Olaparib in monoterapia ha dimostrato di indurre una risposta antitumorale in diversi tipi di tumore con mutazioni della linea germinale dei geni BRCA1 o BRCA2 in uno studio multicentrico di fase II appena pubblicato sul Journal of Clinical Oncology.

I risultati suggeriscono che olaparib (un inibitore orale di PARP già dimostratosi attivo nei tumori al seno e nei tumori ovarici associati a mutazioni di BRCA), meriterebbe di essere studiato ulteriormente IN studi di fase III, concludono i ricercatori, guidati da Susan M. Domchek, dell’ Abramson Cancer Center dell’Università della Pennsylvania.

Per arrivare a tali conclusioni, la Domchek e i colleghi hanno valutato 468 pazienti adulti affetti da tumori solidi avanzati e portatori di mutazioni della linea germinale di BRCA1 o BRCA2.

I pazienti idonei dovevano avere uno dei seguenti tumori ricorrenti: un carcinoma ovarico dimostratosi resistente a una terapia precedente a base di platino; un cancro al seno già trattato con tre o più linee di chemioterapia per la malattia metastatica, un tumore al pancreas già trattato in precedenza con gemcitabina o un cancro alla prostata in progressione dopo una terapia ormonale e una terapia sistemica.

Tutti i partecipanti sono stati trattati con olaparib 400 mg due volte al giorno, proseguendo il trattamento fino alla progressione della malattia e abbassando la dose a 200 o a 100 mg se si sviluppavano tossicità.

L’endpoint primario era la percentuale di risposta tumorale, mentre gli endpoint secondari comprendevano la percentuale di risposta obiettiva, la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la durata della risposta.

I pazienti valutabili sono risultati 298 e la percentuale di risposta tumorale complessiva è stata del 26,2% (IC al 95% 21,3-31,6). Invece, separando il dato in base al tipo di tumore, la percentuale di risposta tumorale è risultata del 50% nel cancro alla prostata (IC al 95% 15,7-84,3), 31,1% nel carcinoma ovarico, (IC al 95% 24,6-38,1), 21,7% nel tumore al pancreas (IC al 95% 7,5-43,7) e 12,9% nel tumore al seno (IC al 95% 5,7-23,9).

Complessivamente, il 42%dei partecipanti (IC al 95% 36-47,4) ha dimostrato una stabilizzazione della malattia per almeno 8 settimane. La percentuale di stabilizzazione della malattia è risultata del 47% per il tumore al seno, 40% per il tumore ovarico, 35% per il tumore al pancreas e 25% per il tumore alla prostata.

Gli eventi avversi più comuni sono stati affaticamento, nausea e vomito. Poco più della metà dei pazienti (il 54%) ha manifestato un evento avverso di grado ≥3, il più comune dei quali è risultato l’anemia (17%)..

B. Kaufman, et al. Olaparib Monotherapy in Patients With Advanced Cancer and a Germline BRCA1/2 Mutation. J Clin Oncol. 2014; doi: 10.1200/JCO.2014.56.2728.
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