Oncologia, alt allo sviluppo di Rova-T dopo fallimento nel polmone

AbbVie ha reso noto di aver deciso di porre fine al suo programma di ricerca e sviluppo basato sul farmaco oncologico rovalpituzumab tesirine (noto più semplicemente come Rova-T). La drastica decisione è stata presa dopo che una analisi intermedia ha evidenziato  che il coniugato sperimentale anticorpo-dipendente non ha fornito alcun beneficio di sopravvivenza come terapia di mantenimento di prima linea per il cancro polmonare avanzato a piccole cellule (SCLC). La decisione era attesa dagli analisti che riponevano poca fiducia nelle chance del farmaco.

AbbVie ha reso noto di aver deciso di porre fine al suo programma di ricerca e sviluppo basato sul farmaco oncologico rovalpituzumab tesirine (noto più semplicemente come Rova-T). La drastica decisione è stata presa dopo che una analisi intermedia ha evidenziato  che il coniugato sperimentale anticorpo-dipendente non ha fornito alcun beneficio di sopravvivenza come terapia di mantenimento di prima linea per il cancro polmonare avanzato a piccole cellule (SCLC). La decisione era attesa dagli analisti che riponevano poca fiducia nelle chance del farmaco.

Margaret Foley, responsabile globale dello sviluppo di tumori solidi di AbbVie, ha osservato che "siamo delusi da questo risultato," ma l'azienda rimane "impegnata nella ricerca e nello sviluppo di altre terapie con il potenziale per trasformare l'assistenza ai pazienti con SCLC e altre neoplasie maligne".

Lo studio randomizzato MERU ha esaminato l'efficacia di Rova-T rispetto al placebo come terapia di mantenimento dopo la chemioterapia di prima linea a base di platino in pazienti con SCLC. AbbVie ha osservato che il profilo di sicurezza del trattamento era coerente con gli studi precedenti. Ha aggiunto che i dati dello studio MERU saranno presentati in una conferenza futura e/o pubblicati in una rivista medica.

Il target del farmaco è la molecola DLL3, presente nell’80% dei tumori del polmone a piccole cellule, ma non nei tessuti sani. Il rovalpituzumab tesirina agisce agganciandosi alla DLL3 della superficie delle cellule tumorali, la DLL3 poi lo trasposta all’interno della cellula, e una volta dentro il farmaco la uccide, come una sorta di smart-bomb, di bomba intelligente, che permette al rovalpituzumab tesirina di colpire solo quello che deve. Evidentemente, quello che funziona bene sulla carta e in vivo ha poi meno effetto sull’uomo.

Il risultato negativo nel tumore del polmone fa seguito a una precedente delusione quando lo scorso dicembre, AbbVie aveva interrotto lo studio di Fae III TAHOE che valutava Rova-T nella seconda linea di trattamento dell'SCLC avanzato, dopo che i risultati provvisori hanno dimostrato che la sopravvivenza globale era più breve nel braccio Rova-T rispetto al braccio topotecan di confronto. In precedenza, l'azienda ha dichiarato che non avrebbe chiesto l'approvazione accelerata dell'Fda per l'uso del farmaco anche nella terza linea.

AbbVie aveva acquisito i diritti di Rova-T nell'ambito dell'acquisizione di Stemcentrx per 5,8 miliardi di dollari nel 2016. Il coniugato farmaco-anticorpo mira alla proteina DLL3, che secondo AbbVie è espressa in oltre l'80% dei tumori dei pazienti SCLC, dove è prevalente sulle cellule tumorali, incluse le cellule staminali tumorali, ma non presente nei tessuti sani.

Con questa acquisizione, Abbvie aveva cercato di posizionarsi anche nei tumori solidi dopo aver conquistato una posizione di primo piano in ematologia con i farmaci Imbruvica (ibrutinib) e Venclexta (venetoclax).