Anche Roche è in lizza per lo sviluppo dei farmaci anti PD-1, la classe di farmaci che costituisce la nuova frontiera dell’immunoterapia del cancro. Sebbene indietro rispetto a Msd e a Bms, l’azienda di Basilea intende giocare un ruolo da protagonista.

Il farmaco sperimentale anti PD-1 di Roche, noto per ora con la sigla MPDL3280A, ha appena ricevuto la designazione di terapia fortemente innovativa (“breaktrough designation”) da parte dell’Fda per il trattamento per i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule PD - L1 - positivi in cui la malattia sia progredita dopo la chemioterapia a base di platino e l’utilizzo di un inibitore di EGFR o ALK. La designazione Fda è importante perché renderà più spedito l’iter regolatorio del farmaco.


MPDL3280A è un farmaco sperimentale progettato per rendere le cellule tumorali più vulnerabili allo stesso sistema immunitario dell’organismo, interferendo con una proteina chiamata PD-L1 (Programmed Death-Ligand-1. L'anticorpo attacca il checkpoint immunitario PD-1/PD-L1, che molti tumori utilizzano per respingere gli attacchi da parte delle cellule T killer. PD-L1 ( ligando di morte programmata 1 ) è espresso sulla superficie delle cellule tumorali. All’avvicinarsi di un cellula T killer, PD-L1 si lega a una proteina che funge da recettore ( PD-1 ) sulla superficie delle cellule immunitarie, con conseguente inibizione della attività della cellula T.

Il farmaco appartiene alla stessa classe di pembrolizumab (Msd) e di nivolumab (Bristyol Myers Squibb), già approvati nel melanoma e in studio nel tumore del polmone.

In uno studio di Fase I presentato al congresso European Cancer 2013 (ECC; abstract 3408), MPDL3280A ha dimostrato risposte notevoli e durature nei pazienti con NSCLC metastatico, compresi i tumori con istologia squamosa e adenocarcinoma.

I dati presentati provenivano da una coorte di 85 pazienti con carcinoma metastatico NSCLC che facevano parte di un più ampio studio di MPDL3280A che includeva pazienti con altri tumori solidi. I pazienti hanno ricevuto un'infusione IV di MPDL3280A ogni 3 settimane per una durata media di 106 giorni (range, 1-450 giorni).

Dei pazienti con NSCLC, 85, pari al 55% erano stati pesantemente pretrattati con almeno tre precedenti terapie, e la maggior parte erano fumatori o ex fumatori (81%); 19% non erano mai stati fumatori.

La durata mediana della terapia è stata di 48 settimane. Il tasso di risposta obiettiva (ORR) era del 23% in pazienti con NSCLC; il 17% di responder erano risultati stabili nell'arco di 24 settimane. Il tasso di sopravvivenza libera da progressione a 24 settimane è stato pari al 44% nel tumore NSCLC a  cellule squamose e del 46% in quello non squamoso.

La maggior parte degli eventi avversi sono stati lievi. Non è stata identificata una tossicità dose-limitante. Non sono stati segnalati casi di eventi avversi di grado da 3 a 5, polmonite o diarrea.

I ricercatori hanno misurato l'espressione di PD-L1 mediante immunoistochimica (IHC) e hanno scoperto che nei pazienti trattati con MPDL3280A, l’ORR aumentava se la espressione di PD-L1 era aumentata. Al contrario, la malattia in progressione diminuiva con una maggiore espressione di PD-L1. ORR è stata del 46% nei pazienti con PD-L1 IHC 2 e IHC 3, e il 83% in quelli con IHC3.

I ricercatori hanno analizzato se lo status di fumatore era predittivo di un effetto differenziale, e hanno scoperto che gli ex fumatori / fumatori correnti avevano un ORR del 26% (n = 43) rispetto al 10% nei mai fumatori (n = 10).

"Questo è il primo studio a suggerire una possibile relazione tra storia di fumo e la risposta alla inibizione del pathway PD-L1 / PD-1, un percorso che è fondamentale per consentire alle cellule tumorali di sfuggire a un controllo da parte del sistema immunitario. In questo studio, i fumatori hanno risposto molto meglio dei mai fumatori. I dati sono preliminari, ma le tendenze sono molto promettenti ", ha detto l'autore Jean-Charles Soria, MD, Institut Gustav Roissy, Paris, France.