Osteosarcoma, no benefici con l'aggiunta della chemioterapia metronomica al regime MAP

L'aggiunta una chemioterapia metronomica a basso dosaggio a base di ciclofosfamide orale e metotressato al regime standard di mantenimento a base di adriamicina, metotressato e platino (MAP) non ha prolungato la sopravvivenza libera da eventi (EFS) in pazienti adolescenti e giovani adulti colpiti da un osteosarcoma di alto grado delle estremità resecabile, in uno studio randomizzato pubblicato di recente su Cancer.

L'aggiunta una chemioterapia metronomica a basso dosaggio a base di ciclofosfamide orale e metotressato al regime standard di mantenimento a base di adriamicina, metotressato e platino (MAP) non ha prolungato la sopravvivenza libera da eventi (EFS) in pazienti adolescenti e giovani adulti colpiti da un osteosarcoma di alto grado delle estremità resecabile, in uno studio randomizzato pubblicato di recente su Cancer.

"Nei tumori pediatrici, come gli osteosarcomi localizzati, l’angiogenesi tumorale in situ e i livelli di fattori angiogenici circolanti sono associati alla malattia metastatica e a una prognosi sfavorevole" spiegano nell’introduzione gli autori del lavoro, coordinati da Andreza A. Senerchia, dell Institute of Pediatric Oncology/Support Group for Adolescents and Children With Cancer dell’Università Federale di San Paolo in Brasile.

Dal momento che la chemioterapia metronomica può impedire l'angiogenesi tumorale ed è un trattamento a basso costo facilmente reperibile e caratterizzato da una bassa tossicità, Senerchia e gli altri ricercatori hanno ipotizzato che potrebbe essere un’utile aggiunta alla terapia di mantenimento con MAP in questa popolazione di pazienti.

Hanno quindi provato a valutare quest’approccio in un trial clinico prospettico che ha coinvolto 296 pazienti al di sotto dei 30 anni (età media 14 anni, range 0-29 anni) trattati in 27 centri situati in Brasile, Argentina e Uruguay. Tutti i partecipanti avevano un osteosarcoma delle estremità operabile di alto grado, ma non metastatico, e tutti erano stati sottoposti a una chemioterapia preoperatoria di 10 settimane con il regime MAP seguita dalla resezione chirurgica con salvataggio dell'arto, quando possibile.

Dopo l’intervento, 139 pazienti sono stati assegnati in modo casuale al trattamento con la chemioterapia metronomica più il regime MAP (gruppo di intervento) per 73 settimane e 157 al trattamento il solo regime MAP (gruppo di controllo) per 31 settimane . Tuttavia, il 35% del gruppo di intervento non ha iniziato la chemioterapia metronomica per una serie di ragioni e un altro 10% lo ha interrotto molto precocemente.

A 5 anni, l’EFS cumulativa è risultata del 61% nel gruppo trattato con il regime MAP più la chemioterapia metronomica e il 64% in quello trattato con il solo regime MAP, ma la differenza fra i due gruppi non è risultata significativa. Quando gli autori hanno limitato l'analisi ai soli pazienti nel gruppo di intervento che avevano effettivamente ricevuto la chemioterapia metronomica, di nuovo non hanno trovato alcuna prova che l'aggiunta di questo trattamento facesse la differenza in termini di EFS. Allo stesso modo, non hanno trovato alcuna differenza significativa fra i due gruppi in termini di sopravvivenza globale, che è risultata rispettivamente del 76% e 73%.

Nel gruppo sottoposto alla chemioterapia metronomica ci sono stati 27 decessi (19%), l’81% dei quali dovuti a una progressione della malattia e l'11% a una tossicità correlata al trattamento, mentre nel gruppo di controllo i decessi sono stati 24 (15%), di cui l’83% causato dalla progressione della malattia e il 17% dalla tossicità correlata al trattamento.

Questi risultati "non supportano l'uso di routine di ciclofosfamide e metotressato come agenti metronomici dopo la chemioterapia standard per l’osteosarcoma metastatico” concludono Senerchia e i colleghi.

Tuttavia, aggiungono i ricercatori latino-americani, “i nostri risultati non dovrebbero precludere ulteriori indagini sulle potenzialità della terapia di mantenimento per i pazienti con osteosarcoma ... La combinazione testata qui potrebbe non essere quella ottimale. Inoltre, l'aggiunta di un effetto simil-mirato attraverso il riposizionamento del farmaco potrebbe consentire un trattamento più potente con l'aggiunta, per esempio, di acido valproico o betabloccanti”.

A.A. Senerchia, et al. Results of a randomized, prospective clinical trial evaluating metronomic chemotherapy in nonmetastatic patients with high-grade, operable osteosarcomas of the extremities: A report from the Latin American Group of Osteosarcoma Treatment. Cancer 2016; doi: 10.1002/cncr.30411.
Leggi