Nutrizione clinica aumenta la sopravvivenza dei pazienti oncologici fin dai primi stadi della malattia. #ESMO18

Una corretta nutrizione clinica, avviata precocemente, migliora lo stato di salute e la sopravvivenza dei pazienti oncologici. A dimostrarlo sono i risultati di uno studio presentato a Monaco di Baviera, al meeting annuale della European Society for Medical Oncology (ESMO), che, per la prima volta a livello europeo, fornisce una fotografia dello stato di malnutrizione e dell'efficacia della nutrizione clinica nei pazienti oncologici trattati negli ospedali di Italia, Francia e Germania.


Una corretta nutrizione clinica, avviata precocemente, migliora lo stato di salute e la sopravvivenza dei pazienti oncologici. A dimostrarlo sono i risultati di uno studio presentato a Monaco di Baviera, al meeting annuale della European Society for Medical Oncology (ESMO), che, per la prima volta a livello europeo, fornisce una fotografia dello stato di malnutrizione e dell’efficacia della nutrizione clinica nei pazienti oncologici trattati negli ospedali di Italia, Francia e Germania.

Ad oggi, solo una piccola minoranza di pazienti è sottoposta a una valutazione dello stato nutrizionale e inizia una terapia nutrizionale clinica fin dalle prime fasi della malattia e della cura.

Circa il 40% dei pazienti oncologici va incontro a malnutrizione e si stima che un quarto muoia a causa di questa condizione, invece che per la progressione della patologia tumorale. In questi soggetti, la malnutrizione può condurre alla perdita di massa muscolare, a un aumento del rischio di impedimento fisico, a complicanze chirurgiche, a tossicità e a una riduzione della sopravvivenza.



Che cos’è la nutrizione clinica

La nutrizione clinica è una procedura terapeutica mediante la quale è possibile soddisfare integralmente i fabbisogni nutrizionali di soggetti che non sono in grado di alimentarsi sufficientemente per via naturale.

In caso di impedimento ad alimentarsi per via naturale, i nutrienti possono essere introdotti:
•    nel tratto gastrointestinale tramite sonde (sondino naso-gastrico o PEG, nutrizione enterale);
•    direttamente nel torrente circolatorio (nutrizione parenterale) con un catetere venoso periferico o centrale.

Quando la nutrizione orale o enterale (per bocca o mediante sonda) risulta impossibile, insufficiente o controindicata, il ricorso alla nutrizione parenterale diventa essenziale per sopperire ai fabbisogni nutrizionali di questi pazienti.
La somministrazione avviene tramite sacche che possono contenere specialità medicinali commerciali (prodotti da case farmaceutiche) o preparazioni galeniche messe a punto sulla base di esigenze specifiche dei singoli pazienti.

I dati italiani di vita reale sull’efficacia della nutrizione clinica nei pazienti oncologici
Per l’analisi relativa all’Italia, i ricercatori hanno utilizzato i dati di un database amministrativo di 10 unità sanitarie locali, che coprono un totale di 5,9 milioni di persone. In questo database si è valutato l’impiego della nutrizione clinica e di prodotti nutrizionali su prescrizione a domicilio in pazienti affetti da diversi tipi di tumori: testa-collo, gastrointestinali, polmonari, genitourinari o ematologici.

I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi: senza metastasi, con metastasi e sottoposti a nutrizione clinica o con metastasi e non sottoposti a nutrizione clinica.
L’analisi ha evidenziato che dei circa 69mila pazienti con tumore metastatico, l’8,4% era stato sottoposto a nutrizione clinica, nell’89% dai casi per via parenterale. Dei circa 190 mila pazienti con tumori non metastatici trattati con la terapia nutrizionale, solo il 3,1% aveva ricevuto un supporto nutrizionale.
Tra i pazienti con tumore metastatico che erano stati sottoposti a nutrizione clinica, solo all’11% è stato diagnosticato uno stato di malnutrizione.
Il tempo medio tra la diagnosi di metastasi e l’inizio della nutrizione clinica è risultato di 6,6 mesi, mentre il tempo medio tra l’inizio della nutrizione clinica e il decesso di 3,5 mesi.

Circa il 35% dei pazienti ha iniziato la terapia nutrizionale subito dopo la diagnosi di metastasi; tuttavia, nel 18% dei casi è passato più di un anno tra la diagnosi di metastasi e la somministrazione della nutrizione clinica. Più della metà dei pazienti metastatici, inoltre, ha iniziato la nutrizione clinica negli ultimi giorni di vita, a prescindere dal tipo di tumore. Solo in pochi casi (15%), infine, la nutrizione clinica è stata somministrata per più di 7 mesi prima del decesso.

Nei pazienti con tumori gastrointestinali e genitourinari metastatici, in uno stato di malnutrizione, il supporto nutrizionale è risultato associato a un aumento di più di 3 mesi della sopravvivenza.

Inoltre, iniziare precocemente la nutrizione clinica è risultato associato a un aumento significativo della sopravvivenza nei pazienti malnutriti con tumori metastatici genitourinari, polmonari e gastrointestinali.

Dopo aver aggiustato i dati tenendo conto di età, sesso e tipo di chemioterapia, nei pazienti malnutriti con tumori metastatici la nutrizione clinica è risultata associata a un aumento significativo della sopravvivenza per i tumori gastrointestinali (HR 0,75; P < 0,001), polmonari (HR 0,74; P = 0,07) e genitourinari (HR 0,64; P < 0,05).

Sempre tenendo conto dei succitati fattori, nei pazienti con tumori metastatici che avevano iniziato la nutrizione clinica precocemente si è osservato un miglioramento della sopravvivenza rispetto a coloro che avevano iniziato il trattamento più tardi, sia nei tumori gastrointestinali (HR 0,52; P < 0,001) sia in quelli polmonari (HR 0,53; P < 0,05) sia in quelli genitourinari (HR 0,55; P < 0,05).

«Sul campione dei 69mila pazienti con tumore metastatico gastrointestinale o urogenitale analizzati, solo l’8,4% ha ricevuto un supporto di nutrizione clinica» ha commentato Francesco Di Costanzo, Direttore dell’Oncologia Medica dell’Università Careggi di Firenze e primo autore dello studio italiano.

«Quelli ai quali è stato somministrato il trattamento hanno mostrato un miglioramento significativo in termini di sopravvivenza se comparati a quelli malnutriti; inoltre, un avvio precoce della nutrizione clinica per via parenterale si è associato a miglioramenti significativi e a una sopravvivenza maggiore» ha aggiunto il professore.

«La consistenza di questi dati rafforza la convinzione che bisogna fare di più in quest’ambito. Riteniamo che per la comunità medica degli oncologi sia giunto il momento di abbracciare e applicare la nutrizione clinica per ottimizzare la cura di questi pazienti» ha concluso l’esperto.

Efficacia della nutrizione clinica sull’aumento della sopravvivenza confermata dai dati francesi e tedeschi
Al congresso sono stati presentati anche i risultati dell’analisi sui pazienti francesi, che confermano i dati italiani.

«Una diagnosi iniziale di malnutrizione nei pazienti con patologia tumorale e un adeguato trattamento di nutrizione clinica riducono i giorni di ricovero in ospedale» ha dichiarato il coordinatore della ricerca, Francois Goldwasser, Direttore dell’Oncologia medica del Cochin Technical Hospital di Parigi.

«Anche nei pazienti metastatici, la frequenza dei ricoveri è significativamente diversa tra chi ha uno stato avanzato di malnutrizione non diagnosticato e chi è trattato con nutrizione artificiale parenterale. Una diagnosi iniziale può migliorare nettamente la salute dei pazienti, per i quali questo tipo di intervento deve essere una priorità» ha spiegato l’esperto.

Simili anche i risultati dell’analisi sui pazienti tedeschi. «Solo l’8% dei pazienti malati di cancro è risultato sottoposto a nutrizione parenterale domiciliare e più del 50% non era stato sottoposto a uno screening dello stato nutrizionale, a fronte di una manifesta cachessia che evidenzia una ridotta efficacia delle cure oncologiche e la necessità di una gestione più complessa» ha riferito Ingolf Schiefke, dell’Università di Leipzig, in Germania.

«Abbiamo visto che, in media, i pazienti che vengono sottoposti a una terapia nutrizionale clinica sopravvivono più a lungo rispetto a chi non la riceve» ha aggiunto lo specialista.

«Le nostre scoperte dimostrano che prima viene avviata la nutrizione clinica, prima si evidenziano i benefici per i pazienti» ha sottolineato, infine, il professore.

F. Di Costanzo, et al. Current use of clinical nutrition in oncology patients – real-world evidence from big data in Italy. Annals of Oncology (2018)

C. Tlemsani, et al. Malnutrition in cancer patients: is a late diagnosis a missed opportunity to improve care? Annals of Oncology (2018) 29 (suppl_8): viii603-viii640. 10.1093/annonc/mdy300.