I risultati dello studio clinico registrativo, di Fase III LUME-Lung 1 mostrano che nintedanib, un farmaco sperimentale triplo inibitore dell’angiochinasi, somministrato in aggiunta a docetaxel, ha allungato la vita dei pazienti con adenocarcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) di 2,3 mesi rispetto a placebo più docetaxel. Questi risultati sono stati presentati oggi al 49° Congresso  Annuale della Società Americana di Oncologia Clinica  (ASCO) che si tiene a Chicago.

I risultati di LUME-Lung 1 dimostrano un beneficio in termini di sopravvivenza complessiva per la terapia di seconda linea aggiunta alla chemioterapia, rispetto alla chemioterapia somministrata singolarmente. La sopravvivenza complessiva è risultata significativamente maggiore nel gruppo di pazienti con adenocarcinoma trattati con nintedanib più docetaxel, rispetto a quelli trattati con placebo più docetaxel (rispettivamente 12,6 mesi contro 10,3 mesi).

L’endpoint primario dello studio è stato la sopravvivenza libera da progressione della malattia (PFS) dei pazienti con NSCLC in terapia di seconda linea.1 Nintedanib più docetaxel ha dimostrato una PFS statisticamente significativa maggiore rispetto a placebo (3,4 mesi contro 2,7 mesi), indipendentemente dall’istologia del tumore.

“I risultati dello studio LUME-Lung 1 sono particolarmente entusiasmanti in quanto è quasi un decennio che non si realizzano progressi nella sopravvivenza complessiva dei pazienti con NSCLC che ricevono terapia di seconda linea. Inoltre, è la prima volta che una terapia anti-angiogenica dimostra un beneficio reale in pazienti con NSCLC dopo il fallimento della  chemioterapia iniziale” ha commentato il Dr. Martin Reck, Responsabile del dipartimento di Oncologia Toracica della Clinica per le Malattie Polmonari di Grosshansdorf, Germania, e principale sperimentatore dello studio LUME-Lung 1. “E’ importante sapere che la prognosi dei pazienti con  NSCLC è assai infausta, in quanto dopo la terapia di prima linea inevitabilmente la malattia ricomincia ad avanzare. Nintedanib può, pertanto, offrire una nuova opzione terapeutica a questi pazienti che ne hanno davvero molto bisogno”.

Gli eventi avversi più frequenti riscontrati in LUME-Lung 1 sono stati effetti collaterali gastrointestinali e innalzamento reversibile dei livelli degli enzimi epatici, che sono stati gestiti con trattamento di supporto o riduzione del dosaggio (eventi avversi - placebo contro nintedanib: nausea 18% contro 24%, vomito 9% contro 17%, diarrea 22% contro 42%, innalzamento degli enzimi epatici 8% contro 29%). Le percentuali di interruzione del trattamento a causa di eventi avversi sono state simili nei due bracci, al pari di emorragia, trombosi e ipertensione di grado 3.

Lo studio LUME-Lung 1
LUME-Lung 1 è uno studio registrativo  di Fase III, randomizzato, in doppio cieco, che ha messo a confronto nintedanib* più docetaxel e placebo più docetaxel in pazienti con NSCLC localmente avanzato/metastatico, dopo terapia di prima linea. Lo studio ha compreso 1.314 pazienti arruolati in Europa, Asia e Sudafrica, randomizzati per ricevere nintedanib* 200 mg due volte/die più docetaxel 75mg/m2 una volta/die, per 3 settimane (n=655) o placebo più docetaxel (n=659).
LUME-Lung 1 fa parte del più ampio programma di studi di Fase III di Boehringer Ingelheim su nintedanib* LUME-Lung, che indaga sicurezza ed  efficacia di nintedanib* in pazienti con NSCLC dopo chemioterapia di prima  linea. Con circa 2.000 pazienti arruolati, ad oggi, è uno dei più vasti programmi di studi di Fase III in questa popolazione di pazienti con NSCLC.

Nintedanib
Nintedanib è un inibitore di angiochinasi con somministrazione per via orale che agisce contemporaneamente sui recettori di tre fattori di crescita: i recettori del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGFR 1-3), i recettori del fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGFR alfa e beta) e i recettori del fattore di crescita dei fibroblasti (FGFR 1-3). 2 Tutti questi  recettori svolgono un ruolo cruciale nella formazione (angiogenesi) e nel mantenimento della vascolarizzazione del tumore, la loro inibizione può bloccare l’angiogenesi, che svolge un ruolo fondamentale nella crescita e nella diffusione del tumore. 3,4
Nintedanib è un farmaco attualmente in fase di studio per diversi tumori solidi fra cui il carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato, il carcinoma ovarico, il carcinoma epatico (carcinoma epatocellulare), il carcinoma renale (carcinoma a cellule renali) e il tumore del colon retto.