Nivolumab promettente contro il mesotelioma

Oncologia-Ematologia

Il trattamento con l'inibitore di PD-1 nivolumab ha mostrato risultati promettenti nei pazienti con mesotelioma pleurico maligno recidivato nello studio monocentrico di fase II Nivo-Mes, presentato di recente alla World Lung Cancer Conference, a Vienna.

Il trattamento con l’inibitore di PD-1 nivolumab ha mostrato risultati promettenti nei pazienti con mesotelioma pleurico maligno recidivato nello studio monocentrico di fase II Nivo-Mes, presentato di recente alla World Lung Cancer Conference, a Vienna.

"Lo studio Nivo-Mes ha dimostrato che l’immunoterapia con nivolumab nei pazienti con mesotelioma pleurico maligno è fattibile, con una tossicità limitata, e può portare a risposte a lungo termine di durata superiore a un anno" ha detto l'autore senior dello studio, Paul Baas, della Divisione di Oncologia medica del Netherlands Cancer Institute di Amsterdam.

Il mesotelioma pleurico maligno ricorrente è la forma più comune di mesotelioma e, al di là dell’intervento chirurgico, le opzioni terapeutiche disponibili per i pazienti affetti da questa neoplasia sono poche. Sebbene sia legato all’inalazione di fibre di amianto, solo una frazione degli individui esposti all’amianto sviluppa il mesotelioma, il che ha portato i ricercatori a indagare le componenti genetiche che potrebbero svolgere un ruolo nello sviluppo di questo tumore.

"Non ci sono studi che abbiano evidenziato un beneficio di sopravvivenza nel mesotelioma pleurico maligno recidivato" ha detto Baas durante la sua presentazione. Dato che al momento non vi è alcuna raccomandazione standard riguardo alla terapia di induzione per il mesotelioma pleurico maligno, Baas e i colleghi hanno provato una schedula di induzione con nivolumab 3 mg/kg somministrato ogni 2 settimane.

Il loro studio ha coinvolto 38 pazienti affetti da mesotelioma pleurico maligno, con un’età media pari a 66 anni (range: 51-81), di cui 28 uomini. L'istologia era epiteliale in 28 pazienti, mista in quattro e non epiteliale in due.

Tutti i pazienti avevano una malattia progressiva e per 33 pazienti erano disponibili biopsie appaiate eseguite la settimana precedente il trattamento e la settimana 6 durante il trattamento, sulle quali i ricercatori hanno valutato l'attività antitumorale, l'espressione di PD-L1 ed eseguito altre analisi su biomarker.

L'endpoint primario dello studio era il miglioramento del tasso di controllo della malattia del 20-40% dopo 12 settimane rispetto ai controlli storici.

"Il trattamento con nivolumab in seconda linea o in linee successive in pazienti con mesotelioma pleurico maligno recidivato ha centrato l'endpoint primario" ha detto Baas.

Dopo 12 settimane di trattamento con l’anti-PD-1, il tasso di controllo della malattia è risultato del 50%; cinque pazienti hanno raggiunto una risposta parziale e 12 una stabilizzazione della malattia, mentre 17 hanno mostrato segni di progressione della malattia e tre segni di pseudoprogressione della malattia.

Tra i responder, 13 pazienti avevano istologia epitelioide e, di questi, quattro hanno raggiunto una una risposta parziale e 9 una stabilizzazione della malattia.

“La tossicità è stata lieve” ha detto Bass. Durante lo studio non si è verificato nessun decesso correlato al trattamento, mentre otto pazienti hanno dovuto interrompere il trattamento a causa di tossicità di grado 3.

"Abbiamo avuto risultati duraturi e si è osservata una correlazione tra l'espressione di PD-L1 e la risposta" ha riferito l’autore. L’espressione di PD-L1 nel tumore era ≥ 1% in 9 pazienti su 32 valutabili. Di questi, due hanno mostrato una risposta parziale confermata dopo 12 settimane.

L’oncologo ha poi anticipato che il suo gruppo sta progettando ulteriori studi per cercare opzioni di terapeutiche migliori per i pazienti con mesotelioma pleurico maligno.

Altri anti-PD-1/PD-L1 in studio nel mesotelioma
Oltre a nivolumab, ci sono anche altri anti-PD-1/PD-L1 in fase di studio nel mesotelioma. In un altro abstract portato al congresso sono stati presentati i dati sull’utilizzo dell’anti PD-1 pembrolizumab nel braccio dei pazienti con mesotelioma pleurico maligno dello studio KEYNOTE-028.

Nei 25 pazienti studiati, la percentuale di risposta complessiva è stata del 20% (IC al 95% 6,8-40,7) e le cinque risposte sono state tutte parziali. Tredici pazienti hanno ottenuto una stabilizzazione della malattia e la durata mediana della risposta è stata di 12 mesi (range, 3,7-20,5 +). Nel 60,9% dei pazienti valutabili si è osservata una diminuzione delle dimensioni del tumore.

La sopravvivenza mediana libera da progressione (PFS) è stata di 5,4 mesi (IC al 95% 3,4-7,5), mentre la PFS a 6 mesi è risultata del 45,8% e quella a 12 mesi del 20,8%. La sopravvivenza globale (OS) mediana è stata di 18 mesi (IC al 95% 9,4-NR) e l’OS a 6 e 12 mesi rispettivamente dell’83,5% e 62,6%,

Inoltre, in uno studio di fase Ib presentato all’ultimo congresso dell’ASCO a Chicago, l'inibitore di PD-L1 avelumab ha mostrato di possedere un’attività clinica in pazienti affetti da mesotelioma avanzato o non resecabile.

In questo studio di espansione della dose, che comprendeva diverse coorti, cinque pazienti su 53 hanno ottenuto risposte parziali e altri 25 una stabilizzazione della malattia, con una percentuale di controllo della malattia del 56,6%. La valutazione della risposta in funzione dell’espressione di PD-L1 nel tumore ha mostrato una percentuale di risposta complessiva del 14,3% nei pazienti con un’espressione di PD-L1 ≥ 5% e dell’8,1% nei pazienti con tumori PD-L1-negativi.

J. Quispel-Janssen, et al. A Phase II Study of Nivolumab in Malignant Pleural Mesothelioma (NivoMes): With Translational Research (TR) Biopies. WCLC 2016; abstract OA13.01