Nei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (Nsclc) non squamoso avanzato, una terapia di mantenimento con pemetrexed associato alla migliore terapia di supporto aumenta la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto alla sola terapia di supporto. A sancirlo è lo studio multicentrico di fase III PARAMOUNT, presentato in occasione della 14ma conferenza mondiale sul cancro al polmone (WCLC), ad Amsterdam.

Il trial, i cui risultati erano già stati anticipati da Eli Lilly il mese scorso al congresso ASCO, dimostra che in questi pazienti continuare la terapia con pemetrexed ha portato a una riduzione del 36% del rischio di progressione (P = 0,00006).

La PFS mediana valutata dagli sperimentatori è stata di 4,1 mesi con pemetrexed contro 2,8 con placebo, mentre quella valutata da revisori indipendenti è risultata di 3,9 mesi nel primo caso contro 2,6 mesi nel secondo. Il miglioramento della PFS si è osservato sia nei fumatori sia nei non fumatori.
La percentuale di controllo della malattia, definita come la percentuale di pazienti con una riduzione del tumore e/o una stabilizzazione della malattia è stata rispettivamente del 71,8% con pemetrexed e del 59,6% con placebo (P = 0,009).

Il primo autore del lavoro, Luis Paz-Ares, dell’Hospital Universitario Virgen del Rocío di Siviglia, ha spiegato che lo studio ha centrato l'endpoint primario, rappresentato appunto dal miglioramento della PFS, ma che a breve si avranno anche i risultati relativi alla sopravvivenza globale.
PARAMOUNT è uno studio controllato, randomizzato e in doppio cieco, che ha coinvolto 939 pazienti con Nsclc non squamoso avanzato, trattati in un primo tempo con quattro cicli di pemetrexed (500 mg/m2 al giorno 1 di un ciclo di 21 giorni) in combinazione con cisplatino 75 mg/m2 come terapia di induzione. I 539 pazienti (il 57,4%) che non sono andati in progressione in questa prima fase sono stati quindi randomizzati in rapporto 2:1 al trattamento con pemetrexed (500 mg/m2 al giorno 1 di un ciclo di 21 giorni) come mantenimento oppure placebo, in entrambi i casi in aggiunta alla migliore terapia di supporto, fino a progressione della malattia. Tutti i pazienti sono stati inoltre trattati con vitamina B12, acido folico e desametasone.

Le caratteristiche della malattia erano simili in entrambi i bracci. Complessivamente, il 32% dei pazienti aveva un performance status pari a 0, il 91% aveva una malattia in stadio IV, l'87% aveva un adenocarcinoma e il 45% dei pazienti ha mostrato una risposta parziale o completa alla terapia di induzione.
Nel braccio pemetrexed, il 5,3% dei pazienti ha sospeso il trattamento a causa di eventi avversi contro il 3,3% dei pazienti trattati con placebo.
Paz-Ares ha commentato che "i risultati molto significativi in termini di PFS dimostrano che la terapia di mantenimento con pemetrexed è un trattamento efficace per i pazienti con Nsclc non squamoso e la revisione indipendenti effettuata sui dati lo conferma."

Lo studio PARAMOUNT, firmato anche da due italiani – Filippo De Marinis, dell’Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma, e Cesare Gridelli, del S. Gerardo, di Monza – è il secondo ad aver valutato pemetrexed come mantenimento in pazienti con Nsclc non squamoso avanzato e il primo ad aver valutato una terapia di mantenimento con pemetrexed dopo una chemioterapia di prima linea con pemetrexed più cisplatino.

L. Paz Ares, et al. PARAMOUNT: Phase III Trial Results of Maintenance Pemetrexed Plus Best Supportive Care (BSC) Versus Placebo Plus BSC Immediately Following Induction Treatment With Pemetrexed Plus Cisplatin for Advanced Nonsquamous Non-Small-Cell Lung Cancer (NSCLC). WCLC 2011; abstract O01.05.