Pazopanib (Votrient, GlaxoSmithKline), un inibitore delle tirosin chinasi approvato sia in Europa sia negli Usa per il tumore al rene, potrebbe essere utile anche per il cancro della tiroide differenziato e in progressione, refrattario allo iodio radioattivo. Il dato, preliminare, proviene da un piccolo studio di fase II pubblicato su Lancet Oncology.
Il 49% dei pazienti hanno risposto positivamente alla terapia con pazopanib mostrando una riduzione del volume tumorale, con una probabilità del 66% di mantenere questa risposta per almeno un anno. Si tratta del risultato migliore mai evidenziato per un trattamento del cancro della tiroide avanzato, hanno sottolineato gli autori, anche se non è stato possibile effettuare confronti diretti tra i diversi trial.
Tuttavia gli effetti avversi sono stati frequenti e non è chiaro se il farmaco sia in grado di offrire un vantaggio in termini di sopravvivenza. Dati i promettenti risultati ottenuti in questo trial, però, gli autori stanno già condiucendo un nuovo studio su una casistica più ampia di pazienti con tumori della tiroide differenziati, nonché su altre coorti di pazienti con tumori della tiroide anaplastici o midollari.
Sulla necessità di studiare più a fondo questo agente si è detto d'accordo anche Martin Schlumberger, dell'Institut Gustave Roussy di Villejuif, in Francia, autore dell'editoriale di accompagnamento, che ha inoltre sottolineato l'esigenza di condurre studi multicentrici, a causa della rarità dei pazienti con malattia progressiva e refrattaria.
Infatti, i soggetti con tumori differenziati della tiroide che sviluppano metastasi a distanza sono meno del 10% e i due terzi di questi risultano refrattari allo iodio radioattivo. In questi ultimi, in caso di progressione documentata, si ricorre spesso alla chemioterapia che talvolta però non è efficace. Al fine di trovare altre opzioni terapeutiche per questi pazienti, Keith Bible, della Mayo Clinic di Rochester, nel Minnesota, e i suoi collaboratori, hanno deciso di mettere alla prova pazopanib, testandone sicurezza ed efficacia su un campione di 37 pazienti con tumori della tiroide differenziati e in progressione, metastatici e refrattari al radioiodio.
I partecipanti sono stati trattati con 800 mg di pazopanib per cicli di 4 settimane fino a progressione della malattia o al manifestarsi di intolleranza al farmaco. Il numero mediano di cicli completati è stato pari a 12. Gli effetti collaterali sono stati comuni, ma per lo più di grado lieve; tra questi, diarrea, nausea, ipertensione (gestita facilmente) e aumento delle transaminasi epatiche. Il 43% dei pazienti, tuttavia, ha avuto bisogno di una riduzione del dosaggio e due hanno dovuto abbandonare lo studio a causa di complicanze emorragiche (poi pienamente risolte). Inoltre si sono avuti due decessi e, sebbene i pazienti presentassero disturbi preesistenti, secondo gli autori non si può escludere un contributo del farmaco all'evento fatale. Anche se nessuno dei partecipanti ha ottenuto una risposta completa, il fatto che si sia avuta una risposta parziale in quasi la metà di essi è un risultato più che sufficiente, secondo i ricercatori, per definire pazopanib promettente in questo setting.
La probabilità di risposta è apparsa influenzata dall'istologia: la risposta è stata infatti del 73% nei casi con tumori follicolari, del 45% in quelli con neoplasie a cellule di Hürthle e nel 3% di quelli con tumori papillari. Differenze ancora tutte da confermare, naturalmente. La soppressione consistente delTSH, invece, non è parsa influire in alcun modo sulla risposta tumorale, così come non è emersa alcuna relazione tra risposta al trattamento e concentrazioni plasmatiche di alcuni biomarker quali le interleuchine 6 e 8, il fattore di crescita degli epatociti (HGF), la selectina-E, il VEGF e il fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGF).
A un anno, la sopravivenza mediana è stata dell'81%, mentre la sopravivenza libera da progressione è stata del 47%. All'ultima visita di follow-up effettuata, 12 pazienti erano ancora in vita e stabili, 15 ancora vivi ma in progressione e 10 erano deceduti.
K. Bible, et al. Efficacy of pazopanib in progressive, radioiodine-refractory metastatic differentiated thyroid cancers: results of a phase 2 consortium study. Lancet Oncol 2010; DOI: 10.1016/S1470-2045(10)70203-5.