In uno studio di fase II appena pubblicato su Annals of Oncology, pazienti colpiti da tumori stromali gastrointestinali (GIST) avanzati hanno mostrato una risposta marginale all’inibitore tirosin-chinasico pazopanib in seconda o terza linea.

Pazopanib è un farmaco orale ad azione anti-angiogenica che inibisce diverse tirosin chinasi, in particolare quelle dei recettori VEGFR1, VEGFR2, VEGFR3, PDGFR-α, PDGFR–β e del recettore del fattore di crescita delle cellule staminali (c-KIT o CD117), tutti espressi nella maggioranza dei GIST.

Il farmaco è stato approvato di recente per il trattamento dei sarcomi dei tessuti molli metastatici (esclusi i GIST).

Gli autori dello studio appena uscito, guidati da Kristen N. Ganjoo, del Stanford Cancer Institute, hanno provato a valutare gli effetti di pazopanib in 25 pazienti con GIST avanzato che avevano già provato imatinib e sunitinib, e avevano alle spalle una mediana di tre terapie precedenti. Tutti i pazienti sono stati trattati con pazopanib 800 mg una volta al giorno e sottoposti a una Tac ogni 8 settimane. La terapia è stata continuata fino alla progressione della malattia o alla comparsa di una tossicità inaccettabile.

In totale, durante il trial sono stati somministrati 90 cicli del farmaco, con una mediana di due cicli per paziente, e sette pazienti sono riusciti a fare più di quattro cicli.

L'endpoint primario era l’assenza di progressione, definita come la combinazione delle risposte complete più le risposte parziali più le stabilizzazioni della malattia, a 24 settimane. Questo endpoint è stato raggiunto dal 17% dei pazienti.

"Non si sono osservate risposte parziali; tuttavia, la percentuale di risposta obiettiva secondo i criteri RECIST in terza o quarta linea è stata inferiore al 10%" scrivono i ricercatori. "Inoltre, nel recente studio randomizzato che ha valutato il ritrattamento con imatinib versus placebo dopo il fallimento di imatinib ha mostrato un sopravvivenza libera da progressione mediana di 1,8 mesi nel braccio imatinib e 0,9 mesi nel braccio placebo".

In questo studio, la PFS mediana è stata di 1,9 mesi e la sopravvivenza non ha mostrato grosse differenze a seconda del numero di terapie già fatte, mentre l’OS mediana è stata di 10,7 mesi.

Tutti i partecipanti tranne uno hanno dovuto interrompere il trattamento a causa di una progressione della malattia (in 19 casi) o di una tossicità inaccettabile (4 pazienti). Tuttavia , un paziente con un GIST con deficit di succinato deidrogenasi è riuscito a mantenere la malattia dopo 17 cicli di pazopanib.

"Il nostro studio dimostra che pazopanib in monoterapia ha un'attività marginale in pazienti pesantemente pretrattati con GIST avanzato refrattari o intolleranti a imatinib e sunitinib" scrivono i ricercatori. “Ulteriori studi con pazopanib in combinazione con altri farmaci in questa popolazione sono forse comunque giustificati, visto che pazopanib ha mostrato di produrre un’inibizione molto potente di c-KIT nei test di laboratorio pre-clinici" concludono i ricercatori.

K.N. Ganjoo, et al. A multicenter phase II study of pazopanib in patients with advanced gastrointestinal stromal tumors (GIST) following failure of at least imatinib and sunitinib. Ann Oncol 2014;25(1): 236-40. Doi: 10.1093/annonc/mdt484.
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