Outcome peggiori dopo il trapianto autologo per i pazienti con linfomi 'double hit' e 'double-expressor'

Nei pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato/refrattario, quelli con linfomi 'double hit' e 'double-expressor' hanno avuto risultati inferiori dopo il trapianto autologo di cellule staminali rispetto agli altri. Lo rivela un nuovo studio pubblicato da poco sul Journal of Clinical Oncology.

Nei pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato/refrattario, quelli con linfomi ‘double hit’ e 'double-expressor’ hanno avuto risultati inferiori dopo il trapianto autologo di cellule staminali rispetto agli altri. Lo rivela un nuovo studio pubblicato da poco sul Journal of Clinical Oncology.

Gli outcome peggiori sono stati osservati nei pazienti con linfomi contemporaneamente ‘double hit’ e 'double-expressor’ e questo risultato rafforza il concetto che una biologia ‘double hit’ e 'double-expressor’ renda il linfoma diffuso a grandi cellule B resistente alla chemioterapia e meno suscettibile di essere curato con questo trattamento” scrivono gli autori, coordinati da Alex Herrera, del centro City of Hope di Duarte, in California.

Tuttavia, una percentuale significativa di pazienti con linfoma 'double-expressor’ recidivato/refrattario ha raggiunto una remissione duratura dopo il trapianto autologo, specie quelli con linfoma solo double-expressor’, senza ‘double hit’.

Ciò suggerisce che "la presenza di un linfoma solo 'double-expressor’ non dovrebbe essere considerata una controindicazione al trapianto autologo" scrivono Herrera e I colleghi.

I linfomi ‘double hit’ e 'double-expressor’ sono sottotipi di linfoma diffuso a grandi cellule B in cui si sa che la chemioimmunoterapia standard dà risultati, mentre ci sono ancora pochi dati sugli outcome dei pazienti con malattia recidivante o refrattaria sottoposti al trapianto autologo.

Per saperne di più, Herrera e i colleghi hanno effettuato uno studio multicentrico retrospettivo nel quale hanno valutato l’impatto prognostico dello status ‘double hit’ e 'double-expressor’ sugli outcome del trapianto autologo in pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato/refrattario.

Lo studio ha coinvolto 117 pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato/refrattario sensibile alla chemioterapia che erano stati sottoposti a un trapianto autologo di staminali e dei quali c’era materiale tumorale archiviato disponibile. In questo campione, 52 pazienti (il 44%) avevano un linfoma 'double-expressor’ ed esprimente in contemporanea MYC/BCL2, mentre 15 pazienti (il 13%) esprimevano MYC-R, di cui 12 (il 10%) avevano un linfoma ‘double hit’.

Il tempo mediano di follow-up è stato di 45 mesi tra i sopravvissuti e la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sopravvivenza globale (OS) a 4 anni sono risultate del 54% nell’intera coorte.

La PFS e l’OS 4 anni nei pazienti con linfoma ‘double hit’ sono risultate inferiori rispetto a quelle dei pazienti senza ‘double hit’: rispettivamente 28% contro 57% (P = 0,013) e 25% contro 66% (P < 0,001).

La PFS e l’OS 4 anni nei pazienti con linfoma ‘double hit’ sono risultate più basse sia rispetto a quelle dei pazienti con linfoma 'double-expressor’, ma non ‘double hit’ (rispettivamente 53% e 61%), sia in quelli con linfoma né 'double-expressor’ né ‘double hit’ (rispettivamente 60% e 70%).
Gli outcome peggiori sono risultati quelli dei pazienti con linfoma contemporaneamente 'double-expressor’ e ‘double hit’, con una PFS a 4 anni pari allo 0%.

Dopo aver aggiustato i dati per le caratteristiche cliniche, gli unici fattori che sono rimasti associati in modo significativo alla PFS sono risultati la presenza di un linfoma 'double-expressor’ (HR 1,8; P = 0,035) e di un linfoma ‘double hit’ (HR 2,9; P = 0,009). I fattori risultati associati significativamente con l’OS sono risultati la presenza di un linfoma ‘double hit’ (HR 3,4; P = 0,004) e uno stato di remissione al momento del trapianto autologo (HR di risposta parziale 2,4; P = 0,007).

In generale, inoltre, i pazienti con linfoma ‘double hit’ avevano meno probabilità di raggiungere una risposta completa dopo la terapia di salvataggio, mentre in quelli con linfoma 'double-expressor’ e quelli con linfoma ‘double hit’ si è osservato un tempo più breve alla recidiva dopo la terapia di induzione.

"Anche se alcuni pazienti con linfoma ‘double hit’ recidivato/refrattario hanno raggiunto una remissione a lungo termine dopo trapianto autologo (pazienti con solo linfoma ‘double hit’, senza 'double-expressor’), le basse percentuali di sopravvivenza osservate in questo gruppo portano a ritenere che si debbano studiare strategie di trapianto alternative" concludono Herrera e i colleghi.

A.F. Herrera, et al. Relapsed or Refractory Double-Expressor and Double-Hit Lymphomas Have Inferior Progression-Free Survival After Autologous Stem-Cell Transplantation. J Clin Oncol. 2016; doi: 10.1200/JCO.2016.68.2740.
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