Eli Lilly ha scelto la vetrina del congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), in corso a Chicago, per presentare i risultati dello studio multicentrico di fase III PARAMOUNT, nel quale pemetrexed (Alimta) come terapia di mantenimento si è dimostrato superiore al placebo nel prolungare la sopravvivenza libera da progressione (PFS) in pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso avanzato.

Lo studio, controllato, randomizzato e in doppio cieco, ha coinvolto 939 pazienti con NSCLC avanzato, trattati in un primo tempo con pemetrexed (500 mg/m2 al giorno 1 di un ciclo di 21 giorni) in combinazione con cisplatino 75 mg/m2 come terapia di induzione. I 439 pazienti che non sono andati in progressione in questa prima fase dello studio sono stati quindi randomizzati in rapporto 2:1 al trattamento con pemetrexed (500 mg/m2 al giorno 1 di un ciclo di 21 giorni) come mantenimento oppure placebo, in entrambi i casi in aggiunta alla migliore terapia di supporto, fino a progressione della malattia. Tutti i pazienti sono stati inoltre trattati con vitamina B12, acido folico e desametasone.

La PFS dal momento della randomizzazione è stata di 3,9 mesi nel braccio pemetrexed contro 2,6 nel braccio di controllo, una differenza corrispondente a un miglioramento della PFS pari al 36% nel gruppo in trattamento attivo (hazard ratio 0,64 a favore di pemetrexed; P = 0,00025).

Inoltre, la percentuale di pazienti che hanno risposto alla terapia o hanno mostrato una stabilizzazione del tumore, misurata per la prima volta dopo 6 settimane dalla randomizzazione, è stata del 71,8% nel gruppo in trattamento attivo contro 59,6% nei controlli.

Riguardo alla sicurezza, gli eventi avversi riportati con maggiore frequenza nel gruppo pemetrexed sono stati l'anemia (4,2% contro 0,6% nel gruppo di controllo), la fatigue (4,5% contro 0,6%) e la neutropenia (3,6% contro 0%). Gli eventi avversi più gravi (di grado 3-4) sono stati superiori nel gruppo in trattamento attivo che non nei controlli (9,2% contro 0,6% per quanto riguarda i test di laboratorio e 8,9% contro 4,4% per gli altri eventi aversi).
Inoltre, in ciascuno dei due bracci si è avuto un decesso non ritenuto legato al trattamento, mentre la frequenza delle interruzioni dello studio dovute agli effetti collaterali della terapia è stata del 5,3% nel gruppo trattato con pemetrexed contro 3,3% in quello trattato con placebo.

Commentando i dati, il primo autore del lavoro Luis Paz-Ares, dell’Hospital Universitario Virgen del Rocío di Siviglia, ha detto che i risultati suggeriscono come i pazienti possano continuare a ottenere benefici usando in mantenimento lo stesso farmaco già assunto in prima linea, piuttosto che passando rapidamente a un agente alternativo nel corso del trattamento.

Lo studio PARAMOUNT, firmato anche da due autori italiani – Filippo De Marinis, dell’Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma, e Cesare Gridelli, del S. Gerardo, di Monza – è il secondo ad aver valutato pemetrexed come trattamento di mantenimento in pazienti con NSCLC non squamoso avanzato e il primo ad aver valutato una terapia di mantenimento con pemetrexed dopo una chemioterapia di prima linea con pemetrexed più cisplatino.

I risultati complessivi dello studio, ha fatto sapere Eli Lilly, saranno comunicati in occasione di uno dei prossimi congressi del settore.

L. G. Paz-Ares, et al. PARAMOUNT: Phase III study of maintenance pemetrexed (pem) plus best supportive care (BSC) versus placebo plus BSC immediately following induction treatment with pem plus cisplatin for advanced nonsquamous non-small cell lung cancer (NSCLC). J Clin Oncol 29: 2011 (suppl; abstr CRA7510).
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