In occasione dell'ASCO di Chicago sono stati presentati i risultati a 18 mesi (follow-up mediano) che mostrano che nilotinib (Tasigna) supera significativamente imatinib (Glivec) nel rallentare la progressione di malattia nei pazienti adulti affetti da leucemia mieloide cronica Philadelphia+ (Ph+ LMC) di nuova diagnosi.

Nilotinib ha prodotto livelli più profondi di risposta molecolare rispetto a imatinib come terapia di prima linea nel trattamento della LMC Ph+ e ha rallentato la progressione alla fase accelerata e blastica, riducendo il numero di decessi a causa della LMC.
Significativo, che un numero 3 volte superiore di pazienti che assumevano nilotinib ha ottenuto un livello molecolare di malattia non evidenziabile rispetto a imatinib. Inoltre, nilotinib ha superato imatinib in altre valutazioni chiave per determinare l'efficacia del trattamento.

L'Fda ha concesso a nilotinib lo stato di revisione prioritaria  per l'indicazione in prima linea della LMC. A febbraio 2010 gli iter regolatori sono stati sottomessi in EU, Svizzera e Giappone. Tutte le sottomissioni erano basate sui dati a 13.8-mesi di follow-up mediano dello studio ENESTnd.

ENESTnd confronta l'efficacia a livello molecolare e la sicurezza di nilotinib 300 mg 2 volte al giorno e 400 mg 2 volte al giorno rispetto a imatinib 400 mg 1 volta al giorno nei pazienti affetti da leucemia mieloide cronica Ph+ di nuova diagnosi. Questo fino ad ora è il più grande studio comparativo con un inibitore della tirosin-chinasi di seconda generazione.

I risultati hanno mostrato che un numero inferiore di pazienti è progredito alla fase accelerata o alla fase blastica di malattia con nilotinib 300 mg 2 volte al giorno (1
paziente) e 400 mg 2 volta al giorno (2 pazienti) rispetto a imatinib 400 mg 1 volta al giorno (12 pazienti)1. Il follow-up mediano a 18 mesi, ha dimostrato un miglioramento significativo nel controllo della malattia. La risposta molecolare maggiore (MMR) e la  risposta citogenetica completa (CCyR) sono risultate superiori con nilotinib rispetto a imatinib nel follow-up. Nilotinib è stato ben tollerato nello studio. Un numero inferiore di pazienti che assumevano nilotinib ha interrotto lo studio a causa di eventi avversi rispetto a imatinib. Nessun paziente nello studio ha mostrato un prolungamento del tratto QT >500 millisecondi1. Nessuna morte improvvisa è stata registrata con i due trattamenti.

MMR era stata definita nello studio come una riduzione del trascritto Bcr-Abl minore o uguale a 0.1% del livello pre-trattamento, sulla di uno standard internazionale2. Questo significa che a un follow-up mediano di 18 mesi non più di una cellula contenente Bcr-Abl era sta trovata nel sangue di un paziente  per ogni 1.000 cellule che erano stimate all'inizio della terapia. Importante, in un numero 3 volte maggiore più pazienti nello studio ENESTnd è stato reso non quantificabile il livello molecolare (riduzione di4.5 log di Bcr-Abl) con Nilotinib rispetto a imatinib al follow-up1. CCyR indica che nessuna cellula LMC contenente il cromosoma Ph può essere rilevata nel midollo osseo del paziente.

La valutazione molecolare è stata effettuata da un singolo laboratorio di riferimento. Il test utilizzato per determinare la risposta molecolare era in grado di rilevare una singola cellula contenente traccia di Bcr-Abl in un milione di cellule normali4. Oltre ad essere più sensibile il test è più semplice e meno invasivo per i pazienti, rispetto ai normali test citogenetici, che richiedono un campione di sangue midollare per la rilevazione di cellule contenenti il cromosoma Ph+ in un milione di cellule sanguigne normali.

Dettagli sullo studio
ENESTnd è stato condotto in 217 centri nel mondo con 846 pazienti arruolati. I pazienti sono stati randomizzati per ricevere nilotinib 400 mg 2 volte al giorno (n = 281), nilotinib 300 mg due volte al giorno (n = 282) o imatinib 400 mg 1 volta al giorno (n = 283). L'endpoint primario era la risposta molecolare maggiore a 12 mesi; l'endpoint secondario era la risposta citogenetica completa (CCyR) nei 12 mesi. Il follow-up è previsto per cinque anni2. I pazienti nel braccio imatinib che hanno avuto una risposta non ottimale o fallimento di terapia potranno aumentare la dose e/o passare a nilotinib con un'estensione del protocollo.

Tutti i pazienti hanno avuto un minimo di 16 mesi di trattamento o lo hanno sospeso prima; il follow-up mediano è stato di 18 mesi. Globalmente, 84%, 82% e 79% dei pazienti ha continuato lo studio rispettivamente con nilotinib 300 mg 2 volte al giorno, nilotinib 400 mg 2 volte al giorno e imatinib 400 mg 1 volta al giorno.
Sia nilotinib sia imatinib sono stati ben tollerati. I tassi di interruzione a causa di eventi avversi o anomalie di laboratorio sono state il 7% per nilotinib 300 mg 2 volte al giorno, 11% per nilotinib 400 mg 2 volte al giorno, e 9% per imatinib 400 mg 1 volta al giorno.

Leucemia mieloide cronica Ph+
La leucemia mieloide cronica è una patologia in cui l'organismo produce globuli bianchi cancerosi nel sangue. Quasi la totalità dei pazienti affetti da CML hanno un'anomalia conosciuta come cromosoma Philadelphia, che produce una proteina chiamata Bcr-Abl. Bcr-Abl causa la proliferazione maligna di globuli bianchi del sangue. A livello mondiale, la CML è responsabile circa dal 10 al 15% di tutti i casi di leucemia in età adulta7, con un'incidenza di 1 o 2 casi per 100,000 persone all'anno.