Una nuova analisi per sottogruppi condotta sui dati dello studio pivotal di fase III PARAMOUNT ha dimostrato come la terapia di mantenimento con pemetrexed iniettabile riduca il rischio di progressione della malattia anche in pazienti di età pari o superiore a 70 anni affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule non squamoso avanzato (NSCLC), il tipo più comune di tumore polmonare.

I risultati della nuova analisi sono stati presentati in occasione della Lung Cancer – Metastatic Poster Session (Abstract n. 9072) dello European Multidisciplinary Cancer Congress 2011 (noto in passato con il nome di ECCO-ESMO Cancer Congress) tenutosi a Stoccolma, in Svezia.

PARAMOUNT è il primo studio che ha valutato l’adozione, dopo la terapia di prima linea con pemetrexed e cisplatino, della terapia di mantenimento con pemetrexed. Nello studio è stato arruolato un numero complessivo di 939 pazienti affetti da NSCLC non squamoso in fase avanzata; 539 non hanno mostrato progressione durante la fase di induzione e sono quindi passati alla fase di mantenimento dello studio. Di questi, 92 erano pazienti anziani.

La nuova analisi ha messo a confronto pemetrexed e placebo negli anziani di età ≥70 anni (n=92). Nel gruppo dei pazienti anziani, ALIMTA ha ridotto il rischio di progressione della malattia del 65% (hazard ratio, 0,35; IC al 95%: 0,20-0,63), in base a una sopravvivenza mediana libera da progressione di 6,4 mesi per il braccio pemetrexed, rispetto ai 3,0 mesi del braccio trattato con placebo.

Nel gruppo dei pazienti di età inferiore ai 70 anni, ALIMTA ha ridotto il rischio di progressione della malattia del 31% (hazard ratio, 0,69; IC al 95%: 0,54–0,90), con una sopravvivenza libera da progressione di 4,0 mesi per pemetrexed e 2,8 mesi per il placebo.

“Il carcinoma polmonare può essere di difficile trattamento nei pazienti ultrasettantenni, in quanto questi ultimi presentano spesso comorbilità e minore tolleranza alle terapie antitumorali”, ha affermato Cesare Gridelli, M.D., sperimentatore clinico dello studio PARAMOUNT e medico presso l’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino, Italia. “Capita infatti che ad alcuni pazienti ultrasettantenni venga proposta la sola terapia di supporto. Questi risultati mostrano per contro che il regime di mantenimento con pemetrexed potrebbe offrire benefici a determinati pazienti anziani”.

Lo studio ha interessato pazienti affetti da NSCLC non squamoso avanzato in terapia con pemetrexed (500 mg/m2 somministrato il giorno 1 di un ciclo di 21 giorni) in combinazione con cisplatino (75 mg/m2) come terapia di induzione. I pazienti che non hanno mostrato progressione durante la terapia con pemetrexed associata a terapia di induzione con cisplatino e che presentavano un performance status di 0-1 sono stati randomizzati a ricevere la terapia di mantenimento con pemetrexed (500 mg/m2 il giorno 1 di un ciclo di 21 giorni) associata alla migliore terapia di supporto oppure la terapia con placebo associato alla migliore terapia di supporto fino alla progressione della malattia.

Nel complesso gli eventi avversi più gravi (grado 3/4) correlati al farmaco erano maggiori per i pazienti anziani trattati con la terapia di mantenimento con pemetrexed, rispetto ai pazienti di età inferiore ai 70 anni (21% vs. 7%). Tali eventi avversi erano principalmente ematologici (anemia e neutropenia). Nei pazienti anziani in studio il performance status era tendenzialmente inferiore rispetto a quello dei pazienti più giovani (PS 0: 20% vs. 34%, rispettivamente; PS 1: 79% vs. 66%, rispettivamente), e il gruppo dei pazienti più anziani ha ricevuto un numero maggiore di cicli di terapia con pemetrexed (5,5 vs. 4,8 nel gruppo di pazienti più giovani).

I risultati complessivi dello studio PARAMOUNT, che ha raggiunto l’endpoint primario relativamente alla sopravvivenza libera da progressione, sono stati presentati nel giugno 2011 in occasione del meeting annuale della American Society of Clinical Oncology (ASCO).

Informazioni sul carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC)
A livello mondiale, quella polmonare è la forma tumorale più comune e maggiormente letale, con 1,3 milioni di decessi l’anno.  Circa l’85-90 percento dei tumori polmonari è rappresentato da NSCLC.  Potenziali bersagli delle cellule tumorali che penetrano nel circolo sanguigno sono i tessuti epatici, ossei e cerebrali.
L’NSCLC comprende un gruppo di istologie o tipi tumorali che si differenziano per struttura cellulare. L’istologia non squamosa comprende l’adenocarcinoma e il carcinoma a grandi cellule, che rappresentano più di metà delle diagnosi di NSCLC , nonché istologie classificate come “altre”.