In occasione dell'Esmo sono stati presentati i risultati di uno studio di fase II su un nuovo farmaco, denominato AMG 386, studiato in pazienti con carcinoma ovarico avanzato. Lo studio ha dimostrato che AMG 386, somministrato in combinazione con la chemioterapia a base di pacitaxel, estende di alcune settimane la sopravvivenza delle pazienti che soffrono di questa patologia.

Lo studio ha arruolato 161 pazienti con carcinoma ovarico in stadio avanzato randomizzate a ricevere 2 mg o 10 mg del farmaco in combinazione alla chemioterapia o la chemioterapia più il placebo.

La sopravvivenza media delle pazienti che hanno ricevuto la dose più alta del farmaco è risultata pari a 22,5 mesi, quella delle pazienti che hanno ricevuto la dose più bassa è stata di 20,4 mesi, rispetto ai 20,9 mesi delle pazienti che hanno ricevuto la sola chemioterapia.

La sopravvivenza media libera da progressione è risultata pari a 7,3 mesi per le pazienti che hanno ricevuto la dose più alta del farmaco e di 7,4 mesi per quelle che hanno ricevuto la dose di 2 mg, rispetto ai 4,6 mesi delle pazienti assegnate alla sola chemioterapia.

Gli eventi avversi che si sono verificati durante lo studio sono stati: neuropatia periferica, bassi livelli di potassio a livello ematico e formazione di coaguli di sangue.

AMG 386 è un farmaco anti-angiogenetico che ha come target l'angiopoietina 1 e 2, proteine coinvolte nel rimodellamento vascolare che si verifica durante l'angiogenesi. Legandosi all'angiopoietina, il farmaco ne impedisce il legame al recettore arrestando così il processo angiogenetico.