I risultati dello studio di fase II PACE (Ponatinb Ph+ ALL and CML Evaluation), condotto sul farmaco sperimentale ponatinib confermano l’attività antileucemica del medicinale in pazienti con leucemia mieloide cronica o con leucemia linfoblastica acuta Ph+ che non tollerano la terapia con dasatinib o nilotinib o che presentano la mutazione T315I per la quale attualmente non sono disponibili terapie. Lo studio è stato presentato in occasione del convegno annuale della American Society of Clinical Oncology (ASCO).

Il trial ha arruolato 444 pazienti trattati con 45 mg/die di ponatinib somministrato per via orale. I pazienti sono stati suddivisi in 6 coorti in base alla fase della malattia e alla presenza o meno della mutazione T315I. Il 93% dei pazienti arruolati aveva ricevuto una terapia precedente con almeno due inibitori delle tirosin chinasi. Il 58% aveva ricevuto tre o più trattamenti prima di partecipare allo studio.

Dei 267 pazienti eleggibili per le analisi, con leucemia mieloide cronica in fase cronica, il 54% ha raggiunto una risposta citogenetica maggiore e il 44% una risposta citogenetica completa. Il follow-up medio di questi pazienti era di 10,1 mesi.

Dei 64 pazienti con leucemia mieloide cronica in fase cronica con la mutazione T315I, il 70% ha ottenuto una risposta citogenetica maggiore e il 66% una risposta citogenetica completa. Dei 203 pazienti che non presentavano tale mutazione, il 49% ha ottenuto una risposta citogenetica maggiore.
Dei 267 pazienti in fase cronica, il 30% ha ottenuto una risposta molecolare maggiore. Dei pazienti con la mutazione T315I, il 50% ha ottenuto una risposta molecolare maggiore.

Ventuno pazienti in fase cronica trattati con ponatinib nello studio PACE avevano ricevuto precedentemente un solo inibitore delle tirosin chinasi. Di questi soggetti, 13 erano stati trattati con imatinib e 8 con dasatinib o nilotinib. Di questi soggetti, l’86% ha ottenuto una risposta citogenetica maggiore con ponatinib.

Il 60% dei pazienti che presentavano la malattia nella fase accelerata, appartenente alla coorte di soggetti resistenti o intolleranti, ha ottenuto una risposta ematologica maggiore. Il 50% di questi pazienti che presentavano la mutazione T315I ha ottenuto una risposta ematologica maggiore.

Il 35% dei pazienti con leucemia mieloide cronica in fase blastica o con leucemi linfoblastica acuta Ph+, resistenti o intolleranti alle terapie precedenti, ha ottenuto una risposta ematologica maggiore con il nuovo farmaco. Di questi pazienti, il 33% di quelli con la mutazione T215I ha ottenuto una risposta ematologica maggiore. Il 34% dei pazienti in fase accelerata ha ottenuto una risposta citogenetica maggiore, come il 27% dei soggetti  in fase blastica o con leucemia linfoblastica acuta Ph+ resistenti o intolleranti alle terapie precedenti. Il 20% dei pazienti nella fase accelerata e il 23% dei soggetti nella fase blastica o con leucemia linfoblastica acuta Ph+ ha raggiunto una risposta citogenetica maggiore.

Gli eventi avversi più frequenti con ponatinib erano trombocitopenia (35%), rash (32%), pelle secca (30%) dolore addominale (22%) ed emicrania (18%). Sono stati osservati nello studio, ma con meno frequenza, l’innalzamento dei valori di lipasi, fatica e artralgia. L’incidenza di pancreatite era del 6%.

Ponatinib è un inibitore delle tirosin chinasi che ha come target principale la proteina BCR-ABL. Il farmaco, sviluppato da ARIAD Pharmaceuticals, è attualmente nella fase II del suo sviluppo clinico.

Cortes JE, Kim DW, Pinilla-Ibarz J, et al. PACE: A pivotal phase II trial of ponatinib in patients with CML and Ph+ALL resistant or intolerant to dasatinib or nilotinib, or with the T315I mutation. J Clin Oncol. 2012;30:(suppl; abstr 6503).