 243 inibitori delle chinasi, gli enzimi regolatori di ogni trasformazione tumorale, che rappresentano la quasi totalità di quelli già approvati per l’utilizzo clinico o nella fase di sviluppo nell’uomo.
Del team internazionale di scienziati, informatici e medici che ha contribuito a questo gigantesco lavoro fanno parte anche quattro ricercatori di Nerviano Medical Sciences, di grande e riconosciuta esperienza nel campo della biochimica e della chimica strutturistica delle chinasi.

Si tratta del più ampio studio comparativo di molecole antitumorali in diversi contesti patologici, che rimane molto più vicino alla biologia del tumore rispetto alle analisi biochimiche più tradizionali in quanto considera sia linee cellulare che tessuti tumorali dei pazienti. Gli scienziati hanno, infatti, analizzato l'intero contenuto cellulare di leucemie, tumori cerebrali e tumori del colon in risposta agli inibitori, mappando sistematicamente lo spettro dei partner del legame molecolare di ogni farmaco e preservando, nel contempo, il contesto patofisiologico della cellula.