Doxorubicina liposomiale pegilata (PLD)  associata a carboplatino, si è dimostrata una possibile alternativa all'associazione fra pacitaxel e carboplatino, finora considerato il trattamento di prima linea nel carcinoma ovarico. E' il risultato di uno studio di fase III, denominato MITO-2, presentato recentemente in occasione del convegno annuale della European Society of Medical Oncology (ESMO).

Anche se PLD ha dimostrato un vantaggio numerico nella sopravvivenza libera da progressione che è risultata pari a 19 mesi, rispetto ai 16,8 mesi di carboplatino e pacitaxel, tale differenza non si è dimostrata statisticamente significativa (p =0,58). Il trattamento con PLD potrebbe comunque essere utilizzato come alternativa al trattamento standard nei pazienti che presentano controindicazioni per quest'ultima.

Lo studio ha arruolato 800 pazienti naive ai trattamenti chemioterapici con carcinoma ovarico in stadio avanzato randomizzati a ricevere la terapia standard o PLD più carboplatino. L'endpoint primario dello studio era la sopravvivenza libera da progressione (PFS) che è risultata pari a 18 mesi per la terapia standard e a 22,5 mesi per la combinazione di PLD e carboplatino. Circa l'80% dei pazienti presentavano la malattia in stadio III e IV.

Circa un terzo dei pazienti hanno ottenuto una citoriduzione ottimale e circa la metà ha mostrato una riduzione della massa tumorale inferiore a 1 cm.
Più dell'80% dei pazienti ha completato il trial.
Similmente alla PFS, anche la sopravvivenza globale è risultata leggermente superiore per PLD e carboblatino (61,1 mesi), rispetto alla terapia standard (53,2 mesi), anche se la riduzione dell'11% dell'hazard di mortalità non ha raggiunto la significatività.
Entrambi i regimi di trattamento hanno raggiunto una risposta patologica simile (57% e 58%) sia a livello globale che parziale. Circa il 30% dei pazienti in ogni gruppo ha raggiunto la stabilizzazione della malattia.

I due regimi di trattamento hanno mostrato differenti profili di tossicità. In particolare, PLD è stato associato con un aumento della tossicità a livello ematologico, inclusa anemia(68% verso 59%, p=0,008), neutropenia (79% verso 73%, p=0,05), trombocitopenia (49% verso 19%, p<0,001). Il trattamento con PLD è sato inoltre associato a episodi gravi di anemia (10% verso 4%, p<0,001) trombocitopenia (16% verso 2%, p<0,001) e trasfusioni (6% verso 2%, p=0,003).

Il regime standard è stato associato maggiormente a episodi quali diarrea, alopecia, tossicità a livello cutaneo, stomatiti e neurotossicità (da P=0,001 a P<0,001).

Pignata S, et al "Carboplatin plus paclitaxel versus carboplatin plus pegylated liposomal doxorubicin as first-line treatment for patients with ovarian cancer: The MITO-2 randomized phase III trial" ESMO 2010; Abstract 9700.
protocollo dello studio